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AMBIENTE
PRENDERE O… LASCIARE?
01/05/2018


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Il nostro percorso è punteggiato di colori: fiori, funghi, frutti succulenti. Ma è tutto per noi? Possiamo raccogliere liberamente tutto ciò che ci piace durante le nostre passeggiate? Ancora una volta, le regole ci aiuteranno ad orientare i nostri comportamenti. Buona abitudine è sempre quella di informarsi sulla normativa vigente nel comune o regione in cui ci troviamo.

La raccolta dei funghi è regolamentata dalla legge quadro nazionale n. 352/93 e dalle leggi regionali, ma nelle aree protette nazionali, parchi e riserve naturali vigono normative diverse, in genere più restrittive. Generalmente per raccogliere funghi è necessario avere un tesserino che si consegue dopo un corso di micologia e provvedere al pagamento di un contributo annuale. Le regole principali valevoli su tutto il territorio nazionale sono: quantità giornaliera di funghi raccolti non eccedente i 3 Kg; i funghi devono essere posti in un cesto o rete forata al fine di permettere la dispersione delle spore lungo il cammino, è vietato di conseguenza l’utilizzo di buste di plastica; è in ogni caso vietato distruggere i carpofori dei funghi di qualsiasi specie. Quest’ultima norma, che prevede anche sanzioni amministrative e potrebbe sembrare incomprensibile a prima vista, ha basi biologiche ed ecologiche in quanto i funghi svolgono un ruolo fondamentale di decompositori negli ecosistemi forestali.

Sono previste sanzioni in caso di: mancato versamento del contributo annuale, raccolta funghi nei giorni in cui non è consentito e in caso di mancata pulizia sommaria e/o trasporto in contenitore non rigido e non areato. Si raccomanda di recarsi presso il servizio micologico delle Asl in caso di dubbio sulla commestibilità dei funghi raccolti.

Mirtilli, fragole, lamponi e prodotti del sottobosco in genere possono essere raccolti, ma è necessario informarsi sulla normativa regionale di riferimento circa i quantitativi massimi consentiti. La raccolta dei prodotti secondari dei boschi deve essere effettuata senza l'ausilio di strumenti come rastrelli e pettini. È comunque vietato il taglio e lo sradicamento dell'intera pianta per la raccolta dei frutti, rispettando comunque i fondi per i quali il proprietario o il possessore si sia riservato, ai sensi del Codice Civile, il diritto di raccolta o precluso l'accesso da parte di terzi.

È permesso raccogliere la cosiddetta legna morta, cioè caduta a terra solo con l’aiuto di attrezzi manuali, previa autorizzazione. Tagliare, raccogliere e asportare legna in boschi privati e pubblici senza permesso o autorizzazione è un furto punito dall’art. 624 del codice penale. È bene ricordare che è vietato asportare il terriccio dal bosco, come stabilito dalle normative regionali.

La raccolta di fiori e piantine di specie particolarmente protette (es. agrifoglio, orchidee selvatiche) è vietata da direttive europee, leggi nazionali e regionali, ma è sempre buona norma non distruggere la flora spontanea, non solo in caso di dubbio sull’identificazione delle specie. Da tenere a mente che le normative locali possono diversificare gli elenchi di specie protette.