Menu
Mostra menu
AMBIENTE
Più boschi in Italia strategie e opportunità
28/02/2017
di Davide Travaglini

Secondo l’inventario Forestale Nazionale la superficie boscata nel nostro Paese è in aumento negli ultimi trenta anni

Immagine boscoSecondo il rapporto del 2015 del Global Forest Resource Assessment della FAO, le foreste nel mondo coprono il 31% della superficie delle terre emerse. Rispetto al 1990 la superficie forestale globale è in declino. In Italia circa il 35% del territorio è coperto da foreste. Secondo l’inventario forestale nazionale, la superficie forestale nel nostro Paese è in aumento negli ultimi trenta anni. L’aumento annuo della copertura forestale è stato stimato in circa 90.000 ettari nel periodo 1985-2005 e in circa 63.000 ettari nel periodo 2005-2015. L’espansione delle foreste ha interessato le superfici agricole abbandonate e le aree utilizzate in passato come pascolo, specie in alcune regioni del centro e in molte del sud Italia.

 

I VANTAGGI DELL’AVANZATA DEL BOSCO

 

Cosa fare di fronte all’avanzata del bosco in Italia e quali sfide e/o opportunità si prospettano?

Le foreste sono una importante risorsa capace di erogare numerose utilità Bosco e montagnaecosistemiche e di contribuire al miglioramento della qualità della vita: proteggono il suolo dai fenomeni di dissesto idrogeologico, forniscono legna, legname, biomassa per energia ed altri prodotti non legnosi, contribuiscono a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e a migliorare la qualità dell’aria e delle acque, sono ambienti di svago e relax, creano paesaggio e costituiscono l’habitat per numerose specie animali e vegetali. In generale, l’espansione della superficie forestale in Italia è un fenomeno che deve essere giudicato positivamente per il miglioramento della qualità ecologica complessiva alla luce dei trend osservati a scala mondiale e in relazione al declino della diversità biologica connesso ai fenomeni di pressione antropica a livello planetario. Le neoformazioni forestali, se gestite in modo corretto, possono assumere un ruolo importante come serbatoio di carbonio, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla salvaguardia della biodiversità, al mantenimento o al miglioramento dell’assetto idrogeologico, alle funzioni di connettività ecologica e possono rappresentare una risorsa economica nelle aree accessibili e sufficientemente fertili. D’altra parte l’espansione delle foreste correlata al calo demografico nelle aree rurali e montane e al conseguente abbandono delle superfici agricole e dei pascoli determina, in certe zone, problemi connessi alla conservazione dei paesaggi culturali.

Il monitoraggio continuo e una gestione forestale attiva basata sui principi di sostenibilità riconosciuti a livello internazionale rappresentano gli strumenti necessari per garantire il controllo, la tutela e la funzionalità degli ecosistemi forestali e delle neoformazioni boschive. Le attività selvicolturali sono determinanti per lo sviluppo socio-economico e per il presidio delle aree rurali e montane e assumono un ruolo essenziale per favorire lo sviluppo di una economia verde in grado di conservare posti di lavoro e di creare opportunità occupazionali per le nuove generazioni. A tale riguardo è stato stimato che i prodotti forestali e le attività connesse costituiscono motivo di occupazione per circa 300.000 addetti e rappresentano una quota pari allo 0,9% del prodotto interno lordo.

BoscoPer favorire l’affermazione di una cultura forestale ispirata ai principi della ecosostenibilità, per promuovere concretamente lo sviluppo di una economia verde e per diffondere nell’opinione pubblica la consapevolezza dell’importanza di gestire attivamente le foreste è necessario operare su più fronti e su diversi livelli.

 

LE PROPOSTE

 

A livello centrale si ritiene necessario attivare un coordinamento unico per le politiche forestali nazionali con funzioni di organizzazione tra le amministrazioni centrali e regionali e per le iniziative inter- nazionali in materia forestale. È necessaria una revisione delle politiche forestali che preveda l’adozione di strumenti normativi adeguati a rispondere alle esigenze sociali e ambientali, alle necessità produttive e occupazionali, agli obblighi internazionali e comunitari in materia ambientale, energetica e climatica. È auspicabile la creazione di una struttura permanente deputata al monitoraggio delle risorse forestali, ciò anche per proseguire le attività condotte negli ultimi anni dall’amministrazione forestale per la realizzazione del secondo Inventario Forestale Nazionale e l’avvio del terzo inventario che hanno dotato l’Italia di uno strumento di monitoraggio all’avanguardia nel panorama internazionale e in prospettiva di un inventario nazionale permanente.

Ai fini occupazionali e di approvvigionamento è necessario promuovere lo sviluppo dell’imprenditoria della filiera foresta-legno e l’avanzamento tecnologico per favorire l’incremento della disponibilità di materiale legnoso per l’industria e l’energia, assicurando agli operatori del settore continuità di impiego, sicurezza sul lavoro e formazione adeguata. In tal senso riveste un ruolo importante il sostegno all’Università, la promozione della formazione tecnico-professionale e dell’imprenditorialità giovanile in campo forestale.

A livello locale si ritiene necessario operare attraverso l’attivazione di strumenti amministrativi utili a promuovere la gestione forestale sostenibile e a garantire continuità e diffusione alla gestione attiva del bosco, alla gestione integrata bosco-fauna e alla prevenzione selvicolturale come strategia di difesa contro gli incendi boschivi. Nei piani e nei programmi forestali di livello regionale è necessario prevedere strumenti di implementazione delle filiere bosco-legno-ambiente, con particolare riferimento alle filiere corte, anche attraverso la certificazione di processo e dei prodotti forestali e tramite la promozione dell’impiego   del legno quale principale materia prima rinnovabile. È necessario supportare l’associazionismo tra proprietari forestali per limitare gli effetti negativi della frammentazione dei fondi e incentivare il sostegno finanziario per chi esegue azioni volontarie di miglioramento del bosco in quanto fornitore di servizi ambientali di interesse per la collettività. Inoltre è necessario incentivare la ricerca, la formazione, l’aggiornamento tecnico-professionale e l’educazione ambientale anche con campagne di sensibilizzazione volte a informare l’opinione pubblica sul ruolo del bosco, sull’importanza della sua corretta gestione e sui rischi connessi all’abbandono colturale. Per quanto riguarda più specificatamente le neoformazioni boschive, le prospettive a livello di pianificazione e gestione forestale includono, ad esempio: il ripristino delle funzioni di connettività ecologica, di regimazione idrica e di stabilizzazione dei versanti; la lotta alla diffusione delle specie alloctone e invasive; la difesa dagli incendi boschivi anche attraverso la prevenzione selvicolturale; il recupero delle aree aperte dove vi è esigenza di conservare il paesaggio culturale e di mantenere una maggiore diversità di ambienti. A livello operativo, la mozione approvata al termine del terzo congresso nazionale di selvicoltura ha riconosciuto nella selvicoltura sistemica una strategia da perseguire e incentivare per garantire la conservazione della biodiversità e l’uso sostenibile delle foreste dal punto di vista eco- logico, economico e sociale.