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BOSCHI
LE FORESTE CI PROTEGGONO
21/04/2020

di Nicolò Giordano

 


Dal 2018 l’operazione dei Carabinieri Bosco sicuro preserva il capitale accumulato in 200 anni di selvicoltura italiana

FOTO A (2)I roghi che hanno flagellato l’Australia hanno mandato in fumo un’area che secondo alcune valutazioni corrisponde ad almeno 10 milioni di ettari. Una superficie, grosso modo, pari all’intero patrimonio boschivo italiano. Facendo un parallelo, immaginare il nostro Paese completamente privo di boschi e con azzerati tutti gli sforzi compiuti in circa 200 anni di selvicoltura è una prospettiva che lascia sgomenti. È ovvio che la peculiarità australiana nulla ha a che vedere col nostro Paese, ma sono i dati a livello macroscopico, le possibili conseguenze dell’immissione nell’atmosfera di CO2 e le future ricadute ad avere ripercussioni gravi nel breve e medio periodo. Una situazione tutta nostrana, invece, è legata all’allarme inquinamento atmosferico, suonato nel mese di gennaio di quest’anno, che ha visto deteriorarsi l’aria nelle principali città italiane del Centro-nord, con blocchi del traffico diffusi.

LE SFIDE AMBIENTALI

Incendi (anche molto distanti) e inquinamento sono due grandi sfide da affrontare. Le cause sono molteplici e le soluzioni a disposizione altrettanto differenti e non sempre praticabili. Esistono considerazioni di carattere economico e sociale che spingono verso scelte più o meno consapevoli. In termini di mobilità sostenibile, ad esempio, il 2020 segnerà di sicuro l’affermazione di nuovi modelli di automobili più performanti ed una prima sicura svolta a favore dell’elettrico. Ma poiché non è solo del traffico veicolare la “colpa” della pessima qualità dell’aria, vi sarebbe una soluzione molto più ecologica e a minor impatto che da decenni è sotto i nostri occhi: la gestione e l’incremento delle superfici forestali. Decine di ricerche scientifiche dimostrano che foreste e soprassuoli forestali sono ottimi immagazzinatori di CO2; che le piante sono dei veri e propri filtri e purificatori per l’aria, con specie forestali nella “top ten” dei mangia-smog. Inoltre, i boschi hanno considerevole importanza sia in termini di mitigazione del clima sia di protezione del suolo dal dilavamento ma, a parte la ristretta cerchia di scienziati e ricercatori, nessuno sembra averne colto la reale portata. Su scala mondiale, forse, solo la Cina ha avviato programmi di riforestazione di notevole importanza, considerando gli alberi una risorsa strategica ed un rimedio naturale al deterioramento di vaste aree del territorio distrutte da un’economia “liberal comunista” che ha reso questa nazione la più gigantesca fabbrica di beni di consumo per l’Occidente.

Se è vero, come dimostra l’Inventario nazionale, che nel giro di 100 anni l’Italia è passata da un’estensione forestale di “soli” 5 milioni di ettari ai sopra richiamati 10, vi è ampio margine di manovra per ulteriori miglioramenti. Come altrettanto sentita è la necessità di una “politica verde” che consideri il Paese nella sua interezza e colga l’opportunità di rimboschire aree marginali o in abbandono, con innegabili ricadute su occupazione e incremento del capitale naturale.

Foto B -  De Taddei 2BOSCO SICURO

Tra gli indicatori della ricchezza di una nazione, purtroppo, non vengono ancora contabilizzati elementi quali la percentuale di biodiversità, l’estensione dei boschi, le ricadute positive sulla salute dovute alla conservazione di habitat e territori, il numero e l’estensione dei parchi nazionali e delle aree protette. Elementi che sono da sempre oggetto di tutela da parte del Comando unità forestali ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri. Ne sono testimonianza, in primo luogo, l’attività di gestione delle 149 Riserve naturali dello Stato e aree demaniali operata dal Raggruppamento Carabinieri biodiversità. In secondo luogo, l’attività svolta dal Comando Carabinieri per la Tutela Forestale che svolge un’azione di controllo e repressione dei principali reati in danno dei boschi, dell’acqua e del suolo attraverso controlli quotidiani. Un’azione costante, cui si aggiungono le operazioni speciali e mirate, denominate “Bosco sicuro”, che fin dal 2018 vengono riproposte, ogni anno, in autunno. La finalità è verificare le operazioni di taglio ed esbosco autorizzate a livello regionale nonché contrastare il fenomeno dei furti e dei tagli abusivi di legname, che favoriscono fenomeni di dissesto idrogeologico. Un bosco in salute, curato e ben gestito rappresenta un baluardo formidabile per la stabilità dei versanti. Le operazioni selvicolturali non sono di per sé dannose, ma vanno eseguite secondo regole ben definite e nel rispetto delle norme.

I risultati della complessa attività, svolta nel mese di dicembre 2019, si riassumono in 1.772 controlli sul territorio con conseguente elevazione di sanzioni amministrative pari a 223mila euro e relative comunicazioni di notizie di reato. Ciò che è importante è l’azione deterrente collegata a questi controlli ma, soprattutto, la volontà di preservare il patrimonio boschivo esistente che altro non è se non il capitale accumulato nel corso del tempo grazie alle politiche ed ai finanziamenti che hanno reso più verde l’Italia.