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COSTUME E SOCIETA'
LATTE D’ASINA UN CONCENTRATO DI PROPRIETÀ
01/05/2018
di Stella De Franciscis

Il quadrupede dalle grandi orecchie, dato quasi per estinto, torna alla ribalta per i benefici del suo latte e per il recupero di alcune razze

FOTO ABianco avorio, con un sapore vagamente dolciastro e un notevole potere benefico su pelle e arterie.

[Dato quasi per estinto, l’asino torna alla ribalta per le proprietà benefiche del suo latte]

Parliamo del latte d’asina, un alimento conosciuto fin dall’antichità. In epoca romana era utilizzato come rimedio comune, al punto che Plinio il Vecchio, nella sua opera enciclopedica, “Naturalis Historia” ne descriveva ampiamente i benefici per la salute. Donne come Poppea e Cleopatra ne conoscevano bene le proprietà cosmetiche.

FOTO BAnticamente, era consuetudine fare ricorso al latte d’asina quando una madre o una nutrice non erano disponibili all'allattamento dei neonati.

[Il latte d’asina è molto simile a quello umano e viene raccomandato come alimento alternativo nei bambini allergici alle proteine]


Bisognerà però attendere il Rinascimento per una prima vera considerazione scientifica del latte di questo quadrupede.

A partire dagli anni ’50 l’avvento della meccanizzazione rese obsoleti gli asini come animali da lavoro e con il tempo si è persa anche la memoria dell’utilità del loro prezioso latte. Solo in tempi recenti la comunità scientifica ha riscoperto l’importanza di questo alimento, studiandone le potenzialità.

Più di 15.000 bambini l’anno presentano allergie gastrointestinali – dice la Coldiretti – dovute a intolleranze legate al normale latte di mucca. Per quelli che non possono essere allattati al seno, il latte d’asina rappresenta una valida alternativa nutrizionale”.

Il profilo biochimico del latte d’asina è infatti molto vicino al latte umano, pertanto viene raccomandato come alimento alternativo nei bambini affetti da allergia alle proteine del latte vaccino.

FOTO CLE PROPRIETÁ

Oggi, il latte d’asina è considerato da molti un “farma-food” in grado di risolvere numerosi problemi ed è utilizzato per curare anche diverse patologie geriatriche. È un ottimo alimento ricco di vitamine, sali minerali, zuccheri, immunoglobuline e acidi grassi essenziali come gli omega 3. Tra i minerali spicca l’elevata concentrazione di calcio, reso facilmente assimilabile a livello intestinale. Grazie alle sue molteplici proprietà, agisce in modo selettivo anche sulla flora batterica intestinale, modulando la risposta immune, antinfiammatoria e metabolica dell’organismo. È un alimento a basso contenuto calorico e pertanto adatto anche a chi segue diete con ridotto apporto energetico.

Secondo la Commissione sulla Scienza degli Alimenti Funzionali in Europa (FUFOSE), il latte d’asina è un alimento funzionale che ha “un effetto benefico sulle funzioni svolte dal nostro organismo. Migliora in modo significativo il nostro stato di salute e benessere e/o riduce il rischio di malattie. È consumato come parte di un regime alimentare normale. Non è una pillola, una capsula o qualsiasi forma di integratore alimentare”.

 

FOTO DNELLA COSMESI

Anche la cosmesi sfrutta le proprietà del latte asinino. Questo prezioso alimento contribuirebbe a idratare, nutrire e lenire qualunque tipo di derma, soprattutto a tendenza allergica.

La sua naturale predisposizione alla lavorazione per la preparazione di cosmetici e detergenti per la pelle, lo rende unico. È un'ottima base per creme corpo, viso e saponi, grazie all'elevato grado di tollerabilità che presenta nei confronti di varie tipologie di pelle ed alle sostanze nutritive in esso contenute.

IL RECUPERO E LE RAZZE RICONOSCIUTE

Ma la vera avventura è il recupero del quadrupede, dalla Sardegna, alla Toscana, all’Abruzzo. Dieci anni fa questo simpatico animale stava per estinguersi. Fortunatamente oggi se ne contano oltre 59mila esemplari, un numero praticamente raddoppiato negli ultimi dieci anni.

