Menu
Mostra menu
AMBIENTE
PAESAGGI INVISIBILI
02/10/2019

di Davide De Laurentis, Giancarlo Papitto e Cristiana Cocciufa


Le emissioni che inquinano l’aria, oltre ai danni alla salute e all’ambiente, generano una foschia che incide su colori e definizione del paesaggio. L’Arma dei Carabinieri ha allo studio diverse azioni per il monitoraggio della visibilità nelle aree protette di rilievo nazionale

FOTO A - Foto di Lorenzo Quadrelli - DIDA
L’Articolo 9 della Costituzione Italiana recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Il paesaggio nel Belpaese è soprattutto il panorama, la vista delle bellezze naturali che i parchi in primis, e in genere tutte le aree protette presentano, e la sua tutela è compito istituzionale di primaria importanza.

Spesso le vedute del nostro Paese sono annebbiate, rese fosche dall’inquinamento dell’aria. Le emissioni inquinanti, oltre ai problemi ben noti di danni alla salute e all’ambiente, colpiscono anche il paesaggio, ovvero il modo in cui vediamo le bellezze naturali.

L'inquinamento atmosferico può creare una foschia che inficia la visibilità, producendo l'offuscamento delle visuali di un parco nazionale attenuandone i contrasti, i colori e oscurando le caratteristiche lontane, riducendo la distanza a cui possiamo vedere.

La foschia si forma quando la luce del sole incontra minuscole particelle nell'aria. Queste disperdono la luce dal percorso visivo e la assorbono prima che raggiunga gli occhi. Maggiori sono le particelle nell'aria, maggiore è la dispersione e l’assorbimento di luce, minore è la chiarezza, il contrasto e la nitidezza dei colori di ciò che si vede. La foschia è principalmente causata dall'inquinamento atmosferico dovuto alle attività umane, tra cui l'industria, la generazione di energia, il trasporto e l'agricoltura che producono il cosiddetto “particolato primario”. A questo si aggiunge quello naturale da polvere, incendi e altro, come pure il “particolato secondario” generato dall’interazione tra alcuni composti (organici volatili, ossidi di zolfo, ossidi di azoto e ammoniaca) sotto l’azione dei raggi UV e l’innalzamento delle temperature.

FOTO  B - Lockville Station Rocky Mountain NP_Colorado DIDA
EFFETTI SULL’ECONOMIA

Studi internazionali evidenziano come la riduzione di visibilità dovuta all’inquinamento dell’aria abbia un riscontro negativo non solo dal punto di vista della salute umana e dell’ambiente in generale ma anche sull’economia nazionale con specifico riferimento al settore del turismo nelle aree naturali, comportando una potenziale sensibile riduzione delle presenze e della quotazione degli immobili. Esaminare le cause ed effettuare il monitoraggio della visibilità del paesaggio nei parchi nazionali rientra tra i compiti istituzionali previsti dal D. lgs. 177/2016. In Italia la visibilità è un parametro della qualità ambientale mai preso in considerazione.




IN AMERICA

Volendosi ispirare alle migliori pratiche di altri Paesi, è sufficiente osservare come negli Stati Uniti il National Park Service, preposto alla tutela dei parchi nazionali, abbia una specifica Divisione che si occupa di visibilità (https://www.nps.gov/subjects/air/visibility.htm).

Negli USA, dalla fine degli anni Ottanta, i parchi nazionali hanno monitorato la qualità dell'aria per capire meglio come l'inquinamento atmosferico influisce su ciò che possiamo vedere. Per fare questo, i campionatori aspirano aria e raccolgono particelle su piccoli filtri da inviare ai laboratori per le analisi.

Identificando quanti e quali tipi di particelle siano nell'aria, gli scienziati possono capire quanto gli inquinanti hanno influenzato la visibilità e da dove provengono, possono identificare fonti naturali come fumo e polvere, nonché inquinanti di automobili, centrali elettriche, e altre attività umane.  Da questo lavoro, sappiamo che l'inquinamento nei parchi arriva da fonti locali, regionali e persino internazionali.

Oltre a raccogliere particelle sui filtri, in alcuni parchi la diffusione della luce viene misurata direttamente utilizzando strumenti chiamati nefelometri. Questi strumenti misurano con precisione il modo in cui l'inquinamento atmosferico influisce su ciò che si può vedere in ogni momento della giornata.

FOTO C - Visibility Lockville_Rocky Mountain NP_Colorado
L’ATTIVITÁ DELL’ARMA

In tale ambito, l’Ufficio Studi e Progetti del Comando Carabinieri per la tutela della Biodiversità e dei Parchi, sta studiando la possibilità di partecipazione dell’Italia al programma IMPROVE (Interagency Monitoring of Protected Visual Environments), primo risultato del working groupForest” al Joint Communication Meeting di Washington 2018. L’Italia, tramite l’Arma dei Carabinieri con fondi programma LIFE dell’Unione Europea, ha posto le basi per la collaborazione su tematiche ambientali connesse alle foreste con le agenzie federali che concorrono al progetto: US National Park Service (NPS); Environmental Agency Protection e US Forest Service. In particolare si sta valutando la realizzazione di due stazioni di rilevamento dell’inquinamento atmosferico con centralina per test della qualità dell’aria in area protetta. Qui si potrebbe sperimentare la metodologia statunitense per il monitoraggio della visibilità attraverso l’applicazione del modello adottato dal National Park Service, con stazioni di monitoraggio per il particolato PM2.5 e PM10 e nefelometro secondo un protocollo operativo messo a punto dall’Ufficio Studi e Progetti con l’Air Resource Division del NPS e la possibile collaborazione con ISPRA. Lo sviluppo del concetto di visibilità del paesaggio rappresenta un ottimo metodo di comunicazione del monitoraggio della qualità dell’aria e quindi degli effetti degli inquinanti atmosferici sugli ecosistemi, non solo ai ricercatori e ai tecnici del settore, ma anche al grande pubblico. Se la sperimentazione e l’adattamento all’Italia del programma avrà dato i risultati sperati, con economie di scala, il sistema potrà essere esteso, in analogia a quello che avviene oggi negli USA, a tutto il sistema dei Parchi Nazionali italiani e potrà fornire un valido strumento di comunicazione e sensibilizzazione del pubblico per la tutela del paesaggio dagli effetti delle emissioni climalteranti.