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NATURAL SURVIVAL
PICCOLI DOLOROSI INCONTRI
08/01/2020


VermocaneQuando siamo in natura, ci sono piccoli animali che richiedono un'attenzione maggiore rispetto a quelli più grandi che invece frequentemente destano preoccupazione nei meno esperti. La conoscenza dell'ambiente e questa attenzione rendono sempre entusiasmanti le nostre esperienze all'aria aperta. I mass media giocano un ruolo molto importante perché spesso mettono in risalto alcuni aspetti che pongono l'ambiente naturale sotto una luce quasi ostile verso gli esseri umani. E allora, se ci troviamo in montagna o nei boschi ci viene in mente che ci potrebbero essere animali molto aggressivi come lupi, orsi o cinghiali, mentre al mare immaginiamo che potrebbe concretizzarsi un pericolosissimo incontro con lo squalo. Ovviamente la possibilità di trovare questi animali lungo il nostro percorso, seppur remota, esiste. E spesso, riuscire ad osservarli nel loro habitat è un evento estremamente coinvolgente. Prendere le dovute precauzioni e mantenere la giusta distanza farà sì che tale occasione rimanga tra i bellissimi ricordi dell'escursione. È difficile che accada un "incidente", a meno che un nostro comportamento non faccia scattare una reazione violenta nell'animale stesso. Di sicuro, però, ci sono numerosissimi eventi a cui spesso non si pensa, che possono comunque creare contrattempi e disagi. Si tratta dell'incontro con animali molto piccoli, come ad esempio insetti e aracnidi, sulla terraferma, e meduse o piccoli pesci, in mare. Le api e le vespe, seppur animali non particolarmente aggressivi, possono pungere con una certa facilità. Per lenire il dolore ci sono prodotti specifici oppure impacchi freddi. Bisogna comunque stare attenti ad eventuali reazioni allergiche. Quando si passa o ci si sdraia nelle zone erbose o coperte di foglie si può venire a contatto con parassiti come le zecche. Il rischio che questi piccoli animali si attacchino alla nostra pelle si riduce indossando pantaloni lunghi e scuotendo regolarmente gli abiti. Negli ultimi anni si è diffusa una sorta di fobia mediatica legata a un piccolo aracnide da sempre presente nel nostro territorio: il ragno violino (Loxosceles rufescens). È un animale piuttosto schivo, dalle abitudini notturne e per questo chiamato anche ragno eremita. Seppure in rari casi possono esserci delle complicanze importanti dovute sia al veleno sia agli eventuali batteri inoculati, se la persona è in salute il suo morso comporta la maggior parte delle volte solo un arrossamento facilmente gestibile. Gli amanti del mare, invece, avranno certamente sentito parlare del cosiddetto “Vermocane” (Hermodice carunculata). È un animale colorato piacevole da osservare, che si muove tra le rocce del fondale in cerca di resti organici di cui nutrirsi. C’è la falsa credenza che se si sente minacciato scagli le setole urticanti addosso all'aggressore. La peluria è uncinata e si attacca facilmente alla pelle in caso di contatto accidentale con l’animale, dando una fortissima sensazione di bruciore. La rimozione deve essere effettuata tramite nastro adesivo e senza strofinare la parte. Poi va applicata una crema al cloruro di alluminio così come si farebbe se si sfiorassero i tentacoli di una medusa. Le situazioni che si possono presentare sono quindi molteplici ed essere preparati ci farà evitare “dolorosi” ricordi.