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COSTUME E SOCIETA'
CHE PUZZA!
12/12/2019
di Luisa Persia

Siamo ormai subissati dalle molestie olfattive che alterano l’ambiente e la nostra serenità. Ovunque è un proliferare di odori fastidiosi. Quando diventano reato?

FOTO AC’è un sonetto di Giuseppe Gioachino Belli, grande poeta romanesco dell’Ottocento, che narra di un litigio tra due donne: la prima si lamenta del fumo e dell’odore di carne arrostita che è costretta a sentire, la seconda invece spavaldamente vuole far sapere a tutti che cosa sta cucinando. Un ritratto perfetto di ciò che tuttora accade in condominio o per la strada. Ma non sempre l’odore che percepiamo girando tra vicoli e piazze è gradevole o, quantomeno, sopportabile. Camminare per strada ormai non è solo un esercizio fisico per il corpo, ma anche un “allenamento” per uno dei sensi dell’uomo, l’olfatto.

Dal fetore della spazzatura non raccolta, all’odore del pesce, dalla puzza di frittura delle catene di fast-food, alle cucine etniche, fino alle griglierie che impregnano l’aria circostante, il nostro naso è messo quotidianamente a dura prova.

FOTO BLITI CONDOMINIALI

Ogni anno un milione di cause civili nascono da liti condominiali e quelle legate alle molestie olfattive sono in continua crescita. Le proteste sono di diversa natura e possono riguardare il vicino fastidioso o il ristorante sotto casa le cui emissioni invadono il cortile, le scale comuni e le abitazioni, perché molti locali non hanno le canne fumarie e non sono in regola con la legge. Da qui nascono le proteste e le richieste di danni morali e materiali.

C'è chi racconta di disagi psicologici e chi alla fine si arrende all'invasione olfattiva e cambia casa, proprio perché non sopporta quella che ritiene essere, senza mezzi termini, una puzza insopportabile.

Diversamente da quanto si possa pensare, non sono gli odori della cucina la prima causa, ma gli animali maltenuti in casa e la spazzatura abbandonata negli spazi comuni. Come testimonia l'associazione nazionale europea amministratori di immobili, delle 67mila consulenze tecniche fornite in tutta Italia, ventimila circa hanno riguardato discussioni sui cattivi odori. Al primo posto la puzza negli spazi comuni, al secondo posto gli odori legati alla presenza di animali, che rappresentano il 30% delle liti. L'urina del cane o del gatto è la motivazione più citata. Al terzo posto i fumi delle attività commerciali, dei ristoranti ma anche delle officine o degli artigiani che impiegano vernici.

È difficile però stabilire se una emissione sia molesta per l’olfatto, poiché la sensazione odorosa è fortemente influenzata dalle caratteristiche fisiologiche di ciascuno e dall’esperienza personale, per cui lo stesso odore può provocare, in chi lo percepisce, sensazioni molto differenti. Molto dipende anche da quanto tempo siamo esposti ai cattivi odori. Ad esempio, un laboratorio di pasticceria che emani un forte odore di dolci può essere molto gradito da qualcuno e invece assolutamente insopportabile per qualcun altro. Il nostro naso è quindi il metro di misura.

FOTO CLA LEGGE

La puzza del ristorante è un reato: si tratta, per i profani, di “getto pericoloso di cose”, ed è sanzionato dal Codice penale (articolo 674) con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a euro 206. La norma fa esplicito riferimento alle “cose atte a offendere o imbrattare o molestare le persone”. La Cassazione non è nuova alla severità sui cattivi odori che rendono impossibile la vita in condominio: con la sentenza penale n. 14467/2017 ha confermato addirittura la condanna di un privato perché nella cucina del suo appartamento si dedicava a preparazioni con ingredienti che rilasciavano odori da pozione magica, così come sono stati condannati i proprietari di cani abbandonati a loro stessi che creavano un letamaio in giardino, e persino chi si limitava a installare un barbecue. Va ricordato inoltre che per il reato di cui all’art. 674 c.p., l’evento di molestia provocato dalle emissioni di gas, fumi o vapori è configurabile a prescindere dal superamento di eventuali limiti previsti dalla legge, essendo sufficiente il superamento del limite della normale tollerabilità come prevista dall’art. 844 del Codice civile.

LA NORMALE TOLLERABILITÁ

L’articolo “Immissioni” del Codice civile recita così: “Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà e può tener conto della priorità di un determinato uso.”

Chi si sente danneggiato dalle emissioni odorigene, può intentare una causa civile. Si può arrivare ad ottenere che chi emette le esalazioni, odori, calore o fumi sia obbligato a smettere, oppure che gli sia ordinato di provvedere con un impianto di areazione idoneo.

FOTO DIL NASO ELETTRONICO

Vista la soggettività della percezione olfattiva, l’esigenza di cercare uno strumento che possa in un certo modo “misurare” l’odore ha portato alla messa a punto di un apparecchio che comincia ad essere utilizzato nell’industria e nel monitoraggio ambientale. Il naso elettronico riproduce l’olfatto umano nei suoi due aspetti fondamentali: individuazione e interpretazione dell’odore. È costituito da un sistema di campionamento della sostanza da analizzare e da una matrice di sensori la cui risposta è rilevata da un sistema elettronico che si interfaccia con un PC dove vengono elaborati i segnali. EN - Electronic Nose è usato per la misura di miscele di gas complesse, come i vapori emessi dagli alimenti (quello emesso dal caffè contiene più di 700 sostanze). In questo caso non è possibile determinare e quantificare singole componenti, ma al contrario una caratteristica globale, la cosiddetta impronta digitale (fingerprint) di ogni campione. Il naso elettronico può eseguire l’analisi sensoriale nei controlli di routine. Va tenuto comunque conto che per costante giurisprudenza di Cassazione per l’accertamento del superamento della normale tollerabilità non è necessario disporre di perizia tecnica.

LA MAPPA DEI CATTIVI ODORI

In alcune regioni sono state attivate delle App grazie alle quali, in presenza di una molestia olfattiva, il cittadino potrà indicare il tipo di odore percepito, la sua intensità, il disturbo che ne consegue e altri dettagli in un campo di testo libero. Tutte le segnalazioni ricevute saranno registrate su un database georeferenziato visualizzabile dagli utenti sulla App stessa.

 

Per ora attive in alcuni comuni della Puglia e in Sicilia:

www.segnalappodori.it - https://nose-cnr.arpa.sicilia.it

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