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FOCUS
LENTO, ECOLOGICO ED ETICO
02/04/2019


donne-cavallo

Il turismo è responsabile dell’otto per cento delle emissioni totali che causano il riscaldamento del Pianeta e della produzione di 4,4 miliardi di tonnellate di anidride carbonica nel periodo 2009-2013. I risultati indicano che gli sforzi per “decarbonizzare” l’economia, cioè far sì che le attività umane non siano accompagnate dall’emissione di gas serra, sono nettamente surclassati dalla crescente domanda di viaggi ad alta intensità di energia. C’è poi l’impatto antropico di milioni di turisti che si riversano sulle stesse mete.

Boracay è una delle settemila isole delle Filippine dedita quasi esclusivamente al turismo. Solo nei primi mesi dello scorso anno hanno attraccato 18 navi da crociera, che hanno riversato sull’isola, visitata ogni anno da 1,7 milioni di turisti, oltre 50mila passeggeri. Ma sono diverse le località dell’Asia dove in questi anni l’80% del corallo è andato distrutto a causa di una presenza umana insostenibile per gli ecosistemi marini.

E anche l’Italia ha il suo bel da fare per contenere il flusso, soprattutto nelle città d’arte o nelle principali mete naturalistiche come le Cinque Terre, dove l’erosione causata dal passaggio eccessivo ha perfino compromesso gli storici sentieri. Stesso problema per le stradine che portano alla città inca di Machu Picchu, in Perù. E a questi si aggiungono vandali e maleducati come chi continua a rubare la sabbia rosa di Budelli, perla dell’Arcipelago della Maddalena. Senza parlare dei transatlantici che arrivano a lambire piazza San Marco a Venezia.

Si è molto parlato in questi ultimi tempi delle tensioni create dall’overtourism, inoltre il turismo di massa mordi e fuggi non sempre è una reale occasione di sviluppo economico per le località visitate e spesso, come nei Paesi del sud del mondo, la maggior parte del reddito derivante dal turismo non rimane nei luoghi che accolgono i viaggiatori ma arricchisce tour operator degli Stati più sviluppati. Viaggiare oggi significa entrare in relazione con la comunità locale che ci ospita e deve diventare un’attività innanzitutto etica prima ancora che ricreativa, sociale e culturale rispettosa delle comunità e dell’ambiente. Spostarsi lentamente in bicicletta, a piedi, a cavallo o lungo i corsi d’acqua può essere un modo proficuo per incrementare questa relazione tra luoghi, popolazioni e viaggiatori, proprio per recuperare lo spirito originario del viaggio. Ci sono poi i cammini religiosi, letterari e infine le strade dei prodotti enogastronomici che fanno grande ed unico il nostro patrimonio di agro-biodiversità. Tutti spunti originali per scoprire nuove mete od osservarle da una prospettiva diversa e più autentica. Itinerari che in qualche modo ci costringono a rallentare, a ridurre la frenesia del vivere quotidiano e che consentono un maggior riposo rispetto ad altri modelli di turismo che somigliano troppo alla routine metropolitana.