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COSTUME E SOCIETA'
LA FATTORIA DEI SOGNI
18/12/2019
di Annalisa Maiorano

Sempre più giovani riscoprono la terra e un’agricoltura basata sul rispetto della biodiversità. Un docufilm di successo celebra la sfida di vivere in totale armonia con la natura

FOTO A“Nella vecchia fattoria ia-ia-o. Quante bestie ha zio Tobia ia-ia-o…”

La famosa filastrocca per bambini, cantata dal Quartetto Cetra, è un adattamento in lingua italiana del canto popolare inglese Old MacDonald Had a Farm.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo intonato questo motivetto e chissà se ha in qualche modo influito sulla rinnovata volontà dei giovani di tornare a lavorare la terra e a gestire fattorie.

Secondo i dati Istat relativi al lavoro e alla disoccupazione di quest’anno, l’Italia è prima in Europa per numero di giovani occupati in agricoltura. Un dato davvero sorprendente.

In particolare l’impiego di under 35 nel settore agricolo farebbe registrare numeri in controtendenza rispetto al dato occupazionale giovanile in Italia, con un incremento di oltre il 4% rispetto all’anno precedente. Ma chi sono questi giovani che tornano alla terra?

FOTO BÈ necessario sgombrare il campo da vecchi stereotipi. L’idea romantica di un sistema neo-rurale, un po’ fricchettone, che implica una vita votata all’eremitaggio e al sudore non ripagato, è qualcosa che non appartiene all’odierno lavoro agricolo: un movimento nuovo, dinamico e in evoluzione, che raccoglie esperienze diverse e mette in pratica le conoscenze acquisite dai giovani in svariati settori. Si va dal marketing alla permacultura, ma il comune denominatore resta il nuovo approccio all’impresa agricola, che vuole conciliare la sostenibilità economica con quella etica e ambientale.

Fare rete e superare le diffidenze e la competizione sterile tra realtà piccole è fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo comune: stimolare la rinascita di ecosistemi produttivi ecologici e biodinamici, in grado di riscoprire il senso della comunità, il valore della terra ed esaltare la biodiversità. Senza dimenticare, però, il profitto etico. Buono, pulito e giusto, insomma.

FOTO CAL CINEMA

I giovani che lasciano la città per trovare fortuna in campagna sono davvero un fenomeno in forte crescita, tanto che anche il cinema ha iniziato a occuparsi del tema, come racconta il fortunato documentario rivelazione statunitense “La fattoria dei nostri sogni”, distribuito in Italia da Teodora: il ritorno alla natura di una coppia di “cittadini” che acquistano 200 acri di terreno californiano e lo trasformano in un miracoloso eden biologico. Un docu-film ambientalista girato in presa diretta, nell’arco di otto anni, dove la vita di John e Molly Chester e del loro fedele cane Todd viene raccontata passo passo (il regista è anche l’attore protagonista) e lo spettatore gioisce e si rattrista per loro, immedesimandosi in una vita diversa. Il messaggio è chiaro, il segreto della vita sul Pianeta è la biodiversità e la tutela del territorio e dell’ecosistema in generale. Al centro della riflessione c’è sempre la Terra: il capitale più importante che dev’essere rispettato.

Dal documentario emerge anche la forte contrapposizione tra il modello di agricoltura intensiva non più sostenibile e un’agricoltura votata alle buone pratiche e al rispetto della natura e della biodiversità nel suo complesso. L’esperienza dei protagonisti ci fa comprendere il senso della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale, l’importanza delle coltivazioni su terreni marginali per rigenerarli, promuovendo la varietà e la fertilità del suolo.

FOTO DJohn e Molly sono l’esempio di come si possa mettere in moto qualcosa di veramente grande e straordinario, nonostante le avversità e le vulnerabilità all’ordine del giorno. Le difficoltà della gestione della fattoria vengono inframmezzate da momenti di grande tenerezza. Il sogno di una vita è costruire dal nulla una grande fattoria con mucche, maialini, galline e tanti altri animali, accanto a moltissime varietà di alberi da frutto.

I due protagonisti impareranno dall’esperienza sul campo, comprenderanno i ritmi più profondi della natura e ne accoglieranno le leggi, fino a riuscire nella loro impresa.