Negli anni cinquanta il nostro Paese ospitava quasi un milione di asini, ma la loro presenza nel tempo si era drasticamente ridotta. Solo agli inizi del 2000 è iniziata la rapida risalita che ha salvato dall’estinzione molte razze ocali. In tutto attualmente sono 9.460 gli esemplari italiani con pedigree.

L’ASINO DELL’AMIATA

L'Amiata è una razza di asino molto antica, originaria dell’omonimo monte. La forma snella e la particolare resistenza lo rendono adatto allo sfruttamento di zone marginali. Temperamento nevrile e buona indole, sono le caratteristiche tipiche di questa razza oggi riscoperta e allevata in varie parti d'Italia.

Nel 1997/1998 il Corpo forestale dello Stato, attraverso l’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Siena acquisì un piccolo numero di asini amiatini per allevarli nella Riserva Naturale Statale di Tocchi (Monticiano – Siena), salvaguardandoli dall’estinzione ed allevandoli con criteri scientifici per diminuirne la consanguineità. Dal nucleo originario si è creato un gruppo consistente ed oggi è possibile agevolare la diffusione di questi splendidi e generosi asini attraverso la cessione, con il vincolo dell’esclusione dalla catena alimentare umana, di giovani soggetti, anche domati.

Attualmente presso le Riserve Naturali dello Stato, ora patrimonio dell’Arma dei Carabinieri, i quadrupedi vengono utilizzati in attività didattica-educativa presso le scuole e con persone diversamente abili. La taglia ridotta, la morbidezza del manto, la pazienza e la lentezza di movimento di questo animale, lo rendono particolarmente adatto al contatto coi giovani.

La salvaguardia delle razze asinine è legata soprattutto al reinserimento del quadrupede in programmi di interesse sociale ed economico, come l’onoterapia (la cura dei problemi psicologici con il contatto animale) e l’onoturismo (escursioni a dorso d’asino) o anche per la produzione di specialità alimentari come biscotti, gelati o cosmetici.

FOTO E








UN UTILE COMPAGNO

Sono chiamati Trekking Someggiati e permettono di fare escursioni in compagnia, con lentezza, facendo trasportare dagli animali l’attrezzatura per allestire un campo in caso di permanenza di più giorni. Un turismo “ecologico” importato da Francia e Svizzera. Grazie alla loro docilità e intelligenza, a detta di molti superiore a quella dei “cugini” cavalli, gli asini si conquistano la fiducia degli escursionisti, inoltre l’andatura lenta e prudente li rende ideali per passeggiate rilassanti godendo delle bellezze paesaggistiche. Nelle isole Eolie veniva utilizzato per i duri lavori nei vigneti e i contadini gli riservavano uno spazio apposito chiamato “Sarduni”. Oggi l’asino è impiegato non solo come mezzo di carico o di trasporto, ma anche nelle manifestazioni folkloristiche.

 

 

IL FORMAGGIO D’ASINA

Si chiama “Asinino Reggiano” e, secondo la Coldiretti, è il primo formaggio al mondo prodotto esclusivamente con latte di asina. Si tratta di una vera novità, in quanto non è stato facile trasformare in formaggio il latte di sola asina. Il risultato è stato ottenuto nel più grande allevamento d’asini d’Europa, l’azienda Montebaducco di Quattro Castella (Reggio Emilia), grazie alla collaborazione tra l’allevatore Davide Borghi e il tecnologo alimentare Giuseppe Iannella. “La possibilità di trasformare il latte di asina in formaggio – ha spiegato Davide Borghi – si scontra con l’impossibilità di caseificarlo con i cagli in uso per la trasformazione degli altri tipi di latte in quanto è molto diverso da quello di vacche, bufale, pecore o capre”. L’ostacolo è stato superato grazie all’intuizione di Iannella che, dopo approfondire ricerche, ha individuato nel caglio di cammello il prodotto più adatto. Il risultato della trasformazione è un formaggio magro, ottenuto da latte non pastorizzato con una procedura di trasformazione che ne esalta le caratteristiche.