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CAMBIO AL VERTICE DEI CARABINIERI FORESTALI
28/06/2021

Il Generale di Divisione Antonio Pietro Marzo è il nuovo Comandante delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari


FOTO A - Foto Luigi Di BattistaTra le antiche mura della Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale, dove sono custodite le tradizioni, la cultura e la gloriosa storia del Corpo forestale dello Stato, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata, Teo Luzi, è avvenuta la cerimonia di avvicendamento fra il Generale di Corpo d’Armata, Ciro D’Angelo e il Generale di Divisione, Antonio Pietro Marzo, subentrante nella carica di Comandante delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari Carabinieri (CUFA).

“È stato un onore e un privilegio guidare negli ultimi due anni di servizio della mia carriera il Comando delle Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, al quale ho dedicato senza riserva ogni energia fisica e morale – ha detto il Generale di Corpo d’Armata, Ciro D’Angelo nel suo discorso di commiato - per conseguire le migliori condizioni di efficienza dei reparti dipendenti, la cura e il benessere di tutti i militari nonché degli operai forestali sparsi in tutta Italia. A tutti loro rivolgo il mio grazie per la collaborazione ricevuta a tutti i livelli, in maniera generosa, fattiva e determinante, quanto mai indispensabile in un periodo che ha visto consolidare l’ultima grande Unità di vertice dell’Arma nata nel 2017, unica nel suo genere e preposta alla tutela dei beni più preziosi che ci sono per i contemporanei e per le generazioni future: l’ambiente che ci circonda e la ricchezza del Creato nelle sue straordinarie bellezze e tipicità naturali, faunistiche, vegetali ed agroalimentari italiane”.

Il Comandante Generale, Teo Luzi, prendendo la parola durante la cerimonia haFOTO B DSC_1938 - Foto di Aldo Papi sottolineato quanto sia importante salvaguardare il territorio nazionale dalle insidie. “L’Italia è un Paese altamente antropizzato e le minacce arrivano anche dall’estero, perché l’ambiente è ormai globale e, se dovessero diventare reali, arrecherebbero danni a tutti. Il nostro Paese però ha la fortuna di avere una componente forestale che ha una storia ultracentenaria e una grande esperienza in materia di prevenzione, tutela ambientale e conservazione della biodiversità, nonché investigativa. Qualcosa di unico a livello mondiale che deve dare fiducia ai cittadini. È un comparto che va valorizzato – continua Luzi - a cui i cittadini devono guardare con gratitudine perché sono i salvatori delle future generazioni. Una componente nella quale crediamo per l’importanza che riveste sul territorio nazionale. “La Scuola di Cittaducale – ha concluso il Comandante Generale – rappresenta l’Unità del Comparto e custodisce la Bandiera del Corpo Forestale, simbolo di una storia gloriosa che deve essere da stimolo per guardare al futuro e ci deve ispirare da un punto di vista operativo e morale”.

“Ho visto due realtà incontrarsi – ha detto il Generale Marzo nel suo discorso di insediamento - il Corpo forestale dello Stato e l’Arma dei Carabinieri, ho conosciuto grandi donne e grandi uomini, ho visto nascere idee e realizzare progetti, ho visto il superamento di tante incertezze e la risoluzione di tante criticità. Siamo andati oltre le difficoltà perché sapevamo che insieme avremmo trovato la soluzione. La vostra passione nel fare, il genuino e autentico spirito di servizio, la naturale predisposizione a prendervi cura della natura e a proteggere ogni piccola parte del Creato, mi hanno consentito di instaurare sin dal primo momento rapporti di collaborazione professionale leali, proficui e fondati sul rispetto reciproco. La nostra missione istituzionale – ha detto il Generale Marzo – qualifica e giustifica la fierezza di essere interpreti autentici ed esclusivi in Italia delle esigenze particolari del territorio e del bisogno dei cittadini di oggi e delle generazioni future, di vivere in un sistema che garantisca salute, sicurezza ed equi rapporti sociali. Consentire la perdita della biodiversità equivale a consentire alla Terra che è Madre, di perdere vita. Preservare gli ecosistemi è un dovere fondamentale per la civiltà umana, per la sua sopravvivenza e la sua prosperità. L’Ambiente rappresenta la forma più autentica della nostra memoria, l’elemento fondamentale dell’identità culturale e umana, da preservare e tramandare alle generazioni future. Oggi più che mai siamo chiamati a dare il nostro contributo affinché questo momento di crisi, che ha coinvolto tutta l’Umanità, si trasformi in opportunità di crescita”.