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OMNIBUS a cura di Annalisa Maiorano
L’ANIMA PICCANTE DEL POMODORO
10/04/2019


pomodoro_peperoncinoLa notizia arriva dal Brasile. Il pomodoro nasconderebbe un'anima piccante. Lontano parente del peperoncino, da cui si è separato 19 milioni di anni fa, il pomodoro conserverebbe dentro di sé, ma sopiti, alcuni geni per la produzione di molecole pungenti. I ricercatori dell'Università Federale di Viçosa stanno studiando un modo per risvegliarli, per produrre pomodori piccanti da usare non solo in cucina. Grazie a innovative tecniche di editing genetico sarebbe teoricamente possibile fare in modo che anche i pomodori esprimano i geni necessari a produrre capsaicina: il team brasiliano ci starebbe già lavorando, e non solo per un vezzo culinario, ma per favorire la produzione e l'utilizzo commerciale di una sostanza che, oltre a infiammare le bocche, ha importanti proprietà nutrizionali, antibiotiche, analgesiche e dimagranti. La pianta di pomodoro è molto più facile ed economica da far crescere. Una variazione della Crispr-Cas9 potrebbe favorire e attivare i geni dormienti e trasformare i pomodori in "biofabbriche" di capsaicina, dando origine a frutti inusuali, da trovare sugli scaffali dei supermercati. Ad oggi si conoscono almeno 23 tipi diversi di capsaicinoidi presenti nel peperoncino: la piccantezza del frutto dipende dai geni che regolano il processo di produzione di queste molecole. Il sequenziamento del Dna del pomodoro ha dimostrato che l'ortaggio ha i geni per i capsaicinoidi, ma non la “sveglia” molecolare che li attiva. Per capire come “caricarla”, i ricercatori stanno sperimentando "diversi approcci alternativi", racconta il biologo Zsogon. "Uno consiste nell'attivare i geni candidati uno alla volta per vedere cosa accade e quali molecole vengono prodotte".