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AMBIENTE
FRANE E TERREMOTI MINACCIANO L'ITALIA
28/02/2017

Notizie confortanti sulla qualità delle acque fluviali e marine

IMG_1048L’Italia è tra i Paesi più minacciati dagli eventi di origine naturale, seconda solo alla Grecia in ambito europeo, dal punto di vista della sismicità e della presenza di faglie capaci: terremoti, fagliazione superficiale, eruzioni vulcaniche, dissesto idrogeologico minacciano la Penisola con conseguenze rilevanti per i cittadini e per l’economia.

Secondo le stime, 503.282 abitanti sono residenti in aree a pericolosità di frana molto elevata, 744.397 in aree a pericolosità elevata, 1.587.177 in aree a pericolosità media, 2.132.393 in aree a pericolosità moderata e 680.197 in aree di attenzione.

Questa la situazione italiana secondo l’Annuario dei dati ambientali dell’ISPRA 2016, che prosegue: delle quasi 900.000 frane censite in Europa, oltre 600.000 interessano proprio il territorio italiano. Inoltre, nel 2015 risultano perduti irreversibilmente circa 21.000 km2di suolo.

I beni culturali situati in comuni classificati in zona sismica 1 (suscettibili, pertanto, di essere colpiti da forti terremoti) sono 10.297, pari al 5,4% del totale. Il 28% dei Siti UNESCO italiani è situato in zone ad alta sismicità, solo il 16% in zone a bassa sismicità. A minacciare il nostro patrimonio culturale anche la pericolosità vulcanica: sono infatti 3.064 (1,6% del totale) i beni situati in aree sensibili; nel corso del 2015, il solo Etna è stato interessato da tre momenti ad elevata criticità.

MARE, FIUMI, LAGHI E ACQUE SOTTERRANEE

Le acque costiere di balneazione italiane, sono classificate per il 90% eccellenti e per il 4,8% buone. Gli ambienti marini sono, al pari di quelli terrestri, sottoposti all’assalto di specie alloctone invasive, a causa dei cambiamenti climatici e della globalizzazione.

Buone notizie per le acque sotterranee: a novembre 2016, dei 1.053 corpi idrici identificati, il 59% è classificato buono sia per lo stato chimico sia per lo stato quantitativo. Per quanto riguarda le acque superficiali, il 43% dei fiumi raggiunge l’obiettivo di qualità per lo stato ecologico e il 75% per lo stato chimico; per i laghi, l’obiettivo di qualità è raggiunto dal 21% dei corpi per lo stato ecologico e dal 47% per lo stato chimico.

Note dolenti per la temperatura media: l’aumento registrato negli ultimi 30 anni nel nostro Paese è stato quasi sempre superiore a quello medio globale rilevato sulla terraferma. Il 2015 è stato l’anno più caldo dal 1961. L’anomalia della temperatura media (+1,58 °C) è stata superiore a quella globale sulla terraferma (+1,23°C) e rappresenta il ventiquattresimo valore annuale positivo consecutivo. L’Italia ha approvato e adottato la propria Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC) sia a breve sia a lungo termine.

BIODIVERSITÀ E QUALITÀ DELL’ARIA

L’Italia spicca tra i Paesi europei più ricchi di biodiversità: le specie animali sono oltre 58.000; le piante superiori sono poco più di 6.700, il 20,4% delle quali endemiche. Risultano a rischio estinzione circa il 31% dei vertebrati, più del 15 % delle piante vascolari e il 22% di briofite e licheni. Le principali minacce provengono dalle attività umane e dalla crescente richiesta di risorse naturali e di servizi ecosistemici, dalla degradazione degli habitat e dall’inquinamento.

Sia in Europa, sia in Italia, le emissioni dei principali inquinanti sono in calo, così come i livelli atmosferici. La situazione della qualità dell’aria permane però critica: soprattutto per il particolato atmosferico, il biossido di azoto e l’ozono troposferico si continuano a registrare livelli elevati, che spesso superano gli standard normativi. Nel quadro europeo, l’Italia con il bacino padano, rappresenta una delle aree di maggior criticità. Dall’analisi delle proiezioni delle emissioni nazionali di gas serra al 2030, considerando sia lo scenario basato sull’adozione di misure addizionali sia lo scenario a politiche correnti, le emissioni di gas serra totali (a esclusione del LULUCF - Land-Use, Land-Use Change and Forestry) stimate per il 2020, si riducono rispettivamente del 23,8% e del 26,6%, rispetto al 2005.

INQUINAMENTO ACUSTICO E CHIMICO

Gran parte della popolazione italiana è esposta a livelli di rumore, diurni e notturni, considerati rilevanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: il 64,3% della popolazione è esposta a livelli di rumore da traffico stradale superiori a 50 dB(A), e durante la notte a livelli superiori alla soglia Lnight di raccomandazione dell’OMS.

L’Unione Europea è il secondo produttore mondiale dopo la Cina e si stima che sul mercato europeo siano presenti circa 100.000 sostanze chimiche. L’Italia è il terzo produttore europeo, dopo Germania e Francia, e il decimo a livello mondiale. L’Unione Europea ha emanato il Regolamento REACH (Registration Evaluation), che istituisce un sistema integrato di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche.

Il quadro è confortante, ma c’è ancora tanto da fare in termini di prevenzione idrogeologica e riduzione di emissioni.