Menu
Mostra menu
AMBIENTE
CARABINIERI AD ALTA SOSTENIBILITÀ
29/11/2017

di Luisa Lauricella


Le Riserve Naturali Statali gestite dai Reparti Carabinieri per la Biodiversità si distinguono per una continua ricerca di energie sostenibili e a basso impatto ambientale


FOTO ASono ventotto i Reparti Carabinieri per la Biodiversità in tutta Italia ed in ognuno di questi scrigni di natura i Carabinieri Forestali sostengono progetti e ricerche sulla conservazione della biodiversità, differenziando le proprie azioni in base al territorio ma anche alle tradizioni e ai saperi tramandati dall’ambiente stesso. A completamento di questa opera scientifica, di tutela e salvaguardia, molti uffici hanno sperimentato con successo la sostenibilità e l’utilizzo delle fonti naturali per la produzione di energia “pulita”, con costi decisamente contenuti sia per l’ambiente che per l’erario.

VALLOMBROSA – Una foresta secolare, faggi e abeti bianchi in un contesto unico che affascina i visitatori. I Carabinieri Forestali convivono qui con i Monaci, che nell’XI secolo si trasferirono in questi boschi. I lunghi tronchi d'abete erano merce preziosa e furono utilizzati per la costruzione ed il restauro dei palazzi di Firenze. Questo indusse i monaci ad estendere e curare lo sviluppo delle abetine.
Dopo la creazione del Regno d'Italia la foresta passò allo Stato e, nel 1977, divenne Riserva Naturale Biogenetica, gestita dal Corpo forestale dello Stato e da gennaio 2017 dai Carabinieri Forestali.
I 1.279 ettari di bosco forniscono ogni anno una mole enorme di materiali di risulta, circa 1.000 metri cubi di legname, frutto dei tagli di pulizia per la messa in sicurezza delle strade e per la cura del bosco.
Tali materiali di scarto vengono utilizzati come biomassa che alimenta una centrale biotermica che produce l’energia necessaria a sostenere i consumi degli uffici e degli alloggi di Vallombrosa, dell’Abbazia e del Complesso Monastico.

PIEVE SANTO STEFANO - Il Reparto di Pieve S. Stefano è stato istituito nel 1956 e giàFOTO B nei primi anni di attività venne attivato il vivaio forestale "Alto Tevere", per soddisfare le esigenze dei cantieri di rimboschimento. In seguito, all'attività del vivaio si è affiancata quella semenziera. Nel 2001 l'Ufficio assunse l'attuale denominazione di Centro Nazionale per lo Studio e la Conservazione della Biodiversità Forestale (C.N.B.F.) ed ancora oggi mantiene il suo ruolo fondamentale nella produzione di semi: banca genetica del seme e messa a dimora di plantule per contribuire al mantenimento della biodiversità forestale. Il centro dispone di pannelli fotovoltaici che producono circa 44 kw, utilizzati per alimentare il vivaio di 13 ettari, gli uffici e le celle fitoclimatiche per i semi e contribuiscono in tal modo alla sopravvivenza di decine di migliaia di piante che ogni anno vengono prodotte.

MONTECRISTO – L'isola ha 16 chilometri di coste a picco sul mare, un'altitudine massima di 645 metri s.l.m. e una superficie di 1.039 ettari. Ha ospitato un’importante abbazia, che fu distrutta dalle incursioni saracene nel 1555. Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1860 l'Isola fu acquisita al Demanio e vi fu istituita una colonia penale. Nel 1889 venne concessa al Marchese Carlo Ginori, che ne fece una riserva di caccia particolarmente gradita a Vittorio Emanuele III.
La gestione è affidata oggi ai Carabinieri Forestali e sono numerose le ricerche che si svolgono sull’isola tendenti a conservare la biodiversità e ricostituire l’originario paesaggio. Quest’anno grazie anche alla collaborazione con il Parco dell’Arcipelago Toscano, sono stati montati impianti fotovoltaici per sostituire i generatori di corrente e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda. I pannelli coprono quasi interamente la necessità di energia per i fabbricati presenti sull’isola. Inoltre sono presenti a Montecristo alcune videocamere di sorveglianza a controllo remoto alimentate anch’esse con propri pannelli fotovoltaici.

FOTO DSIENA – All’interno della Riserva Naturale di Palazzo, viene scaldata l’acqua degli uffici, della falegnameria e delle officine grazie alle centrali geotermiche che sfruttano una fonte di energia alternativa contenuta sotto forma di calore all’interno della terra. La zona è infatti caratterizzata dalla presenza di geyser, lagoni e fumaiole ed in particolare, nel comune di Radicondoli, c’è il pozzo che serve anche la Riserva. Il processo di trasformazione del calore in energia viene seguito da Enel Green Power.

