Menu
Mostra menu
COSTUME E SOCIETA'
Pappa Reale Made in Italy
01/09/2016


1La pappa reale, Royal Jelly in inglese, è a differenza del miele una secrezione interamente di origine animale, prodotta dalle ghiandole ipofaringee e mandibolari della api tra i 5 e i 14 giorni di vita: si presenta come una sospensione colloidale gelatinosa di colore bianco-giallognolo, di odore pungente, di sapore aspro (pH intorno a 4) e dolciastro: dal punto di vista nutrizionale contiene un 14% circa di zuccheri, un 15% di proteine, un 3-4% di lipidi e vitamine, in particolare la B5. La pappa reale nutre tutte le larve di api dalla schiusa al terzo giorno di vita, quelle destinate a svilupparsi in regine fino al quinto giorno di vita larvale e, infine, l’ape regina per la durata della sua vita. Viene prodotta normalmente in quantità limitata, a eccezione del periodo della sciamatura: per tale ragione, i produttori di Royal Jelly sfruttano ad arte tale fenomeno naturale o ne ricreano artificialmente le condizioni tramite la cosiddetta tecnica dell’orfanizzazione.

Vengono inseriti, in un alveare privo di regina, degli abbozzi di celle reali in cui siano state preventivamente innestate delle giovani larve di api operaie di 2 giorni di età, che verranno a quel punto alimentate dalle api nutrici come future regine, con abbondanti dosi di pappa reale, che il produttore potrà raccogliere circa 72 ore dopo l’innesto, confezionare per la vendita e conservare, anche per molti mesi, tra 0 e 5 °C. Un alveare può produrre da 300 a 500 grammi di pappa reale l’anno.
In Italia i consumi di pappa reale si aggirano intorno alle 40 tonnellate annue, solo il 3-7% delle quali coperte dalle produzioni nazionali; la stragrande produzione mondiale, nonché il 90% della Royal Jelly che si trova in vendita nei nostri supermercati, proviene invece dalla Cina. Il problema principale del settore è che, al momento, solo i produttori biologici sono obbligati a specificare sul prodotto se si tratti di una produzione italiana, europea, o extra UE, mentre non è raro che alcuni rivenditori acquistino pappa reale cinese a prezzi bassissimi (25 €/ kg), per poi confezionarla, etichettarla in modo ingannevole (italian o local sounding) e rivenderla fino a 1.200 €/kg, con ingenti danni sia a carico dei produttori nazionali, che subiscono, così, in modo estremamente significativo l’illecita e sleale concorrenza della Royal Jelly cinese, sia dei consumatori, che sono convinti di acquistare un prodotto locale. Stanno, invece, comperando un alimento per il quale sia la filiera produttiva (tecniche e trattamenti apistici, condizioni di impiego dei lavoratori, ecc.), sia la catena di conservazione e trasporto (ad es. rischi di interruzione della catena del freddo), possono presentare ampi margini di indeterminatezza, con conseguente scadimento delle caratteristiche nutrizionali e nutraceutiche della pappa reale stessa. I controlli di tracciabilità effettuati dagli organi preposti garantiscono i consumatori, ma ancora una volta vale la regola generale che il prezzo, già di per sé, possa consentire discreti margini di autotutela: una confezione da 10 grammi di pappa reale che costi meno di 10 euro, per esempio, è, molto probabilmente, cinese.