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PIANETA ANIMALI  a cura di Monica Nocciolini
PIANETA ANIMALI - N° 122
28/06/2021


COL DINOSAURO SUL CANAPÈ

DOMESTICI - Iguana 2Dai circa 50 centimetri di amabile lucertolina, diventa un dinosauretto di tutto rispetto da 2 metri e mezzo in natura e poco meno in cattività. Nutrirlo è piuttosto semplice, scaldarlo meno. I maschi possono manifestare caratteraccio data l’inclinazione alla territorialità, ed è meglio girare al largo quando fanno oscillare ritmicamente la testa o aprono la bocca. Signore e signori: ecco Sua Real Fissità messer l’iguana, da una decina d’anni sempre più presente anche nelle case italiane. Con la sua vita media di 13 anni e punte fino a 20, è un pet longevo sulla cui adozione ben riflettere perché se l’entusiasmo passa, l’iguana però resta. La sua gestione in ambiente domestico richiede una meticolosa attenzione a spazi e temperature, da cui dipende la salute metabolica del rettile. Merita di potersi muovere con agio e così, vista la dimensione adulta, il suo terrario rammenterà da vicino un monolocale. Serve una pianta sui cui rami l’amico esotico trascorrerà del tempo e che non potranno certo essere fuscelli. Necessita poi di temperatura stabile tra 28 e 32 gradi centigradi e di un tasso di umidità fra il 70 e l’85% con in più una vasca dove bagnarsi a volontà. Se l’ambiente adatto c’è e la voglia di un compagno di vita non convenzionale pure, allora ok: s’avanzi l’iguana! Come sceglierlo? D’allevamento e con tutta la documentazione Cites specifica, imperativo. La provenienza da farm o da cattura impoverisce infatti gli ecosistemi dei quali la specie è autoctona, sottraendo esemplari o uova. La certificazione è d’obbligo e serve a tutelare l’iguana dall’estinzione sul cui sentiero si è incamminato, finendo sotto l’ombrello di tutela della Convenzione di Washington che, dal 1973, protegge alcune specie dallo sfruttamento eccessivo. Se si è scelto di affrontare l’iter e avere un minidinosauro per amico sul canapè, ecco inaugurata una lunga amicizia. Addestrarlo a fare alcunché è praticamente impossibile e la pienezza di relazione no, non è nelle sue corde. Se però il carattere dell’individuo lo consente, può essere accarezzato per ore ed ore senza che muova squama. Per gli amanti del genere, l’iguana ha anche un significato onirico legato alla fissità e al distacco emotivo. La sua dieta non è complicata, poiché per lo più vegetariana e spazia tra verdure, frutta, fiori e legumi. I talloni d’Achille di questo sauro, a livello di malattie, sono le disfunzioni metaboliche legate a un’errata somministrazione di luce e calore che possono indurre carenze di calcio e di mineralizzazione ossea soprattutto a carico delle zampe, la parte più delicata dell’iguana. Ancora, la bestiola può andare incontro a infezioni dell’apparato gastrointestinale o venire aggredita dai parassiti, se l’igiene e la pulizia non sono accurati. La malattia più grave, però, per l’iguana è lo stress: se non si adatta all’ambiente artificiale che gli è stato creato, il malessere può provocare più di un danno a livello biologico. La rincorsa a riparare potrebbe rivelarsi un precipizio.

 

IL LOMBRICO SU MISURA

REDDITO - Lombricoltura 3Da reddito, certo, ma anche da produzione o in miniatura così per hobby nel cantuccio del balcone: si può ritagliare su misura l’allevamento di lombrichi per generare e poi vendere humus, un ammendante organico completamente naturale sul mercato dagli 85 centesimi di euro in su. Per diletto o professione, avviare l’attività di lombricoltura è alla portata di chiunque abbia un giardino, un orto o comunque del terreno. Vale anche la lettiera, 2 metri quadrati la dimensione per un investimento intorno ai 200 euro. Come si fa? Si posano i lombrichi nel terreno e li si nutre con avanzi di cibo, sfalci del giardino, foglie a fine ciclo o comunque tutti gli scarti organici in decomposizione che vanno semplicemente lasciati sulla terra abitata dai lombrichi. Per completare il processo di produzione dell’humus vanno poi alimentati con letame di origine animale. Per il resto fanno tutto da soli: mangiano, metabolizzano e restituiscono l’humus. E sì: si riproducono, tanto che già dopo tre o quattro mesi saranno raddoppiati. Attenzione perché ci sono tipi più operosi e produttivi di altri. Il lombrico più adatto a fabbricare humus è il “rosso di California”, in grado di restituire fino al 70-80% di quel che mangia. Che non è poco, perché lui è un autentico ghiottone che ogni giorno assume una quantità di cibo pari al proprio peso. È poi adatto all’allevamento in spazi aperti poiché ha indole pantofolaia e se trova il nutrimento che gli serve nella propria lettiera non se ne allontana.

 

L’INSIDIA DELLA BATTIGIA

FOTOL’aria si scalda ed è già possibile gustarsi una passeggiata in riva al mare con l’acqua alle caviglie. Ma se si calpesta una tracina, allora son dolori. Chi è questo nemico invisibile in battigia, trappola nascosta delle acque bassissime? Nota anche come pesce ragno o tracina drago, ha il suo habitat d’elezione nei fondali sabbiosi o fangosi. Deve l’attributo di “drago” alle 5 o 7 spine dorsali che il pesce alza durante la caccia o se si sente minacciato. Vedersi arrivare un piede contro, può ben metterlo sulle difensive. Il contatto si traduce in una puntura velenosa. Le spine della tracina, infatti, sono connesse a un tessuto spugnoso che secerne una sostanza proteica tossica e dolorosa per via della presenza di dracotossina. Se capita, che fare? In caso di sintomi da shock anafilattico quali respiro difficoltoso, tachicardia o sudorazione, chiamare subito il soccorso sanitario d’emergenza. Fuori da quest’ambito, come prima cosa va spremuta l’area punta, di solito la pianta del piede, facendo uscire più veleno possibile e controllando che non siano presenti aculei. Nel caso vanno estratti per scongiurare infezioni. La puntura di tracina va poi trattata in maniera affine a quella della medusa, mettendosi all’ombra e immergendo la parte punta in acqua calda. La proteina è infatti termolabile. Bere molto aiuta, va bene l’acqua tiepida in piccoli sorsi. È il caso di concedersi riposo e quiete, perché alla sintomatologia dolorosa possono aggiungersi anche dopo ore nausea, vomito e tremori. Anche in questo caso, meglio farsi vedere al Pronto Soccorso.