Menu
Mostra menu
AMBIENTE
LEGNO VIVO
16/12/2019
di Simone Gobbo

Mutazione e innovazione dei processi in architettura. La seconda vita di un materiale antico, leggero e maneggevole, che rappresenta una soluzione concreta per le costruzioni del futuro

FOTO A Demogo_CLT Tower_Day 02

Sarà realizzata a Jesolo, entro il prossimo anno, la torre in legno più alta d’Europa. Si chiama Cross Lam Tower e avrà quattordici piani. Il progetto è dello studio DEMOGO di Treviso, che ha interpretato il forte carattere innovativo messo in campo da Urban-Bio, la società sviluppatrice del progetto. La torre sarà interamente in legno e il cantiere partirà a breve. Il concept riflette la vocazione attuale di ampliare il potenziale di utilizzo del legno, utilizzandolo anche negli edifici multipiano. Dodici mesi di lavoro per un complesso di 28 appartamenti di 100 metri quadrati ciascuno, comprese le terrazze. Un investimento totale di oltre sei milioni di euro. Un edificio di classe energetica A4, che prevede una forte integrazione tra architettura e habitat circostante. Per la realizzazione della torre verranno impiegate 105 tonnellate di legno, consentendo un risparmio energetico di circa il 50% rispetto ad una costruzione tradizionale. La torre, a pochi passi dal mare, sarà realizzata secondo i criteri della bioedilizia, declinando il concetto edilizio di relazione adattiva al contesto. Due grandi ali divideranno a metà il volume residenziale, disegnando un alto vuoto dedicato alla distribuzione verticale, uno spazio continuo, capace di offrire una relazione ambivalente con la laguna veneziana e il mare. Gli stessi fronti della torre si traducono in una doppia soluzione di facciata in relazione all’esposizione: protetta e articolata a sud secondo una fitta trama di lamelle in variazioni di blu, e compatta e dalle forometrie contenute a nord. La Cross Lam Tower si innesta come un nuovo tassello all’interno del piano urbano della città di Jesolo, capace nel tempo di definire attivamente un attento processo evolutivo della propria vocazione turistica attraverso interventi innovativi. Questo progetto testimonia come la ricerca e lo sviluppo del legno negli edifici alti sia una realtà in grande espansione. Progettisti e industria delle costruzioni stanno cercando un nuovo equilibrio tra l’ambiente e l’attuale necessità di comfort abitativo, così il legno, un materiale antico, potrebbe essere una delle risposte convincenti rispetto alla trasformazione delle città del futuro.

FOTO BL’ARCHITETTURA È ARTE SOCIALE

L’architettura vive una stagione di grande dinamismo, un approccio frutto di una crescente attenzione collettiva alle tematiche ambientali, una forma di controtendenza rispetto ad un lungo periodo di sfruttamento e trasformazione delle risorse ambientali al fine di abitare lo spazio. Il Novecento ha sviluppato una cultura del progetto incentrata principalmente sul soddisfacimento dei bisogni umani, con conseguente sfruttamento intensivo delle 22 #Natura materie prime, ponendo di fatto l’uomo in contrapposizione agli equilibri ambientali. L’industria delle costruzioni ha prodotto una decisa azione di depauperamento del patrimonio naturale, con una grande accelerazione proporzionale all’evoluzione tecnica dell’arte del costruire. Oggi, invece, è da registrare come l’agenda mondiale abbia posto al centro il tema della sostenibilità ambientale, tentando un affannoso riequilibrio tra uomo e habitat. Si affaccia, in ognuno di noi, una nuova forma di consapevolezza che sta modificando i comportamenti e la percezione stessa dell’impatto delle nostre attività sullo spazio circostante.

L’architettura, che è arte sociale, attivamente intercetta le istanze e i comportamenti umani, e ha iniziato un profondo ripensamento dei processi della sua filiera: una nuova generazione di progettisti sta operando a partire da una formazione attenta alla sostenibilità. In questo nuovo corso i materiali di progetto hanno assunto un ruolo fondamentale, i parametri di valutazione si sono ridefiniti su linee inedite: si pensi alle classificazioni sull’efficientamento energetico o alla definizione di protocolli gestionali a basso impatto.

L’arco di vita temporale dell’architettura è stato considerato in un’ottica di impronta ecologica.

FOTO C - Demogo_CLT Tower_Day RetroCONTEMPORANEITÀ E RINNOVAMENTO

È un dato certo quindi che l’architettura contemporanea stia puntando ad un rinnovamento che coinvolge i suoi processi anziché gli stili, un’assunzione profonda di responsabilità sta coinvolgendo la comunità internazionale dei progettisti, si pensi ad esempio al progetto curatoriale della prossima Biennale Internazionale di architettura di Venezia dal titolo emblematico: How will we live together? Il curatore Hashim Sarkis riflette sul senso profondo del costruire spazi, sul suo significato e le sue ripercussioni.

