Menu
Mostra menu
SAPORI E TERRITORI a cura di Viviana Laudani
VIAGGIO DI GUSTO TRA TERRA E MARE
13/06/2019
 

Lo speciale incontro a tavola tra il Basilico Genovese Dop e il Riviera Ligure di Ponente Doc Pigato


Vigneto delle Cinque Terre Se a tavola esiste un celebre connubio made in Liguria, è sicuramente quello tra la pasta al pesto fatto con Basilico Genovese Dop e un buon calice di Riviera Ligure di Ponente Doc Pigato. Insieme formano infatti una gustosa liaison, esprimendo al meglio i profumi e le tradizioni di questa lingua di terra lunga appena pochi chilometri, dove i monti abbracciano il mare.

Autentico emblema dell’agricoltura regionale, il Basilico Genovese Dop è storicamente considerato un prodotto pregiato (basilicum in latino è la traduzione dal greco òkimon=basilico e basileus=re, quindi erba regale), addirittura sacro per gli Egizi. Introdotto dai Romani, anticamente veniva.

sfruttato come pianta ornamentale o per le sue proprietà curative e solo successivamente fu utilizzato in cucina. Oggi è, in particolare, l’ingrediente principe del pesto genovese, una delle salse più apprezzate in Italia e nel resto del mondo che trova soprattutto nei primi piatti la sua naturale esaltazione. La ricetta, che secondo la tradizione ligure va preparata nel mortaio, prevede il basilico in foglie accompagnato da parmigiano reggiano, pecorino sardo, pinoli, aglio, sale e olio extravergine di oliva versato a filo. E a proposito di tradizioni del territorio, un piatto in grado di esaltarne tutti i profumi è sicuramente quello con le trofie al pesto ‘accomodato’ o ‘avvantaggiato’, dove le patate e i fagiolini fanno da sfondo. Mentre a fare da partner ideale sul fronte beverage è senza dubbio un calice di Riviera Ligure di Ponente Doc Pigato. Un vitigno bianco, il Pigato, che oltre ad essere tra le più antiche varietà presenti nella regione, rappresenta anche una delle più autentiche espressioni del territorio, le cui coltivazioni sono sinonimo di viticoltura eroica. Probabilmente giunto in Liguria nel Medioevo, ad opera di una colonia genovese nell’Egeo, deve il suo nome all’espressione ligure “pigau”, che significa macchiato, per via delle piccole macchie color marrone presenti sugli ambrati acini maturi. Insieme al Vermentino (con cui condivide un simile patrimonio genetico), è considerato il portabandiera enoico della regione. Ma se a fare da patria al Vermentino è la Riviera di Levante, per il Pigato occorre orientarsi su quella di Ponente, nelle province di Imperia e Savona.

Di colore giallo paglierino, il Pigato custodisce i caratteristici profumi marini dellacredit_Consorzio di tutela del Basilico Genovese D.O.P. -  macchia Mediterranea insieme a sentori di pesca e di erbe aromatiche e dà il meglio di sé nel primo anno di vita. Al palato presenta una moderata acidità, aromi fruttati di buona intensità e una vena minerale con un gradevole finale sapido. Per le sue caratteristiche si sposa quindi perfettamente con il pesto genovese, creando un particolare gioco di aromi. Si consiglia di strappare la bottiglia almeno una mezz’ora prima di essere consumata e comunque di servirla a una temperatura tra gli 11 e i 14° C.

 

In collaborazione con Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani (FEDERDOC) e Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG).