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VERO O FALSO
DOLCE FRUTTA
23/04/2021

Consigli per la scelta consapevole del consumatore

a cura del Col. Amedeo De Franceschi Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare


67cf0e3f-c909-4ea0-936f-1f099acdbb25Un antico metodo di conservare la frutta è quello di cuocerla aggiungendo zucchero e mele, le quali, contenendo naturalmente pectina, favoriscono l’addensamento e la consistenza del prodotto finale. Oggi chiamiamo normalmente questo prodotto marmellata. L’etichettatura delle marmellate è regolamentata nel nostro Paese da una legge risalente al 2004 che descrive e delimita le diverse tipologie che vanno dalle marmellate alle confetture per finire alle gelatine di frutta o alle composte.

Si può utilizzare il termine marmellata solo ed esclusivamente per gli alimenti prodotti con agrumi e zucchero e non è possibile mettere in commercio etichette con la dicitura “marmellata di lamponi”. La stessa regola esclusiva vale, come si può ragionevolmente intuire, anche per la crema di marroni la quale può essere prodotta solo con castagne e zucchero.

Le confetture invece sono prodotte utilizzando tutti gli altri tipi di frutta dove in etichetta deve essere indicata sia l’esatta percentuale sia la denominazione della varietà di frutta utilizzata. Per la “confettura extra” la quantità di frutta deve essere uguale o superiore a 450 grammi di polpa per un chilo di prodotto finito, per quella normale non può scendere al di sotto dei 350 grammi. Capita però molto spesso di trovarci di fronte anche a confezioni di “Composte di frutta”: che cosa sono e come si differenziano dalle confetture? Non si tratta di denominazione legale e quindi l’alimento deve essere descritto con precisione, affinché si possa capire la natura del prodotto in mancanza di vincoli di produzione sugli ingredienti e sulla eventuale aggiunta di additivi. Pur potendo sembrare una confettura o una marmellata e tenendo presente che le informazioni sugli alimenti non devono indurre in errore il consumatore sulla natura, identità, proprietà, composizione, etc., sarà fondamentale leggere il contenuto di frutta presente in etichetta.

In ultimo la gelatina di frutta che deriva dalla “mescolanza, sufficientemente gelificata, di zuccheri, di succo di frutta e/o estratto acquoso di una o più specie di frutta”. Attenzione quindi anche alla lettura della “carta di identità” della confettura, se la frutta proviene da agricoltura biologica o se è ad Indicazione Geografica Protetta e, come sempre, segnalare eventuali anomalie ai Carabinieri per la Tutela Agroalimentare.