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COSTUME E SOCIETA'
ORTI SALUTE E BENESSERE
17/07/2019
di Flavio Colonna

Le verdure stagionali sono un cibo sano e naturale. Agricoltori e appassionati riscoprono l’orticoltura tradizionale per l’alto valore nutraceutico, ma anche in chiave aggregativa

FOTO AOgni giorno dalla Sabina, sua terra di origine, Arianna Vulpiani (nella foto a destra) raggiunge il suo grande campo alle porte di Roma. Non è uno dei tanti orti urbani nati con lo scopo di riqualificare le aree abbandonate e degradate e favorire esperienze di socializzazione, ma un terreno suddiviso in circa 120 piccole porzioni ben delimitate di diverse dimensioni, coltivate da Arianna e dai suoi quattro collaboratori con la consulenza di due agronomi, per conto di altri. Sarà perché la moda di coltivare l’orto è sempre più diffusa, sarà per il metodo usato dall’azienda, completamente naturale e in conversione biologica, ma l’appello dell’imprenditrice agricola è stato subito raccolto. Così, mediamente una volta a settimana, i clienti che le pagano un canone annuo, passano un po’ di tempo a raccogliere i frutti della terra che sono sufficienti per una famiglia. Verdure di ogni tipo, pomodori, zucche, broccoli, aglio, cipolle, erbe aromatiche, e tanto altro secondo una rotazione stagionale. Niente serre quindi, prodotti chimici e altre diavolerie. Solo tanta pazienza e lavoro. Al cliente tutto questo costa mediamente 100 euro al mese. Tutto è studiato però con rigore scientifico. E per la scelta e quantità di ortaggi da piantare su ogni porzione di terreno Arianna fa riferimento a tabelle nutrizionali.

FOTO BIO COLTIVO TU RACCOGLI

La forza di questa idea è il centimetro zero. La differenza rispetto ad altre esperienze è che ogni cliente raccoglie da sé gli ortaggi del proprio appezzamento. Questo significa poter verificare di persona il metodo di coltivazione, avere la certezza della freschezza e provenienza. Qui non ci sono involucri di carta o di plastica a contenere gli ortaggi, ma la raccolta avviene con l’ausilio di una cesta di vimini o una cassetta di legno. Con molta attenzione si procede tra i filari di pomodori, melanzane, broccoli e cicorie prelevando quello che Arianna consiglia. Valeria viene qui tutte le settimane a curare il proprio orto: “È un impegno in più insieme al lavoro, ai figli, al cane e, dopo la raccolta, bisogna pulire gli ortaggi che non si presentano proprio come quelli del supermercato. In compenso la loro durata di conservazione è almeno il doppio della verdura comune e il beneficio è enorme in termini di qualità. Le verdure sono squisite e, anche se mio marito pensa che tutto questo costa troppa fatica, anche quest’anno confermerò il mio contratto di affitto. Qui mi rilasso e incontro tante persone che hanno a cuore l’ambiente e la propria salute”. “All’inizio faccio da tutor e spiego come muoversi sul campo– spiega Arianna – ma si impara velocemente. Tutto ha avuto inizio dalla scoperta, qualche anno fa, di essere celiaca. È iniziato il mio calvario fino a quando, con l’aiuto di una dottoressa particolarmente preparata, ho capito che non solo la celiachia, ma tutta la mia salute, dipendeva da una sana alimentazione e da un corretto stile di vita. E così ho cominciato a spargere questa mia convinzione fra amici e conoscenti fino ad arrivare a voler praticamente condividere in un progetto alimentare quanto appreso. Così è nata l’idea degli orti in affitto”. Intanto attorno all’iniziativa di Arianna, che si è arricchita anche di cento galline ovaiole allevate pure queste in modo assolutamente naturale, si è creata una comunità di appassionati che ogni settimana si ritrovano, insieme, ortisti per un giorno. E mentre Arianna pensa anche a piantare alberi da frutto, la richiesta cresce, tanto che l’ex impiegata e consulente aziendale sta già progettando un franchising partendo da Milano, Firenze e Bologna.

FOTO CL’UOMO CHE PARLA ALLE VERDURE

“Tutte le mattine passo tra le zucchine e dico: ragazze che stamo a fa’? Vogliamo crescere o no? Poi vado dai pomodori e vedo che sono un po’ spenti, stressati... Li accarezzo, controllo la forma, il colore. Chiedo: cosa succede? Fatemi capire come posso farvi stare meglio”. Roberto Segalini (foto in basso) ha sessant’anni e la sua vita l’ha passata praticamente tra i campi, anche se ha fatto altri lavori per vivere. I suoi genitori arrivarono a Fiumicino, un comune sul mare in provincia di Roma, come mezzadri a bonificare i terreni paludosi ma fertili dell’Isola Sacra assegnati dall’Opera Nazionale Combattenti ai reduci della Prima Guerra Mondiale in cerca di fortuna. I terreni, con tanta fatica e febbri malariche, furono riscattati, ma poi, a seguito di un aumento di salinità del suolo dovuto all’infiltrazione di acqua di mare nelle falde acquifere, Roberto ha dovuto affittare dalla Regione Lazio altri terreni più interni rispetto al mare dove coltivare l’orto naturale. Nessun prodotto chimico, nessun concime, solo zappa, decespugliatore, rotazione agraria, e l’erba tagliata fa da unico concime e poi … solo amore. Amore per la terra. A volte Roberto usa la senape. “Ha un potere caustico e contrasta i parassiti”. Un tempo qui si usavano disinfettanti chimici. “Oggi sono io stesso che passo la mattina e se c’è qualche insetto lo tolgo con le mani. Il segreto è quello di tenere il terreno sul quale si piantano gli ortaggi sempre pulito. E se c’è qualche attacco parassitario si ruotano le coltivazioni in modo da interromperne gli effetti. Tutto questo richiede tempo, spazio, fatica e costa molto di più. In cambio risparmio sull’acquisto di concimi e prodotti chimici.” L’orto, che si trova proprio su una necropoli romana, dove tra pomodori e melanzane non è difficile trovare qualche coccetto antico che viene lasciato rigorosamente al suo posto, è il regno di Roberto che declama gli antichi fasti di questa area sacra. Il piccolo punto vendita annesso è invece di esclusiva pertinenza della moglie Franca, che si occupa della vendita e dei contatti con i clienti e i ristoranti, anche stellati, che per la loro cucina gourmet non esitano a ricorrere alle delizie di Segalini che, insieme ad esperti e appassionati, pensa a come migliorare sempre più la qualità e la varietà dei prodotti.

FOTO DLA RICETTA

Spaghetti o linguine burro, prezzemolo e basilico suggerita da Roberto Segalini

Prendere un pugno ricco di prezzemolo e uno di basilico appena raccolti dall’orto naturale. Tritare il tutto con il coltello in modo fine (non frullare o pestare). Far sciogliere a bagnomaria in un ampio recipiente abbondante burro senza farlo friggere, aggiungere il trito e tanto pepe nero macinato fresco, scolare gli spaghetti al dente e aggiungerli alla salsa rimestando bene.