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NATURAL SURVIVAL
UN CIELO PIENO DI STELLE
07/05/2021


Foto G. Lovato











Foto G. Lovato






Nelle notti serene, lontani dall’inquinamento luminoso delle grandi città, sopra di noi appare una meraviglia in grado di affascinare chiunque: il cielo stellato. La volta celeste notturna ha sempre ispirato l'Uomo. Miti, leggende e riti di tutti i tempi sono in qualche modo legati al firmamento e personaggi fantastici compongono quelle che chiamiamo costellazioni. Lo studio sistematico degli astri risale a molti millenni prima di Cristo e fu indispensabile per l'esplorazione di tanti angoli del nostro pianeta. Avere dei riferimenti durante la notte è talmente importante che i grandi esploratori consideravano gli astri come compagni di vita e la volta stellata come il tetto della loro casa. Naturalmente la nostra storia esplorativa è principalmente legata all’emisfero boreale dove si estende la maggior parte delle terre emerse (l’Europa, il nord Africa, l’America settentrionale e l’Asia). Per questo la Stella Polare (chiamata anche Polaris) è considerata il punto di riferimento per eccellenza. La sua proiezione verticale sull’orizzonte ci indica il Nord, da cui poi possiamo risalire a tutti gli altri punti cardinali.

Come si vede dal bellissimo scatto con esposizione di 20 minuti del mio amico fotografo Giovanni Lovato, l’asse terrestre punta proprio verso questa stella, mentre le altre sembrano ruotare in senso antiorario sorgendo da Est e tramontando ad Ovest esattamente come fa il Sole. Come è noto, in realtà è la Terra a ruotare sul proprio asse, verso oriente (Est).

Come può esserci utile tutto questo? Se non si è preparati, sconsiglio sempre di muoversi in Natura durante la notte, a meno che non sia indispensabile, perché un momento di distrazione e la scarsa visibilità possono portare ad incidenti anche gravi. A volte mi è capitato di approntare un campo nei boschi del Canada dove, per via degli orsi, c’è la necessità di appendere il cibo su un albero distante dal luogo dove si dorme. Dovevo attraversare al buio tratti di bosco dove la vegetazione appare tutta uguale e per questo il mio sguardo era sempre rivolto ai punti luminosi del firmamento. Il disorientamento è una delle prime cause del panico, in conseguenza di cui si possono commettere errori a volte anche fatali. Ma grazie alle stelle puoi individuare la direzione da prendere a ritroso e rientrare senza difficoltà. Naturalmente tutto cambia quando il cielo è nuvoloso e in questi casi bisogna essere ancora più accorti.

La brillante Stella Polare è la punta del timone della costellazione del Piccolo Carro, la quale però nel complesso non è ben visibile soprattutto in presenza di inquinamento luminoso. Tuttavia, almeno altre due costellazioni ci consentono di individuare Polaris a colpo d’occhio. Sono il più noto ed evidente Grande Carro (sette stelle luminose che costituiscono la porzione posteriore e la coda della più vasta “Orsa Maggiore”) e Cassiopea (cinque stelle disposte a formare una W). Nel primo caso è sufficiente prolungare per cinque volte la distanza tra le due ultime stelle che compongono la “cabina” del carro, ovvero quella che appare come un trapezio, per arrivare alla Stella Polare, ben luminosa in un’area dove le altre sono più deboli. Se invece prendiamo come riferimento Cassiopea e congiungiamo con una linea le due punte esterne della W, otteniamo un segmento che, raddoppiato e proiettato ad angolo retto dal vertice più svasato della W, ci porterà in prossimità di Polaris. Conoscendo questi due metodi è facile individuare la Stella Polare in qualsiasi stagione dell’anno, dato che a volte il Grande Carro risulta basso all’orizzonte e potrebbe essere coperto da alberi o rilievi montuosi.