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PIANETA ANIMALI  a cura di Monica Nocciolini
API 3.0
11/04/2019


REDDITO - Api 1 alveareÈ di precisione la nuova frontiera dell’apicoltura. Merito della tecnologia applicata alle arnie oggi in grado di rilevare parametri di produzione, salute e benessere delle api trasmettendo il tutto da remoto all’apicoltore ovunque si trovi. A cimentarsi nelle arnie 3.0 ci sono start up, ingegneri, veterinari e informatici ma anche etologi, pronti a studiare senza disturbarlo quel piccolo universo organizzato che è l’alveare. Operosità, distribuzione dei compiti, gerarchia interna al gruppo: nulla sfugge all’arnia del Terzo Millennio.

Se in parte questo fiorire di nuove applicazioni nel comparto apistico, facilitando le operazioni, asseconda la moda dell’alveare domestico – negli Stati Uniti ormai un vero e proprio must fin sui grattacieli di Manhattan – in realtà il passo avanti nel futuro reca vantaggi fondamentali a chi dell’apicoltura fa la propria professione.

Intanto perché con i nuovi dispositivi le arnie sono localizzabili, il che le protegge dai furti sempre più frequenti ma anche perché ne aiuta il recupero in caso di calamità naturali. Merito di sistemi Gps a emissione elettromagnetica zero, dunque capaci di non interferire con le comunicazioni tra ape e ape.

E poi ci sono tutti gli altri parametri rilevabili “in remoto” senza andare di persona a stressare le api. Umidità, ad esempio, o livelli di produzione attraverso bilance integrate. Ma anche la temperatura: se si abbassa può essere indicatore di malattie insorgenti, e se si innalza può dar luogo al fenomeno della sciamatura. Avere informazioni in tempo reale tramite cloud, dove i dati si raccolgono e rimangono a disposizione dell’apicoltore, consente di intervenire e preservare il patrimonio apicolo tanto prezioso per l’intero ecosistema nonché la produzione di goloso miele.