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BOSCHI
I CENTRI NAZIONALI PER LO STUDIO E LA CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA' FORESTALE
05/05/2020

di Raffaele Manicone e Silvia Biondini


Qui si salvaguarda il patrimonio genetico di specie arboree e arbustive e si studiano migliaia di insetti e altri invertebrati



(CNCB Pieve S. Stefano: Centaurea cineraria subsp. circae endemismo delle coste laziali, Parco Nazionale del Circeo)

(CNCB Pieve S. Stefano: Centaurea cineraria subsp. circae endemismo delle coste laziali, Parco Nazionale del Circeo)


I Centri Nazionali Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano (AR) e Peri (VR) sono strutture storicamente dedicate alla conservazione dei semi delle specie forestali. I Centri furono infatti istituiti negli anni Cinquanta in applicazione della Legge n. 991/1952 (“Provvedimenti in favore dei territori montani”) per soddisfare le esigenze dei cantieri forestali di rimboschimento con materiali di propagazione di provenienza certificata. Con il D. L.vo n. 227/2001 (“Orientamento e modernizzazione del settore forestale”) assunsero la denominazione di Centri Nazionali per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale, e nel 2017 hanno preso l’attuale denominazione di Centri Nazionali Carabinieri Biodiversità.

Centri sono dotati di personale ed attrezzature specializzati per la raccolta delle sementi delle specie più rappresentative della flora italiana: in grandi celle frigorifere riposano i semi delle principali specie forestali d’Italia, una “banca della biodiversità” dove le risorse genetiche delle foreste sono conservate al sicuro, preziosa riserva per il futuro.

Tutti i Centri sono in contatto con le maggiori istituzioni internazionali del settore quali l’ISTA, lo IUFRO (International Union Forest Research Organization), l'OECD (Organization for Economic Co-operation and Development) e l'ISSS (International Society for Seed Sciences).

Nei CNBF vengono prodotte e conservate centinaia di specie di interesse forestale e naturalistico provenienti dal bacino padano, appenninico, alpino, mediterraneo, lacustre e lagunare, creando una rete fra i Reparti Carabinieri Biodiversità di tutto il territorio nazionale, al servizio del Paese e indispensabile per ricostruire aree naturali colpite da calamità o eventi meteorologici straordinari.

Particolare rilevanza internazionale ha assunto il lavoro di ricerca sugli insetti degradatori del legno morto svolto presso il CNBF di Bosco Fontana (MN). La notevole mole di dati raccolti è stata oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali che hanno contribuito in modo determinante alla comprensione delle dinamiche ecologiche dei boschi vetusti.

 

CNCB Pieve S. Stefano: semina in serra di specie forestali

 

 

CNCB Pieve S. Stefano: semina in serra di specie forestali









CNCB Pieve S. Stefano: laboratorio colture in vitro


CNCB Pieve S. Stefano: laboratorio colture in vitro
 

 

 







CENTRO NAZIONALE CARABINIERI BIODIVERSITA' DI PIEVE SANTO STEFANO

Il Centro di Pieve Santo Stefano si trova in Toscana, nell’alta valle del fiume Tevere, e produce piantine forestali ai sensi della Direttiva 1999/105/CE relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione, come recepita dal D. Lgs. 386/2003. 

I frutti delle specie forestali vengono lavorati con macchinari specifici per consentire l’estrazione dei semi, con procedure che variano a seconda della specie. I semi vengono poi asciugati e conservati in grandi celle frigorifere a temperature che vanno da +4°C a – 6°C, dopo accurate analisi di laboratorio sulle caratteristiche dei lotti di seme e germinabilità del materiale conservato.

Il Centro di Pieve Santo Stefano ospita inoltre un grande vivaio forestale, dove si coltivano piantine autoctone di provenienza certificata per opere di rimboschimento ed ingegneria naturalistica.

Oltre all’attività storica di produzione di materiale forestale certificato, nei laboratori del Centro Nazionale di Pieve Santo Stefano viene svolta un’importante attività di studio, conservazione e riproduzione delle piante più rare delle riserve naturali gestite dai Carabinieri forestali. I semi vengono studiati per conoscerne le strategie di germinazione e poi conservati a bassa temperatura: le rarità nascoste degli ecosistemi più fragili sono custodite come preziosi tesori della biodiversità.

Le specie di più difficile propagazione vengono infine riprodotte in vitro mediante colture di tessuti vegetali, una tecnica che consente di riprodurre antichi alberi esemplari monumentali, specie rare ed orchidee selvatiche.

 

 

 CNCB Peri: valutazione semi con microscopio binoculare

 







 CNCB Peri: valutazione semi con microscopio binoculare

 

CNCB Peri: piante forestali in vivaio





CNCB Peri: piante forestali in vivaio

 
 

 








CENTRO NAZIONALE CARABINIERI BIODIVERSITA' DI PERI

Situato in provincia di Verona, tra i vigneti al confine con la Provincia Autonoma di Trento, il Centro Nazionale di Peri è da sempre impegnato nella intera filiera produttiva di materiale di propagazione forestale ai sensi della Direttiva 1999/105/CE relativa alla commercializzazione dei materiali forestali di moltiplicazione, recepita dal D. Lgs. 386/2003.

La produzione di sementi e piante forestali è volta a numerose finalità: attività di rimboschimento e rinaturalizzazione svolte da Enti pubblici, cessione a enti di ricerca o università per motivi di studio, realizzazione diretta di arboreti, educazione ambientale.

I lotti di semi lavorati nel Centro Nazionale vengono tutti analizzati per l’emissione del certificato e quindi conservati temporaneamente per periodi più o meno brevi nelle celle frigorifere prima della distribuzione. Il Centro di Peri è dotato infatti di un laboratorio all’avanguardia per l’analisi delle caratteristiche di vitalità delle sementi forestali, adeguato ai più moderni criteri di qualità stabiliti da ISTA (International Seed Testing Association). Presso il Centro non vengono conservati lotti di seme più vecchio del 2011, poiché anche la conservazione in celle refrigerate non scongiura una rapida riduzione nella vitalità.

Attualmente il Centro ha in corso un progetto di conservazione relativo a Cistus albidus L., una specie diffusa nel bacino del Mediterraneo della quale è stato rinvenuto un ridotto nucleo relitto sulle pendici assolate del Monte Baldo sul Lago di Garda. Il progetto coinvolge il laboratorio di biologia molecolare del Centro (con studi sulla genetica di popolazione e sui geni adattativi) ed il vivaio per la moltiplicazione della specie ed il suo reimpianto in natura.