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COSTUME E SOCIETA'
VIVERE ALL’ ITALIANA È BELLO
01/05/2018


PAG. 3Uno degli sport nazionali è quello dell’autodenigrazione. Si mettono sempre in evidenza i difetti dell’italico popolo. Eppure lo stile di vita italiano conosciuto nel mondo come Italian way of life è un brand potentissimo. Una calamita per milioni di turisti, una categoria universalmente conosciuta e da emulare. L’Italia è diventata una superpotenza di arte e bellezza, ma anche di cibo, turismo, design e cinema. È questo modo di vivere slow, circondati dalla bellezza, che piace tanto agli stranieri, i quali sempre più numerosi accorrono nel Bel Paese non solo per visitare monumenti e musei. Per assaporare a pieno l’italianità non esitano a vestirsi cento per cento Made in Italy e perfino ad imparare la difficile lingua di Dante, ma soprattutto desiderano ardentemente trascorrere una vacanza da veri italiani, anzi potremmo dire di più: vogliono diventare italiani, almeno nell’animo.

La nuova frontiera è il turismo esperienziale, alla scoperta dello Human Heritage, il patrimonio fatto di persone con le loro usanze e abitudini, nuovi modi di viaggiare che possono portare a esperienze originali lontano dagli itinerari più frequentati attraverso un processo di immedesimazione. Le guide turistiche descrittive non sono più sufficienti per la narrazione identitaria del territorio fatta anche di quell’intangibile ma ricchissimo patrimonio immateriale costituito da usi, costumi, tradizioni e cultura popolare che dobbiamo tutelare e valorizzare al pari del paesaggio. Le nostre eccellenze sono state da sempre il più forte elemento di penetrazione nell’immaginario collettivo internazionale. Basti pensare al turismo enogastronomico: un italiano su tre ha svolto almeno un viaggio motivato dall’enogastronomia negli ultimi tre anni. Sono invece circa 920mila i viaggiatori stranieri che hanno visitato l’Italia per una vacanza all’insegna del gusto, per una spesa pari a 192 milioni di euro.

Un dato che conferma come l’enogastronomia sia passata da un ruolo secondario a componente in grado di influenzare le scelte di viaggio. Con 821 Indicazioni geografiche food & wine siamo al primo posto nel mondo per agrobiodiversità di qualità e nonostante l’interesse sia molto alto, il mercato mostra ancora ulteriori margini di crescita. Il valore del Made in Italy legato al cibo, quantificando la produzione DOP e IGP, raggiunge i 14 miliardi di euro. Il turismo alberghiero è una corazzata che vale ben il 6,9% del PIL e raggiunge il 10% con l’indotto, per un valore complessivo di 179 miliardi di euro. Il settore dà lavoro a due milioni e mezzo di persone, ossia il 12% della forza lavoro italiana. Il sistema culturale e ricreativo vale invece 90 miliardi di euro, ossia il 6% del PIL, ma si calcola che stimoli altri 160 miliardi di euro, arrivando ad un totale di 250 miliardi, in cui viene incluso in parte anche il turismo.

Questo è il nostro ambiente: natura, storia, cultura e agricoltura, ossia bellezza, e dobbiamo custodirlo non solo per lasciarlo intatto alle generazioni future, ma perché costituisce una delle principali fonti di crescita economica e occupazionale.