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NATURA E BIODIVERSITA'
GESTIONE E CONSERVAZIONE DELLA LINCE EURASIATICA IN ITALIA: L’OPINIONE DELLA GENTE
06/07/2021

di Anja Jobin e Paolo Molinari


Studio condotto nell’ambito del Progetto UE LIFE Lynx (LIFE16 NAT/ SI/000634

lynx-3-tejaLa lince eurasiatica è il mammifero autoctono più raro che abbiamo in Italia. Dopo essere scomparsa una prima volta agli inizi del secolo scorso ed essere ritornata grazie a progetti di reintroduzione effettuati in diversi paesi alpini negli anni Settanta, oggi rischia una seconda estinzione. Assente in Appennino, nelle Alpi italiane sono rimasti meno di 5 individui e l’immigrazione dai Paesi confinanti dove la popolazione di lince è ancora presente è minima. Abbiamo conoscenza di solo due individui che sono immigrati dalla Svizzera: uno è il famoso maschio b132 che si è stabilito a cavallo tra il Trentino e la Lombardia, l’altro, anche lui un maschio che ha visitato la Val d’Ossola per due inverni consecutivi, che però è tornato a vivere in Svizzera. Dalla Slovenia non si è più verificato un solo caso di immigrazione negli ultimi due decenni. Infatti, la popolazione dinarica stessa ha vissuto un forte calo.

 


MISURE DI CONSERVAZIONE DELLA LINCE IN iTALIA

LOGO-03-300x245Per salvare la lince in Italia, nell’ambito del progetto ULyCA (Urgent Lynx Conservation Action – www.progettolinceitalia.it) la Regione Friuli - Venezia Giulia in collaborazione con il Progetto Lince Italia e il Corpo forestale dello Stato (oggi Carabinieri Forestali), ha traslocato e rilasciato nel Tarvisiano una coppia di linci provenienti dalla Svizzera nel 2014. Contemporaneamente si è collaborato per lanciare un progetto UE con l’intenzione di rinforzare la popolazione dei Monti Dinarici e delle Alpi sudorientali. Nel 2016 viene così approvato il progetto LIFE Lynx (www.lifelynx.eu) con l’obiettivo di invertire il declino della popolazione di lince e generare un ampio sostegno pubblico per il recupero di questa specie tramite:

  • il salvataggio della popolazione dinarica e delle Alpi sud-orientali dall’estinzione, con una operazione di rinforzo consistente nel rilascio di almeno 14 linci carpatiche;
  • la conservazione e gestione della popolazione di lince attraverso la collaborazione internazionale;
  • lo sviluppo di un processo di rinforzo supportato dai gruppi di interesse per sostenere il recupero della specie;
  • il miglioramento della connettività della popolazione creando una “passerella” verso le Alpi Giulie.

                 

PASSARELLE...O STEPPING STONE

Questa passerella (il termine tecnico è “stepping stone”) è cruciale per la lince in Italia, perché è previsto un rilascio di almeno 5 esemplari nell’area del Parco Nazionale del Triglav e dintorni. Da lì, il confine con l’Italia non è lontano. Con ulteriori sette linci traslocate dalla Romania e Slovacchia ai Monti Dinarici, la probabilità di immigrazione di linci aumenterà negli anni a venire.

 

PERCEZIONE DELLA GENTE
In che modo i cittadini vedono questi sforzi di conservazione e queste misure di aumento della popolazione di lince? Qual è l'atteggiamento nei confronti dell’animale? Ci sono differenze tra i Monti Dinarici e le Alpi o tra i diversi Paesi coinvolti? Queste sono solo alcune delle domande di un sondaggio rappresentativo e indipendente (affidato a una ditta esterna) del 2019.

Sono stati effettuati quattro sondaggi distinti, suddivisi in Paesi e aree geografiche: Croazia-Monti Dinarici, Slovenia-Monti Dinarici, Slovenia-Alpi e Italia-Alpi Sud-Orientali (Friuli e Veneto). In Italia, a differenza degli Stati partner, trattandosi di un Paese grande con ampie realtà urbane, per evitare un risultato troppo complessivo, generato dall’opinione di cittadini che vivono lontano dai territori dove la lince vive o potrebbe vivere, il sondaggio si è limitato alla popolazione rurale, intervistando solo persone di comuni con meno di 10.000 residenti. In Slovenia e Croazia, gli intervistati sono stati selezionati a caso e il questionario è stato inviato per posta. In Italia, il sondaggio, e quindi la selezione degli intervistati, sono stati condotti online da una società esterna specializzata ed indipendente (www.dynata.com). Sono stati analizzati in totale 1.222 questionari.

La maggior parte sia dei cacciatori sia degli allevatori ha un atteggiamento positivo nei confronti della lince, e i cacciatori anche più positivo del pubblico generale. Tuttavia, ci sono chiare differenze tra i cacciatori nei diversi Paesi: mentre in Croazia e Slovenia hanno un atteggiamento migliore nei confronti della lince rispetto al pubblico generale, i cacciatori italiani sono più negativi rispetto al resto della cittadinanza: il 29% dei cacciatori italiani ha un atteggiamento positivo e il 21% negativo. Ciò che colpisce è l'elevata percentuale di cacciatori italiani che in realtà non hanno opinioni sulla lince (50%). L'elevata percentuale di risposte neutre in Italia è dovuta probabilmente al fatto che la gente evidentemente non conosce questa specie e non ha esperienza di convivenza con la lince o che semplicemente è indifferente nei confronti del felino.

Una larga parte della popolazione ritiene che il numero di linci nei rispettivi Paesi dovrebbe aumentare. Relativamente agli allevatori, solo il 41% di essi tra gli intervistati sostiene l'aumento del numero di linci. Il supporto all’aumento numerico della lince è più pronunciato tra i cacciatori. Tuttavia, ci sono chiare differenze tra i Paesi. La Croazia ha la più grande percentuale di sostenitori tra i cacciatori con oltre il 90%, l'Italia la più bassa con il 43%.

L'aumento della popolazione di lince nelle Alpi Sud-Orientali e nei Monti Dinarici con misure di rinforzo effettuata con rilasci è sostenuto da gran parte della popolazione. I più critici sono gli allevatori sloveni, mentre gli allevatori italiani rappresentano la categoria che ha fornito la più grande percentuale di risposte neutre. Un quadro simile è emerso per tutte le domande: una grande percentuale di persone in tutti i Paesi del sondaggio è favorevole a un aumento del numero di linci, anche tramite un rinforzo e la percentuale di persone senza opinione riguardo alla lince e la sua gestione è sempre più grande in Italia. Forse perché manca l’esperienza di convivenza. Infatti, Alpi e Monti Dinarici differiscono enormemente in termini di densità, poiché nei Monti Dinarici è ancora presente una popolazione vitale. Nelle Alpi, tuttavia, vengono rilevati solo singoli animali. Il rapporto completo può essere scaricato da https://www.lifelynx.eu/wp-content/uploads/2017/12/A7_National-report-Italy.pdf.