COSENZA – La Riserva Naturale del Cupone è situata in posizione centrale sull’altopiano della Sila Grande. All’interno della Riserva sono tre gli impianti fotovoltaici, uno alimenta le foresterie che vengono utilizzate da ricercatori o personale che segue corsi, un altro, realizzato in collaborazione con il Parco della Sila, serve il Museo della Biodiversità.

PRATOVECCHIO – Le centrali idroelettriche de La Lama e La Nussa fanno parte di un complesso di origine medievale. Sono state impiantate nei primi anni del ‘900 sul luogo di antichi mulini, recuperando così in parte i loro sistemi di derivazione. Quella di La Nussa in stile neo-gotico fu distrutta dai tedeschi e ricostruita nel 1946. Entrambe sono attive e La Lama fornisce energia verde a tutti i fabbricati utilizzati per il controllo del territorio, per le ricerche scientifiche che interessano uno dei luoghi più integri nelle foreste Casentinesi, ed anche per le attività di educazione ambientale.

MARTINA FRANCA - Il Galeone, una masseria completamente ristrutturata in ossequioFOTO E ai criteri originali di costruzione, si sviluppa su una superficie di circa 270 ettari di cui 1.000 metri quadrati coperti, in particolare aule per la didattica, uffici, foresterie, stalle e fienili. Il Galeone è centro d’eccellenza per l’allevamento dei cavalli di razza Murgese, ha approntato un fienile con tetto fotovoltaico che sviluppa un’energia pari a 20 kw. Il locale, inoltre, è stato realizzato al posto di una cava dismessa, e i pannelli fotovoltaici sono perfettamente integrati nel territorio e invisibili, se non con riprese aeree.
Una pala microeolica, alta 6 metri, produce circa 2 kw ed è stata studiata per ridurre totalmente l’impatto sonoro, risultando così silenziosa e non fastidiosa per i volatili che continuano a transitare e nidificare nella zona.
Particolarmente in sintonia con il territorio è il tetto con pannelli solari termici che ha un’inclinazione tale da risultare totalmente invisibile allo sguardo e funzionale per la produzione di acqua calda e per il riscaldamento degli ambienti.
L’acqua, circa 4.000 litri, è utilizzata in tutta la masseria e viene prodotta grazie all’azione integrata dei pannelli termici e di una centrale termica, alimentata con le biomasse prodotte dalla stessa ex Azienda di Stato. La masseria, infatti, nelle sue attività a difesa della biodiversità ed in particolare per la cura e la sopravvivenza delle razze equine Murgesi, produce combustibili naturali perfetti per lo scopo, rappresentando un esempio di piena sostenibilità.
Un altro aspetto legato alla sostenibilità, anche se non afferente alle energie rinnovabili, è la cisterna del XVII secolo che è stata riportata a nuova vita. Essa viene alimentata grazie alla raccolta delle acque piovane che si effettua su tutti i tetti delle costruzioni all’interno dell’Ufficio territoriale. Le acque delle piogge, convogliate attraverso dei canali di scolo, sono spinte verso una vasca che, raggiunto il livello opportuno, le spinge nella cisterna.
La riserva naturale del Galeone, oltre ad essere un’oasi di bellezza e sublime esempio di tutela della natura e della biodiversità, rappresenta un esempio di piena sostenibilità, equilibrio ed armonia tra produzione e ambiente.

CASTEL DI SANGRO – Il Reparto ha realizzato caldaie a biomassa che sfruttano i materiali legnosi residui delle pulizie dei boschi e delle strade riuscendo a coprire il fabbisogno dei locali di Castel di Sangro, circa 250 metri quadrati, e della Riserva del Feudo Intramonti, l'area protetta ubicata alle pendici orientali del Monte Marsicano, un unico importante complesso di eccezionale valore naturalistico ed ambientale. Grazie alla caldaia e al pannello fotovoltaico è possibile provvedere alle esigenze dei circa 350 metri quadrati dove vengono organizzati i servizi per la tutela del territorio, studi e ricerche oltre alle attività di educazione ambientale con migliaia di persone. Anche all’azienda Torre di Feudozzo un pannello fotovoltaico sviluppa 10 kw ed ancora un altro pannello è in via di installazione a Magliano dei Marsi per raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza energetica sostenibile.

FOTC
BELLUNO – Il fotovoltaico è stato utilizzato nelle malghe in montagna ed alimenta sistemi di potabilizzazione e debatterizzazione dell’acqua, necessari per consentirne il consumo umano. Inoltre alcuni mini impianti elettrici sono alimentati con pannelli solari e così trasmittenti, radio ed altri strumenti utili per il servizio di sorveglianza non hanno bisogno di batterie, ma rispettano l’ambiente.