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AMBIENTE
INCONTRI CON LA STORIA
21/10/2020


Durante un’escursione o una semplice passeggiata in luoghi un po’ sperduti, in anfratti o in buche del terreno, può capitare di imbattersi in oggetti che appaiono subito interessanti perché molto belli esteticamente oppure perché sembrano molto antichi.

La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale sono sancite dalla Costituzione e vengono espletate secondo il Codice dei Beni Culturali, emanato con decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà. Il carattere dell’autenticità storico-culturale di un oggetto, definito bene di interesse culturale, è stabilito da una expertise di un funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (Mibact), ad esempio un archeologo per i reperti. Nel caso in cui il reperto sia di grande interesse artistico e/o culturale, chi lo ha rinvenuto ha diritto a un premio.

Il premio può essere corrisposto in denaro o mediante rilascio di parte delle cose ritrovate. In luogo del premio, l'interessato può ottenere, a richiesta, un credito di imposta di pari ammontare, secondo le modalità e con i limiti stabiliti con decreto adottato dal Ministro dell'Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.

Non si possono eseguire ricerche archeologiche, scavi, o, in genere, opere per il ritrovamento di cose di interesse culturale senza concessione, oppure senza osservare le prescrizioni date dall'amministrazione. Occorre denunciare nel termine prescritto dall'articolo 90, comma 1, le cose indicate nell'articolo 10 rinvenute fortuitamente e provvedere alla loro conservazione temporanea. (Il reato è punito con l'arresto fino ad un anno e l'ammenda da euro 310 a euro 3.099).

Non ci si può impossessare di beni culturali indicati nell'articolo 10 appartenenti allo Stato, pena la reclusione fino a tre anni e la multa da euro 31 a euro 516,50. La pena è della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 103 a euro 1.033 se il fatto è commesso da chi abbia ottenuto la concessione di ricerca prevista dall'articolo 89. La pena applicabile per i reati previsti dal Codice è ridotta da uno a due terzi se la persona che li ritrova offre una collaborazione decisiva e di notevole rilevanza per il recupero dei beni illecitamente sottratti o trasferiti all'estero.

I privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la conservazione. Non si possono vendere senza autorizzazione ed è obbligatorio presentare la denuncia degli atti di trasferimento della proprietà o della detenzione di beni culturali, pena la reclusione fino ad un anno e la multa da euro 1.549,50 a euro 77.469.