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AMBIENTE
La tutela ambientale garanzia del nostro benessere
27/07/2016
di Donatella Bianchi (Presidente WWF Italia)

La biodiversità è una ricchezza da preservare non da disperdere

Il 2015 verrà ricordato come l’anno della sensibilizzazione globale sulle grandi questioni ambientali epasserà alla storia per la straordinaria scansione di appuntamenti che hannoispirato poi, a fine anno, l’importante accordo sul clima della COP21 diParigi. Dall’Enciclica “Laudato si” di Papa Francesco, con l’invito a“coltivare e custodire il giardino del mondo e la casa comune in base ad unprincipio di ecologia integrale , nella interazione tra le componenti naturali,sociali e culturali della vita del Pianeta, allo storico accordo che ha sancitola nascita degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Nonsingole sfide dunque ma una visione globale per comprendere quali fattori oggicondizionano la vita sul pianeta. La sicurezza delle acque, del cibo, del clima, emergenze che ne determinano altre, come il dramma dei rifugiati. Ci ricordauno dei maggiori studiosi di Global Sustainability a livello mondiale, JohanRockstrom, nel suo bellissimo volume “Grande mondo, piccolo pianeta” (con lefotografie di Mattias Klum, Edizioni Ambiente, 2015) come la natura sia la basedel nostro benessere e della nostra sicurezza. “Viviamo in un mondo sempre piùcomplesso, turbolento e globalizzato, non solo dal punto di vista sociale edeconomico ma anche ecologico. Quello che facciamo in un angolo del pianetainfluisce, in tempo reale, sulle condizioni di vita di altre persone al capoopposto del globo. Il mezzo che usiamo per andare a lavorare in Svezia incidesui regimi delle piogge in Sudafrica, e sulle vite dei contadini che lì vivono,mentre il modo in cui i pescatori gestiscono le mangrovie in Thailandiainfluisce sul meteo in Inghilterra. Il cablaggio socio-ecologico dell’economiamoderna è globale. E la tutela dell’ambiente, della natura e dellabiodiversità, rappresenta la garanzia del nostro benessere e della nostrasicurezza. Non esiste sicurezza e benessere per il genere umano se i sisteminaturali sono distrutti, trasformati, resi vulnerabili. Solo se essi vengonomantenuti in vitalità e resilienza esistono prospettive positive per il benessere e la sicurezza del genere umano.
In pochi lo sanno ma l’Italia haun primato importante: non è solo il Paese dei beni culturali, dei benipaesaggistici, è il Paese europeo più ricco di biodiversità con 57.468 specieanimali (8,6% endemiche) e 12.000 specie floristiche (13.5% endemiche),purtroppo una gran parte di questo patrimonio si sta perdendo: la biodiversitàitaliana sta declinando pericolosamente: attualmente sono a rischio il 68% deivertebrati terrestri, il 66% degli uccelli, il 64% dei mammiferi e l’88% deipesci di acqua dolce.
I sistemi naturali del nostromeraviglioso pianeta sono costituiti dalla ricchezza degli ecosistemi e dellabiodiversità formatasi nei 4,6 miliardi di anni di vita della Terra e, inparticolare, derivano dai circa 3,8 miliardi di anni nei quali si è andatoevolvendo lo straordinario fenomeno vita del quale non abbiamo altra conoscenzain tutto l’universo. Gli ecosistemi offrono gratuitamente e quotidianamenteallo sviluppo e al benessere delle nostre società una serie di servizi(definiti appunto servizi ecosistemici) che sono la base essenziale deiprocessi economici e dello sviluppo delle società umane.

 

