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OMNIBUS a cura di Annalisa Maiorano
Omnibus N° 121
07/05/2021


IL SATELLITE DI LEGNO

FOTO ALa Sumitomo Forestry, azienda che gestisce 16.500 ettari di foreste in Giappone, sta progettando assieme all'Università di Kyoto i primi satelliti in legno per combattere il fenomeno dei detriti che orbitano attorno alla Terra. Il progetto dovrebbe diventare realtà nel 2023. L’obiettivo è quello di avere dei satelliti che rientrando nell’atmosfera brucino senza rilasciare sostanze nocive, evitando così che i frammenti raggiungano il suolo. È stato stimato, infatti, che nei prossimi dieci anni verranno lanciati in orbita ogni anno circa mille satelliti, una cifra importante considerando che attualmente orbitano attorno al Pianeta meno di cinquemila apparecchi. La società sta lavorando allo sviluppo di materiali in legno altamente resistenti ai cambiamenti di temperatura e alla luce solare.

 

STRADE DI GOMMA

FOTO BSecondo i dati forniti da Ecopneus, principale operatore nella gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) in Italia, fino ad oggi sono stati realizzati nel nostro Paese circa 600 km di strade con l'impiego di asfalti modificati con gomma riciclata da PFU, una distanza che potrebbe coprire il tragitto da Roma a Milano. Una soluzione innovativa e vantaggiosa, diffusa da oltre 60 anni in tutto il mondo e che in Italia sta trovando sempre maggiori conferme. Già 42 province hanno scelto di affidarsi a questa valida tecnologia. Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Trentino-Alto Adige le regioni in cui sono state realizzate le esperienze più significative. Gli asfalti modificati con gomma riciclata rappresentano una tra le soluzioni più interessanti per le pubbliche amministrazioni e gli enti gestori del patrimonio stradale italiano in quanto permettono di investire al meglio le risorse economiche destinate alle infrastrutture, riducendo l'impatto ambientale dell'attività di costruzione e i costi riferiti alla manutenzione delle strade.

 

IGLOO ARTIFICIALI PER IL PINGUINO IMPERATORE

FOTO C di Sajjad Navidi



Foto S. Navidi











Il pinguino imperatore potrebbe estinguersi fra 80 anni a causa del riscaldamento globale. Per aiutare la sopravvivenza della specie e allo stesso tempo rallentare lo scioglimento del ghiaccio polare, un architetto iraniano, Sajjad Navidi, ha inventato il Penguin Protection System, una protezione composta da due parti: l’igloo sopra e lo spazio poroso sotto l’acqua. Nella parte alta gli uccelli avranno un rifugio artificiale in cui poter deporre le uova e prendersi cura dei loro piccoli senza temere che la struttura si sciolga prima che nascano. La parte inferiore invece, ispirata a una spugna marina, è collegata a un pendolo oscillante che produce elettricità utile a raffreddare il ghiaccio circostante. La parte subacquea del sistema di protezione è indipendente. Quindi, qualora si rendesse necessario, si potrà separarla in modo intelligente dall’igloo e spostarla verso le aree di ghiaccio che si stanno sciogliendo.