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FOCUS
DALLA CONSAPEVOLEZZA ALL’AZIONE
18/07/2019


FOTO SCELTAIl decennio della biodiversità volge al termine. Il periodo 2011-2020 è stato così definito in virtù della Strategia adottata dall’Unione Europea che traccia le linee guida per la conservazione e la protezione delle risorse naturali, attraverso una gestione sostenibile. Un lungo cammino che ha portato alla ribalta dell’opinione pubblica mondiale la necessità impellente di tutelare l’ambiente. E intanto l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha già dichiarato il periodo 2021-2030 decennio dell’ONU per il Ripristino dell’Ecosistema. Un’opportunità per la creazione di nuovi posti di lavoro, per la sicurezza alimentare e per affrontare la questione del cambiamento climatico. Dopo la fase della presa di coscienza, si dovrebbe così passare all’azione diffusa. Il G7 Ambiente ha approvato la Carta di Metz sulla biodiversità con la quale i Paesi firmatari si impegnano ad accelerare ed intensificare i loro sforzi per mettere fine alla perdita di biodiversità, sostenendo l’elaborazione e la messa in opera di un nuovo quadro mondiale post 2020. È questa una prima risposta al preoccupante rapporto dell’IPBES, nel quale l’organismo dell’ONU sostiene che un milione di specie animai e vegetali sono ormai a rischio di estinzione.

In questo nuovo decennio si dovrebbe potenziare in modo rilevante il ripristino degli ecosistemi degradati o distrutti per combattere le crisi climatiche e migliorare la sicurezza alimentare, l’approvvigionamento idrico e la biodiversità. La distruzione degli ecosistemi terrestri e marini mina le condizioni di vita di 3,2 miliardi di persone e costa circa il 10% del prodotto lordo globale. E stanno diminuendo proprio gli ecosistemi chiave, quelli che forniscono numerosi servizi essenziali per l’alimentazione e l’agricoltura, compresa l’acqua dolce, la protezione dai rischi e gli habitat per specie come pesci e impollinatori. Tra le azioni previste c’è il recupero di 350 milioni di ettari, un’area grande quasi quanto l’India, di terreni degradati tra oggi e il 2030, che potrebbe generare 9.000 miliardi di dollari in servizi eco-sistemici e liberare l’atmosfera da ulteriori 13-26 gigatons di gas serra. Sarà un invito all’azione globale, metterà insieme il sostegno politico, la ricerca scientifica e le risorse finanziarie per potenziare l’azione, portandola da iniziative pilota di successo ad interventi veri e propri in aree di milioni di ettari. Al momento già 57 Paesi, governi subnazionali e organizzazioni private si sono impegnati a ripristinarne oltre 170 milioni.

L’Arma dei Carabinieri con la sua alta specializzazione nei settori della tutela ambientale, forestale, agroalimentare, del paesaggio e della salute, continuerà, nel rispetto della normativa nazionale e internazionale, ad essere parte attiva nella difesa della casa comune, attraverso una capillare e integrata presenza sul territorio con l’educazione, la prevenzione, e, ove necessario, la repressione degli illeciti in danno degli ecosistemi.