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NATURAL SURVIVAL
UNA NOTTE NEL BOSCO
27/12/2018

di Marco Priori



IMG_6042Con l’arrivo dell’autunno molte persone si avventurano nei boschi, chi sulla scia degli appassionanti trekking estivi, chi in cerca di tartufi e funghi. Ma anche in questo periodo dell’anno si può incorrere in problemi gravi se non si pone la dovuta attenzione. Il terreno è più scivoloso e umido, è più probabile imbattersi nella nebbia e le giornate sono decisamente più corte. Tutti fattori che possono far perdere l’orientamento, andare incontro ad infortuni e conseguentemente costringere a trascorrere una notte all’addiaccio. Prima di partire è quindi importante lasciar detto a qualcuno dove si ha intenzione di andare e per quando si prevede di tornare.

Se ci rendiamo conto che non faremo in tempo a rientrare, la questione cruciale è risparmiare le energie e non farsi prendere dal panico. L’Ordine Sacro, ovvero Riparo, Acqua, Fuoco e Cibo, ci detta quali sono le priorità a cui dovremo necessariamente attenerci. Ma prima di tutto c’è un altro punto fondamentale: stare calmi. Nella maggior parte dei casi situazioni di questo tipo possono finire male a causa del panico che ci porta a commettere errori fatali, come scivolare da una scarpata nel tentativo disperato di arrampicarsi. Quindi prima di tutto è bene sedersi, respirare profondamente e trovare la positività per non mollare.

Dopo il panico il pericolo maggiore è l’ipotermia. Il miglior modo per conservare il calore del nostro corpo è aumentare l’isolamento termico. Le foglie inserite nei nostri vestiti faranno un eccellente lavoro. Per trattenerle si devono rimboccare i pantaloni nei calzini e la maglia nei pantaloni. Se non si sa come realizzare un riparo è di cruciale importanza accumulare una grossa quantità di foglie sia per creare una sorta di materasso che per coprirci durante la notte. Ovviamente, dovremo scegliere un punto privo di pericoli in cui coricarci (rami secchi pericolanti, bordi di scarpate, ecc.).

Se non sappiamo dove trovare acqua potabile dobbiamo conservare quella già accumulata nel nostro corpo. Una regola importante è fare qualunque attività a bocca chiusa e senza sudare. Ho risalito così un canyon di 700 metri di dislivello per un’intera giornata senza un solo sorso d’acqua ed è del tutto possibile.

Il fuoco non è fondamentale in questa situazione. Inoltre, se non si hanno le attrezzature giuste e la tecnica per accenderlo, tentare senza successo porterebbe a un enorme dispendio di energia.

Per il cibo non dovremo preoccuparci. Uno o due giorni senza mangiare sarà l'ultimo dei nostri problemi.

Cercare di dormire e rilassarsi è importante per recuperare energie per il giorno seguente, mentre spostarsi di notte, anche con una torcia, potrebbe comportare gravi rischi, soprattutto se non sappiamo dove stiamo andando. La mattina seguente raggiungiamo un punto elevato e osserviamo ciò che abbiamo intorno cercando qualche riferimento. Avere una mappa con sé è sempre consigliabile. Una volta individuato qualche punto noto, memorizziamo dei riferimenti intermedi e studiamo il percorso da seguire. Bisogna ricordarsi che se dovessimo per qualche ragione ripercorrere a ritroso un sentiero potremmo non riconoscerlo. Lasciamo quindi segni del nostro passaggio, tipo bastoni poggiati sui tronchi d'albero o sassi impilati. Questi potrebbero servire anche ai soccorritori per ritrovarci.