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SAPORI E TERRITORI a cura di Viviana Laudani
PRIMAVERA DEL GUSTO IN CAMPANIA
10/04/2019

Asprinio di Aversa Doc e Mozzarella di bufala campana Dop, due prodotti d’eccellenza di una regione ricca di biodiversità alimentare


FOTO A Asprinio - VITE
Se c’è un luogo emblematico della celebre biodiversità del Bel Paese, questo è senza dubbio la Campania. Una regione che vanta una grande varietà di territori, climi e colture: dalla verde Irpinia al blu delle isole, dai terrazzamenti “eroici” della Costiera Amalfitana al vasto Cilento, patria della Dieta Mediterranea.

FOTO B - FOTO VINO Asprinio-di-Aversa-DOCSul fronte ampelografico tale diversità raggiunge la sua massima espressione, grazie a uno straordinario numero di vitigni autoctoni tale da rendere la regione un unicum mondiale. Tra le aree più vocate alla viticoltura c’è sicuramente la cosiddetta Terra di Lavoro, nell’antichità denominata Campania felix, proprio per la sua fertilità. Si tratta dell’attuale provincia di Caserta, dove tra le uve indigene a bacca bianca spicca l’Asprinio. Suggestivo è in particolare il tipico allevamento “ad alberata”, che vuole la vite crescere in verticale e “maritata” ad altre piante fino a formare una parete vegetale che raggiunge i 10/15 metri di altezza. Dal nome si intuisce come questo vitigno sia in grado di donare vini estremamente secchi, caratterizzati da grande freschezza e dall’intenso aroma agrumato. L’elevata acidità inoltre si rivela perfetta per la spumantizzazione che può avvenire sia tramite metodo classico che Martinotti. E vini bianchi fermi e spumanti da Asprinio prevede la denominazione Aversa DOC, che nasce nel 1993 comprendendo diversi comuni del casertano (e tre a nord di Napoli), dove il vitigno in questione riesce a esprimere tutte le sue potenzialità.

L’abbinamento sorge spontaneo, rispettando alla perfezione i canoni del gusto e dellaFOTO C - Composizione mozzarella dop territorialità. Stiamo parlando di quello con la Mozzarella di Bufala Campana DOP, prodotto iconico del Made in Italy. L’introduzione dei bufali in Italia si perde nella notte dei tempi, mentre le prime tracce della mozzarella, nelle piane del Volturno e del Sele, risalgono al XII secolo. Nelle province di Caserta e Salerno avviene tutt’oggi la maggior parte della produzione che, per disciplinare, può avere luogo anche nel resto della regione e nelle province di Latina, Frosinone, Roma, Isernia e Foggia. Nel 2018 si è toccata la quota record di 50 milioni di chilogrammi prodotti: la storia di un grande successo, dovuto senz’altro alla bontà di questa eccellenza. Candida alla vista, con gli aromi di latte, di burro e le sue note erbacee (muschio, fieno o erba fresca a seconda della stagione e quindi di ciò che l’animale mangia), la Mozzarella DOP, fragrante, morbida al morso ma tenace alla masticazione, esplode nel palato, invadendolo grazie alla sua incontenibile succulenza e rivelando così il suo sapore dolce e delicato, in cui non manca una punta di sapidità. Per far fronte a tanta esuberanza e sgrassare il palato, il perlage fine e la freschezza dello spumante brut Aversa DOC sono l’ideale. Raccomandazione sulle temperature di servizio: ben fresco lo spumante, rigorosamente ambiente per la mozzarella.

 

In collaborazione con Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani (FEDERDOC) e Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG).