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SAPORI E TERRITORI a cura di Viviana Laudani
FRANCIACORTA: L’anfiteatro delle bollicine più pregiate
27/04/2018


FranciacortaL’anfiteatro è quello naturale lasciato in eredità, oltre 10.000 anni fa, dai ghiacciai “in ritirata” sul calare dell’era glaciale. Un territorio composto da dolci colline affacciate sul Lago d’Iseo, tra il fiume Oglio e le Alpi Retiche, da secoli conosciuto come Franciacorta (in richiamo alle “curtes francae” esenti da dazi), di cui fanno parte attualmente 19 comuni della provincia di Brescia. Qui a recitare il ruolo di protagonista sono senza dubbio le pregiate bollicine del Franciacorta DOCG. Se nella zona la coltivazione della vite e la pratica della spumantizzazione sembrano avere origini antiche, la nascita del vino Franciacorta è ben più recente. È nella seconda metà del ‘900 che si comprende infatti come, grazie alle condizioni climatiche e alla ricchezza minerale dei terreni, la Franciacorta fosse il luogo ideale per una viticoltura di qualità. Questo grazie ai suoi vitigni, Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco e (per ultimo)Formaggio-Silter l’autoctono Erbamat, ma anche al severo disciplinare di produzione, che prevede uve raccolte rigorosamente a mano e rifermentazione esclusivamente in bottiglia. È così che il Franciacorta diviene in pochi decenni uno dei vini più apprezzati al mondo.

Diverse le tipologie previste, tutte accomunate da grande eleganza, da un perlage molto fine, da profumi floreali e fruttati. Tra i tanti prodotti gastronomici del territorio adatti al ruolo di coprotagonista, troviamo il Silter DOP, un formaggio a latte crudo vaccino proveniente da razze tipiche di montagna (Grigio Alpina, Pezzata Rossa e Bruna). Con il suo sapore dolce e gli aromi tipici di frutta secca, il Silter è il partner ideale per la versione Demi-Sec del Franciacorta: un fine pasto da standing ovation.

 

In collaborazione con Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani (FEDERDOC) e Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG).

 

VERO O FALSO

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA

Qualche utile suggerimento per la scelta consapevole del consumatore

a cura del Col. Amedeo De Franceschi Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari

 

FOTO OLIOL’olio extravergine di oliva (Evo) deve essere ottenuto esclusivamente con procedimenti meccanici di estrazione e non deve presentare difetti organolettici all’olfatto e al gusto (riscaldo, avvinato, muffa, rancido, etc.). Il prezzo può andare dai 3 euro al litro sino ai 20-25 Euro e quindi è molto alta la probabilità di essere truffati. Sulla durata di conservazione dell’Evo, è bene ricordare che la raccolta delle olive si effettua a partire dal mese di ottobre e in casi eccezionali si protrae sino alla fine di dicembre. L’olio nuovo ha un elevato contenuto di sostanze polifenoliche (antiossidanti), responsabili del gusto amaro e piccante, pertanto un olio “vecchio” lo si può riconoscere a parità di varietà utilizzata per la mancanza di questa caratteristica. Teme sia il calore che i raggi ultravioletti e in queste condizioni si trasforma nel giro di pochissimo tempo in un olio lampante con il difetto di rancido. L’acidità è dovuta alla presenza di acido oleico libero, la cui misurazione serve a capire se l’olio sia fresco o rancido o se ottenuto dalla lavorazione di olive sane ed estratto e conservato nelle migliori condizioni.

La recente normativa riguardo all’etichetta prevede che se l’olio extravergine è italiano e proviene da una sola annata o campagna olearia, vi è l’obbligo del produttore/confezionatore di riportare l’annata ben visibile, pena multe salate. Viceversa se non si trova questa importante indicazione su una confezione etichettata come 100% italiana ci troviamo di fronte ad una miscela di olio extravergine vecchio e nuovo.