Questa straordinaria ricchezza costituisce il nostro capitale naturale e dovrebbe essere considerata al centro dell’impostazione dei nostri modelli di sviluppo economico perché sappiamo ormai molto bene che un ambiente sano e vitale costituisce una base essenziale per il benessere e lo sviluppo di tutte le società umane. Ma purtroppo questo non avviene. Siamo pesantemente intervenuti sui sistemi naturali sottraendo, saccheggiando e depredando risorse e impostando processi produttivi che hanno riempito il nostro mondo di una massa ingente di rifiuti solidi, liquidi e gassosi difficilmente metabolizzabili da parte degli stessi ecosistemi. Spesso dietro agli abusi di natura si nascondono veri e propri crimini, che alimentano un giro di affari illegali di risorse naturali (avorio, corni di rinoceronte, pellami, animali vivi, etc) di oltre 23 miliardi di dollari, il quarto mercato nero mondiale dopo droga, armi e esseri umani e finanziano guerre e terrorismo. Anche l’Italia è vittima di Crimini di Natura. Nel nostro Paese si verifica una violazione in materia di tutela ambientale ogni 43 minuti mentre i reati contro gli animali e la fauna selvatica rappresentano il 22% del totale dei reati ambientali. Ricorderemo il 2015 anche per la nuova legge sugli ecoreati, che ha introdotto nel codice penale nuovi delitti ambientali. Nel codice penale, finalmente, sono stati previsti i nuovi reati di inquinamento ambientale (con l’aggiunta dell’aggravante nel caso in cui ne derivino, quale conseguenza, la morte o le lesioni) e di disastro ambientale, sia per dolo che per colpa, puniti con la reclusione sino ad un massimo di venti anni. Il Legislatore ha inoltre ritenuto opportunamente di introdurre meccanismi premiali (ravvedimento operoso, ripristino dello stato dei luoghi) che consentano di disincentivare il prolungamento delle condotte lesive e favorire la collaborazione con gli inquirenti.
La Magistratura, seppure con ritardo, può ora contare su strumenti adeguati per contrastare gli illeciti in campo ambientale. La guardia non può tuttavia essere abbassata: occorre recuperare il tempo perduto nei confronti di una criminalità in campo ambientale che non arresta la sua ascesa. Ciò soprattutto per il vantaggioso rapporto costi-benefici: massimo profitto criminale (stimato incirca 15 miliardi di euro l’anno) assicurato dalla pressoché totale impunità fino allo scorso anno garantita.
È questa la ragione per cui il WWF è sceso in campo per intraprendere nell’ambito dei provvedimenti attuativi della riforma della Pubblica Amministrazione una nuova battaglia: costituire un Corpo specializzato di Polizia Ambientale. Solo in questo modo si può pensare di prevenire in maniera efficace e contrastare il crimine ambientale sempre più sofisticato e organizzato. Anche per questo la riorganizzazione avviata del Corpo forestale dello Stato e’ quindi questione centrale e di cruciale importanza.

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Il successo delle iniziative legislative, la capacità di intervento per la prevenzione e la repressione dell’illegalità, il ripristino delle condizioni di sicurezza ambientale locale e nazionale, il supporto alla rete internazionale di contrasto alla illegalità richiede un rafforzamento del nuovo modello di vigilanza ambientale , che valorizzi il ruolo determinante fino ad oggi svolto dal CFS, e investa su professionalità’ , strumenti e competenze. Il Corpo forestale ha svolto fin dalla sua costituzione, nel 1822, un servizio fondamentale e specialistico per la tutela del patrimonio naturale e paesaggistico e per la difesa degli animali ma anche nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare, prezioso alleato di tutti noi nelle innumerevoli battaglie condotte in difesa della natura. Una storia prestigiosa da valorizzare nell’interesse della sicurezza di tutti i cittadini. La nostra specie vive grazie alla straordinaria ricchezza che le mette a disposizione quotidianamente la natura. Senza l’utilizzo e la tutela delle risorse naturali, senza la ricchezza della biodiversità, senza i cicli che consentono all’aria, all’acqua e al suolo di essere sani, vitali e di fornirci cibo, aria per respirare, acqua per bere, suolo per coltivare etc., le nostre società, il nostro benessere e il nostro sviluppo non esisterebbero. Nonostante ciò il capitale fondamentale che ci consente di perseguire benessere e sviluppo e cioè il capitale naturale, non è stato mai messo al centro dei nostri modelli di sviluppo e quindi delle nostre economie. Per esempio non abbiamo fornito un valore al ciclo dell’acqua e ai sistemi idrici, alla rigenerazione del suolo, alle capacità naturali di purificare l’aria e l’acqua, alla formazione della composizione chimica dell’atmosfera, alla straordinaria ricchezza della biodiversità che ci offre cibo, materie prime, alla fotosintesi, etc. Eppure tutti questi servizi che quotidianamente e gratuitamente la natura offre al benessere umano sono incalcolabili e fondamentali per il nostro benessere. L’Agenda Globale delle Nazioni Unite e i Sustainable Development Goals (SDGs) vedono nella sicurezza ambientale, alimentare e sociale, uno dei cardini della sostenibilità 17 obiettivi, 169 target, oltre 240 indicatori che richiedono ai Governi nuove strategie per un piano di azione entro il 2030.

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#Natura - anno XVII - N. 91   Gennaio-Aprile 2016