“Abbiamo bisogno di un nuovo contratto spaziale. In un contesto caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie e da disuguaglianze economiche sempre maggiori, chiediamo agli architetti di immaginare degli spazi nei quali possiamo vivere generosamente insieme: insieme come esseri umani che, malgrado la crescente individualità, desiderano connettersi tra loro e con le altre specie nello spazio digitale e in quello reale; insieme come nuove famiglie in cerca di spazi abitativi più diversificati e dignitosi; insieme come comunità emergenti che esigono equità, inclusione e identità spaziale; insieme trascendendo i confini politici per immaginare nuove geografie associative; e insieme come pianeta intento ad affrontare delle crisi che richiedono un’azione globale affinché possiamo continuare a vivere”.

In effetti la Biennale Architettura 2020 vuole affermare il duplice ruolo, spesso trascurato, dell'architetto, che è quello di affabile convocatore e custode del contratto spaziale. Questo concetto di architetti come custodi dello spazio, ci riporta ad una sensibilità antica, dove la trasformazione dei luoghi da abitare si sviluppava in un equilibrio attento tra materia e forma. Si pensi alla Grecia antica, dove i primi templi erano interamente lignei, costruzioni che già nell’ordine dorico mostravano trabeazioni e colonne come tronchi d’albero, qui la natura diveniva architettura con un processo di mimesi progressivo. La forma nell’architettura antica non era mai una forzatura tettonica, 24 #Natura gli elementi si combinavano secondo logiche razionali di organizzazione, il cantiere stesso era una macchina in equilibrio con le risorse e i contesti naturali nei quali si insediava, una città come Parigi è fatta della pietra calcarea di sedime, del legno cresciuto e stagionato nelle condizioni climatiche specifiche del sito. La materia ha una relazione diretta e di prossimità capace di anticipare il futuro e il rinnovamento della città stessa. Quello che chiamiamo oggi prodotto a Km zero, era una costante anche nelle antiche costruzioni, si rispettava una logica di comportamento e di azione che manteneva un bilanciamento tra attività di trasformazione dei materiali e qualità intrinseche funzionali ai luoghi di impiego.

FOTO E Demogo_CLT Tower_NightL’IMPORTANZA DEL LEGNO Tra tutti i materiali si pensi che il legno, relegato ad una posizione complementare con l’avvento del calcestruzzo armato, è ritornato oggi al centro del dibattito sul costruire. La sua capacità rigenerativa e la grande evoluzione tecnica ne stanno rinnovando il potenziale, come dimostrano anche i dati in continua espansione relativamente al suo impiego strutturale. Uno dei principali vantaggi nella realizzazione di edifici in legno off-site è la riduzione dei tempi di costruzione: un edificio di legno, anche di molti piani, è relativamente semplice, veloce e non molto costoso. Trattandosi di un materiale leggero, ogni elemento è facilmente trasportabile e maneggiabile in cantiere.

Inoltre, il montaggio viene effettuato interamente a secco mediante l’utilizzo di collegamenti meccanici con piastre di acciaio, viti, chiodi e bulloni secondo sequenze operative già pianificate. Inoltre l’assenza di getti e in generale di acqua e materiali inerti consente di mantenere più pulito e ordinato l’ambiente di lavoro e di poter organizzare al meglio le diverse fasi di lavorazione. Un cantiere di un’architettura in legno si presenta come uno spazio ordinato con ridotti tempi di costruzione, aspetto non trascurabile che ha vantaggi anche sul fronte della sicurezza sul lavoro.

Sul piano della sostenibilità, il legno è rinnovabile e riciclabile, le fasi di produzione e di posa in opera consumano pochissima energia, non rilasciano emissioni, polveri o fibre nocive durante l’impiego e si smaltiscono senza inquinare, restituendo l’energia accumulata se viene impiegata per la termovalorizzazione. Sono notevoli anche le performance sul fronte del risparmio energetico, essendo il legno un ottimo isolante termico e un buon isolante acustico. Il vero salto di qualità è avvenuto in termini strutturali, dove i processi di produzione a controllo numerico hanno reso possibile la riorganizzazione delle fasi di assemblaggio, e la massimizzazione delle fibre in termini di resistenza.

È stato in questo modo colmato un limite che poneva il legno in secondo piano rispetto al calcestruzzo. Di fatto oggi possiamo costruire architetture multipiano interamente in struttura lignea, con eccellenti comportamenti rispetto alle azioni sismiche. Alla consueta obiezione posta rispetto al comportamento al fuoco è da sottolineare come la prevedibilità e l’estensione del tempo di resistenza siano fattori determinanti in fatto di sicurezza.

Anche il degrado, in passato elemento che ne riduceva l’impiego, è stato affrontato con soluzioni e trattamenti specifici che lo rendono a tutti gli effetti un materiale durevole nel tempo. Il legno vive una nuova vita in architettura, la crescente conoscenza tecnica e la sensibilità ambientale lo stanno ponendo come materiale innovativo per eccellenza, un’innovazione che viene dal passato, dalla capacità di coniugare tecnologia e rispetto ambientale.

Clicca QUI per i contenuti extra