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SAPORI E TERRITORI a cura di Viviana Laudani
QUESTA ESTATE SI VA IN ROSSO… A TAVOLA
01/07/2018

L’abbinamento Prosciutto Toscano DOP e Rosso di Montalcino DOC è buono tanto in città quanto in riva al mare


FOTO A Immagine1Consorzio Del Prosciutto Toscano_facebook

È uno dei prodotti italiani più conosciuti e rappresenta un fiore all’occhiello del made in Tuscany. Stiamo parlando del Prosciutto Toscano Dop, protagonista da sempre delle tavole d’Italia e del mondo e da sempre considerato cibo prelibato. Ricco di proteine facilmente digeribili, si adatta ad ogni tipo di dieta e stagione e ben si accompagna all’attività sportiva, tanto da essere consumato maggiormente dalle donne di età compresa fra i 30 e i 50 anni (dati al consumo del Consorzio). Che si gusti tra due fette di pane “sciocco” toscano o da solo, è di sicuro un ottimo compagno di pasto, specie se abbinato ad un buon calice di vino rosso, come la sua polpa, anche d’estate. Sì, perchéFOTO B - Centro storico di Montalcino affiancare un rosso fresco a menu estivi non è più una stravaganza da stranieri e nemmeno un tabù, se si opta per vini non troppo corposi, dai tannini morbidi, e si gioca sulla loro corretta temperatura di servizio. In città o in riva al mare, quindi, un buon abbinamento può essere quello con il Rosso di Montalcino Doc. Un vino giovane, di pronta beva e non di grande impegno, che unisce ad una buona struttura doti di particolare vivacità e freschezza che lo rendono piacevole pure nella stagione estiva, se servito tra gli 11 e i 14 °C. Piacevolezza cui fa eco il sapore delicato e la giusta sapidità che caratterizzano il Prosciutto Toscano, Dop dal 1996 grazie all’impegno dei produttori associati al Consorzio di Tutela, che hanno aderito alle regole stabilite dal disciplinare. In realtà, già ai tempi di Carlo Magno esistevano leggi sulla macellazione del maiale e sulla conservazione della sua carne, ma è intorno al XV secolo che l’intero processo produttivo del prosciutto toscano viene regolamentato. Con l’arrivo del disciplinare sono state quindi definitivamente sancite le rigide prescrizioni che ne garantiscono la qualità. A cominciare dai suini - scelti solo se nati, allevati e macellati in Toscana e nelle altre regioni limitrofe e comunque di pura razza o derivati dalle razze tradizionali di base (Large White e Landrace) - fino alla lavorazione, esclusivamente di cosce fresche (non sono ammesse cosce congelate o sottoposte ad altri trattamenti di mantenimento) ed effettuata solo presso prosciuttifici situati nella regione.

 

In collaborazione con Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani (FEDERDOC) e Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG).