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AMBIENTE
C'E' QUALCOSA NELL'ARIA
06/11/2019


Fumo, odori, polveri e vapori compromettono la vivibilità. Alcuni esempi di giurisprudenza

Le emissioni di fumi in atmosfera in assenza della prescritta autorizzazione si configurano come reato non di danno, ma formale, indipendentemente dalla circostanza che le emissioni superino i valori limite stabiliti.

Non tutte le attività che generano fumi hanno obbligo di autorizzazione, ad esempio ristoranti, rosticcerie, friggitorie, mense sono soltanto tenuti a fare una semplice comunicazione. Si tratta di strutture classificate come impianti attinenti ad emissioni scarsamente rilevanti per le quali non è necessaria l’autorizzazione per le emissioni in atmosfera.

FOTO A“…l’art. 269, comma 1, d. lgs. 152/2006 esclude espressamente l’obbligo dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli impianti di cui all’art. 272, comma 5, del medesimo decreto.

Tale ultima norma, difatti, rinviando a sua volta alla Parte I dell’allegato IV alla parte quinta del decreto 152/2006, effettua una individuazione specifica degli impianti attinenti ad emissioni scarsamente rilevanti per i quali non è necessaria l’autorizzazione per le emissioni in atmosfera.

Tra gli impianti di cui alla parte I dell’allegato IV sono indicati, in particolare, alla lettera e) … «cucine, esercizi di ristorazione collettiva, mense, rosticcerie e friggitorie»”. (Corte di Cassazione Penale, Sez. III, sent. n. 36505 del 10/9/2015) 

FOTO BIl fastidio per i cattivi odori non si avverte soltanto in città, ma anche in campagna. A questo proposito rileva una sentenza della Suprema Corte relativa ad un accertamento basato sulla testimonianza della persona offesa e dell’operatore di polizia giudiziaria intervenuto che hanno riferito di un odore intollerabile e dell’invasione d’insetti causati dalle deiezioni di cavalli al pascolo in un fondo confinante con l’abitazione della persona offesa. “…diversamente, nel caso di attività non autorizzata ovvero di emissione autorizzate, ma che non siamo conseguenza naturale dell’attività, in quanto imputabili a deficienze dell’impianto o a negligenze del gestore, al fine della configurabilità del reato è sufficiente la semplice idoneità a recare molestia alle persone” (Cass. Pen. Sez. III, sent.  n. 40191 dell’11/2/2007)

L’assenza di autorizzazione all’emissione in atmosfera di polveri, fumi e/o vapori, è sanzionata penalmente, in questo caso la sentenza è a carico di un laboratorio di falegnameria. “…ai sensi dell’art. 279, comma 1, del d. lgs. n. 152 del 2006 è sanzionata penalmente l’assenza della prescritta autorizzazione, sia essa quella rilasciata con procedura semplificata, per le attività oggetto di autorizzazione generale, sia essa -a fortiori- quella ordinaria, per le attività che non sono oggetto di autorizzazione generale.” (Cass. Pen. Sez. III, sent. n. 43148 dell’8/11/2012)

“…e nel caso di emissioni idonee a creare molestie alle persone rappresentate da odori, se manca la possibilità di accertare obiettivamente, con adeguati strumenti, l’intensità delle emissioni, «il giudizio sull’esistenza e sulla non tollerabilità delle emissioni stesse ben può basarsi sulle dichiarazioni di testi, specie se a diretta conoscenza dei fatti, quando tali dichiarazioni non si risolvano nell’espressione di valutazione meramente soggettive o in giudizi di natura tecnica ma consistano nel riferimento a quanto oggettivamente percepito dagli stessi dichiaranti»”. (Cass. Pen., Sez. III, sent. n. 42387 del 17/11/2011).

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