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ANIMALI
I CENTRI RECUPERO ANIMALI SELVATICI ED ESOTICI
06/11/2020

Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità gestisce 10 Centri sul territorio nazionale


FOTO APERTURAI Centri Recupero Animali Selvatici ed Esotici (CRASE) permettono il primo soccorso, la cura, lo studio e, se possibile, la reimmissione in natura di tanti esemplari rinvenuti dai cittadini o dalle Forze dell’Ordine.

I Centri accolgono molti animali feriti da atti di bracconaggio, incidenti o sottoposti a confisca o sequestro, per garantire il loro rientro in natura. Consentono la permanenza a lungo termine anche di quegli esemplari che non riacquisiscono le proprie abilità o non possono trovare un habitat confacente.

Sono 10 i CRASE gestiti dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità sul territorio italiano. Grazie alla collaborazione con il Raggruppamento CITES per l’attuazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, molti animali a rischio di estinzione e spesso esotici, vengono recuperati a seguito di procedimenti giudiziari.

Oltre alla cura e al recupero di questa fauna, i CRASE contribuiscono alla salvaguardia di specie in via d’estinzione (conservazione ex situ) e scongiurano il rischio di perdita di biodiversità locale.

Ogni Centro si differenzia per le sue caratteristiche ambientali e per la specializzazione nell’accoglienza di determinati animali.

A Castel Volturno (CE) ad esempio, complice un clima sempre mite e temperato grazie alla vicinanza del mare, è stato creato un Centro che accoglie principalmente uccelli esotici. Ad oggi sono 103 i pappagalli, tra i quali alcuni rarissimi, oltre a 15 rapaci autoctoni. Ognuno di essi ha una storia particolare e spesso sono esemplari che hanno trascorso gran parte della loro esistenza in condizioni inadeguate per la loro natura, ma fortunatamente sono stati salvati da un destino di sofferenza. Ora sono ospitati e curati in un ambiente sereno, organizzato per favorire il recupero o la permanenza. Il Centro di Castel Volturno è un’oasi di pace e natura strappata al degrado ambientale e alla malavita. Un esempio di come sia possibile restituire un futuro eco-sostenibile ad alcuni luoghi simbolo di incuria, rendendoli fondamentali per la conservazione di specie a rischio di estinzione.

A Magliano de’ Marsi (AQ), ai piedi del Monte Velino, in una splendida cornice naturale, sorge un Centro recupero all’avanguardia che accoglie molti animali bisognosi di essere curati per tornare ai propri habitat di provenienza. Questo centro è specializzato per la cura dei grifoni, uccelli maestosi fino a qualche anno fa quasi estinti in Italia e che oggi, grazie a progetti scientifici internazionali, possono nuovamente dominare il cielo. Oggi sono 4 gli esemplari che permangono presso il Centro e che purtroppo non potranno tornare in natura. La loro presenza consente di apprendere sempre nuove informazioni sulla loro natura e di assicurare comunque la sopravvivenza della specie. 

FOTO BNel cuore dell’Umbria all’interno del bosco rigoglioso del Monte Peglia, circa 400 animali vengono accolti nel CRASE di Formichella (TR). Il Centro è particolarmente attivo sul territorio anche per quel che riguarda l’educazione ambientale. Oltre a molteplici specie autoctone come cervi, daini, cinghiali o rapaci di vario genere, qui sono custoditi esemplari esotici tra i quali numerose testuggini e quasi 20 procioni, noti come orsetti lavatori, tutti sequestrati o catturati nell’ambito di progetti di tutela ambientale. Importati in Europa e in Italia principalmente per la loro pelliccia, si sono accidentalmente diffusi in molte aree naturali mettendo a rischio la sopravvivenza di tante specie autoctone vegetali e animali. I procioni, infatti, competono con specie autoctone come la puzzola e si nutrono anche del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes complex), una specie rara e protetta. Grazie ad un'opera sinergica con il Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, parte di questi simpatici ma dannosi mammiferi sono stati eradicati e possono continuare la loro vita serenamente in ambiente protetto senza costituire una minaccia per gli habitat della foresta.

Il CRASE di Formichella è visitato da migliaia di studenti ogni anno, contribuendo alla conoscenza dell'etologia degli animali e a sensibilizzare il pubblico sul rischio di perdita di biodiversità a causa delle specie aliene invasive che, introdotte dall'uomo, espongono a numerosi pericoli gli habitat naturali e le specie autoctone. 

FOTO CNella splendida cornice di quella che fu la Villa della famiglia Caetani a Fogliano (LT), ogni anno vengono accolte diverse decine di animali recuperati da cittadini e istituzioni nei pressi di Sabaudia. Specialmente in primavera, il Centro si riempie di nidiacei di molte specie che vengono curati e quasi sempre immessi nuovamente in natura. Non mancano ritrovamenti stupefacenti di specie esotiche come una tartaruga azzannatrice di notevoli dimensioni nei canali nei pressi di Latina. Il rettile, particolarmente aggressivo, è una specie aliena, alloctona e invasiva, probabilmente abbandonata da qualche incauto cittadino che non aveva immaginato la difficoltà di allevamento in ambito casalingo di una specie simile. Fortunatamente ora è custodita nel Centro di Fogliano dove personale esperto si prende cura di lei e di altre specie esotiche ritrovate. Questi animali non possono e non devono essere liberati nelle aree naturali circostanti, rischierebbero di nuocere alla salute delle persone e attenterebbero alla biodiversità locale.

Nel Ravennate, grazie a una convenzione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, centinaia di testuggini e tartarughe sequestrate o confiscate trovano un luogo perfetto per trascorrere i loro giorni. Oggi fortunatamente tanti cittadini rispettano le normative internazionali in tema di detenzione, acquisto, importazione ed esportazione di animali e flora a rischio d’estinzione (Convenzione di Washington), ma purtroppo sono ancora tanti gli esemplari che vengono salvati da situazioni non rispettose delle loro caratteristiche etologiche.