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COSTUME E SOCIETA'
PER LA DIFESA DEGLI ALBERI
23/04/2020
di Antimo Palumbo

Il Tree-sitting è una pratica nata in America e poi diffusasi in tutto il mondo per evitare l’abbattimento dei giganti verdi e delle foreste

“Luna era diventata

un simbolo di speranza,

la testimonianza

che possiamo trovare mezzi

pacifici e amorevoli

per risolvere i nostri

conflitti”

- Julia Butterfly Hill - 

 

FOTO A (11)Il 18 dicembre 2019 è stato il ventesimo anniversario dell'ultimo giorno di permanenza di Julia Butterfly Hill sulla Sequoia Luna. Dal 10 Dicembre 1997 al 18 Dicembre 1999 per 738 giorni Julia Butterfly Hill ha vissuto a 54 metri di altezza tra i rami di una sequoia millenaria, chiamata Luna, che si trova in California nella Contea di Humboldt per difenderla dal taglio e per sostenere la battaglia, che si è combattuta alla fine degli anni Novanta negli Stati Uniti, a difesa delle antiche foreste primarie, in particolare quelle abitate da esemplari secolari di Sequoia sempervirens. L’evento storico ha avuto una diffusione mediatica globale come mai era successo prima.

Infatti Julia Butterfly Hill ha partecipato con un telefono cellulare, alimentato con pannelli solari installati sulla piattaforma su cui viveva, ai più importanti programmi radiofonici e televisivi di tutto il mondo. Grazie alla sua azione di lunga durata e alle trattative tra gli avvocati dell’organizzazione che la supportava, chiamata Earth First, e la Pacific Lumber Maxxam impegnata nel taglio della foresta, oggi la sequoia Luna, chiamata così perché la piattaforma fu realizzata in una notte di plenilunio, è ancora viva. La storia di questa lunga battaglia conclusasi positivamente si può leggere nel libro di Julia Butterfly Hill intitolato “La ragazza sull’albero”, pubblicato in Italia dalla casa editrice Corbaccio nel 2000. La sua impresa, ancora oggi, detiene il record di durata di Tree-sitting, come chiamato negli Stati Uniti. Proviamo a tracciarne sinteticamente la storia. Per Tree-sitting (Treesitters si chiamano coloro che lo praticano) s’intende l’arrampicarsi e vivere per giorni, mesi, e in alcuni casi anni su una piccola piattaforma installata su un albero, per proteggerlo dall'abbattimento. Il principio di base della pratica è che coloro che hanno deciso di tagliare l’albero non possono mettere in pericolo la vita umana tagliandolo.

FOTO B (5)LE ANTICHE FORESTE

Il Tree-sitting si è praticato soprattutto a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso in numerose azioni in tutto il mondo, che si dividono principalmente in due gruppi: quelle in difesa di antiche foreste primarie come quelle delle Sequoie sempervirens in California e degli Eucalipti della Tasmania in Australia, e quelle in difesa di alberi che vivono nel contesto urbano. Nel primo gruppo, oltre all’azione della Hill, ricordiamo quella di Nate Madsen che, nel 1998, a 25 anni, nella stessa Contea di Humboldt, è rimasto per 18 mesi su una piattaforma (scendendo però spesso e riuscendo a laurearsi mentre era sull’albero) da lui costruita su una sequoia, che ha chiamato Mariah, dal nome di una famosa canzone di un musical americano, riuscendo poi a salvarla dal taglio previsto dalla Pacific Lumber. Ancora, quella di Miranda Gibson, che invece, a trent’anni, è rimasta per 449 giorni, dal 14 dicembre 2011 al 7 Marzo 2013, su una piattaforma montata su un altissimo e secolare Eucalyptus delegatensis R.T. Baker, a 60 metri di altezza, da lei chiamato "The Observer Tree", nel cuore delle foreste del sud della Tasmania. L’azione di Miranda Gibson, che è poi è stata costretta a scendere per gli incendi nei pressi dell’albero che hanno messo a rischio la sua vita, si è svolta con lo scopo di sensibilizzare la stampa internazionale sullo sfruttamento delle foreste primarie della Tasmania per il commercio ed è stata sostenuta dall’organizzazione Still Wild Still Threatened.

FOTO C (6)GLI ALBERI IN CITTÀ

Nel secondo gruppo, quello dei Tree-sitting urbani, ricordiamo invece l’azione (che ancora oggi detiene il record di durata nel mondo in ambito urbano) che si è svolta a Berkeley nell'Università di California, nei pressi del Californian Memorial Stadium, dal dicembre 2006 al settembre 2008, dove alcuni tree-sitters hanno montato diverse piattaforme sugli alberi per salvare un boschetto di circa novanta alberi dal taglio voluto dall’Università per costruire un nuovo centro sportivo per gli studenti. Centinaia sono stati i tree-sitters che si sono dati il cambio nell’occupazione delle piattaforme, nell’arco di due anni di tempo, e diversi sono stati gli avvocati delle due parti che si sono confrontati su tre cause legali. La battaglia si è però poi conclusa con il taglio degli alberi. È importante sottolineare che quasi sempre dietro la riuscita dell’azione di protesta di un Tree-sitting c’è un’organizzazione “a terra” che si occupa di rifornire i tree-sitters con cibo e assistenza, di diffondere immagini, video e interviste dell’evento sui media, e di coinvolgere avvocati in cause legali per fermare il taglio degli alberi. Anche se poi nel tempo l’azione di arrampicarsi e vivere su un albero per difenderlo dall’abbattimento si è diffusa in tutto il mondo (anche in Italia dove però la mancanza di supporto da una valida organizzazione a terra, con mezzi e risorse economiche a disposizione, ha consentito una permanenza sull’albero breve), nasce storicamente come un’azione di protesta americana. Una pratica che storicamente vede agli inizi del Novecento protagoniste le donne (come Laura Perott Mahan, portavoce delle Women's Save the Redwoods League), che tuttora promuovono nella società americana e nel Paese dei “pionieri” comportamenti civili in difesa degli alberi.