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NATURA E BIODIVERSITA'
IL RITORNO DELLA LINCE
18/08/2021
di Paolo Molinari e Anja Jobin

L’Arma dei Carabinieri è partner italiano nel Progetto LIFE Lynx e protagonista di altre iniziative per ostacolare il declino della specie in Italia

FOTO A -Foto J. VogeltanzLa lince eurasiatica (Lynx lynx) è il mammifero autoctono più raro presente in Italia. Dopo essere scomparsa una prima volta agli inizi del secolo scorso ed essere ritornata grazie a progetti di reintroduzione effettuati in diversi paesi alpini negli anni Settanta, oggi rischia una seconda estinzione. Assente in Appennino, nelle Alpi italiane sono rimasti meno di 5 individui e l’immigrazione dai Paesi confinanti dove la popolazione di lince è ancora presente è minima. Con l’eccezione di un maschio isolato in Trentino e un secondo maschio transfrontaliero che almeno nell’immediato passato dalla Svizzera ogni tanto faceva visita nella Val d’Ossola, l’unico piccolo nucleo è sopravvissuto in Friuli-Venezia Giulia nella Foresta di Tarvisio. Presente negli anni Ottanta e Novanta nelle estreme Alpi nord-orientali del Tarvisiano era l’espressione più nord-occidentale della popolazione dinarica, il cui nucleo vitale risiedeva in Slovenia. Poi è iniziato un lento e inesorabile calo, causato, come hanno dimostrato più tardi ricerche specialistiche condotte sul caso, da impoverimento genetico, che ha provocato un drastico calo della fertilità. Ragione di ciò era che la variabilità genetica dei sei individui utilizzati per le reintroduzioni degli anni Settanta era troppo limitata. Dal 2010 in poi si è assistito a un drastico crollo numerico degli individui ancora presenti, e si è deciso di agire.

MISURE DI CONSERVAZIONE IN ITALIA

Per salvare la lince in Italia, nel 2014 nell’ambito di ULyCA - Urgent Lynx Conservation Action – www.progettolinceitalia.it, la Regione Friuli - Venezia Giulia in collaborazione con il Progetto Lince Italia e il Corpo forestale dello Stato (oggi Carabinieri Forestali), ha traslocato e rilasciato nel Tarvisiano una coppia di linci proveniente dalla Svizzera. Scopo della missione un rinforzo numerico e genetico degli ultimi individui ancora presenti sul territorio. Contemporaneamente si è collaborato per avviare un progetto europeo con l’intenzione di rinforzare la popolazione dei Monti Dinarici e delle Alpi sudorientali. Nel 2016 viene così approvato il progetto LIFE Lynx (www.lifelynx.eu) il cui obiettivo è invertire il declino della popolazione di lince e generare un ampio sostegno pubblico per il recupero della specie tramite il salvataggio della popolazione dinarica e delle Alpi sud-orientali dall’estinzione. Alla base, una operazione di rinforzo con il rilascio di almeno 14 linci carpatiche. Le misure di conservazione e gestione della popolazione di lince avverranno sulla base di una collaborazione internazionale e col supporto dei gruppi di interesse. Altra azione strategica consiste nel miglioramento della connettività della popolazione creando una “passerella” verso le Alpi Giulie.

PASSERELLA... O STEPPING STONE

Questa passerella o “stepping stone” è cruciale per la lince in Italia, perché è previsto un rilascio di almeno 5 linci nell’area del Parco Nazionale del Triglav e dintorni. Da lì, il confine con l’Italia non è lontano. Mentre nel frattempo ben sette linci sono state traslocate dalla Romania e Slovacchia ai Monti Dinarici, la creazione di questa passerella aumenterà la probabilità di immigrazione di altri esemplari negli anni a venire.

FOTO C - Foto J. VogeltanzCARABINIERI IN PRIMA FILA

In tutto questo processo i Carabinieri sono in prima fila. L’Arma, attraverso il Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari col dipendente Raggruppamento Biodiversità e, operativamente, il Reparto di Tarvisio è partner italiano nel Progetto LIFE Lynx, unitamente al “Progetto Lince Italia”, gruppo di lavoro di esperti dell’Università di Torino.

Lead partner del Progetto è il Servizio Forestale di Stato sloveno. Oltre a Italia e Slovenia sono rappresentate la Croazia, la Slovacchia e la Romania, le ultime due coinvolte come Paesi “donatori” di linci. In tutto 11 partner altamente qualificati per salvare la specie. È un’operazione complessa e impegnativa, si tratta certamente di uno dei progetti di conservazione più importanti in Italia degli ultimi decenni.

LA PERCEZIONE DELLA GENTE

I grandi mammiferi carnivori sono spesso al centro di polemiche e le emozioni prevalgono su una discussione obiettiva e razionale. A differenza di orso e lupo, che negli ultimi tempi sono sempre più spesso protagonisti, la lince sembra ricoprire un ruolo marginale. Probabilmente perché è molto meno conosciuta e una larga maggioranza di persone ne ignora l’esistenza. Ed è proprio da qui che deve iniziare il lavoro di informazione e comunicazione. Un processo trasparente e obiettivo è alla base di un progetto di conservazione di questa portata. Per capire meglio come impostare correttamente la campagna e per conoscere le percezioni della gente, specificamente per capire in che modo i cittadini vedono questi sforzi di conservazione e le misure di aumento nella popolazione di lince, qual è l'atteggiamento nei confronti della specie, se ci sono differenze tra i Monti Dinarici e le Alpi o tra i diversi Paesi coinvolti, è stato condotto un sondaggio rappresentativo e indipendente nel 2019.

Questo sondaggio viene ripetuto nell’anno in corso e poi a termine progetto nel 2024. Maggiori informazioni sono pubblicate sulla versione online della rivista al QR code sopra riportato.

QUALE FUTURO?

Il futuro della lince è ancora incerto nelle Alpi italiane. Ma le misure messe in campo lasciano ben sperare. L’impegno dei Carabinieri Forestali e del Progetto Lince Italia sono massimi. LIFE Lynx ha raggiunto metà della sua durata e si trova in piena fase operativa. Sino al suo termine nel 2024 ci sono ancora molti obiettivi da raggiungere, ma il percorso sinora fatto è positivo e i risultati raggiunti notevoli. L’importante è non abbassare la guardia ed essere pronti per affrontare gli imprevisti che potrebbero comparire in qualunque momento.

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