Menu
Mostra menu
NATURAL SURVIVAL
IL RIPARO DI EMERGENZA
01/07/2018


foto SCELTA DA SCHIARIRE

Prima di affrontare un’escursione bisognerebbe pianificarla in modo tale da ridurre al minimo rischi e contrattempi. Se però dovessimo incontrare delle difficoltà lungo il percorso, ci perdessimo o comunque non riuscissimo a concludere il giro prima della notte dovremmo essere in grado di trascorrere le ore notturne al sicuro dal principale rischio: l’ipotermia.

Nel Natural Survival esiste un “ordine sacro” delle priorità e il primo punto è proprio avere un riparo adeguato. Il tipo di rifugio da scegliere dipende da molti fattori quali attrezzatura, location, condizioni meteo, temperatura, manto nevoso, possibilità di accendere un fuoco, e dalle nostre forze.

In caso di estrema necessità, una cavità della roccia o un grande albero caduto potrebbero essere luoghi adatti sotto cui rifugiarsi. Ma se abbiamo più tempo dovremmo dedicarci a realizzare un riparo adeguato a farci riposare in modo confortevole e recuperare preziose energie.

Con un telo plastificato, tipo quelli con occhielli in metallo, potremo creare una sorta di tenda a due falde chiudendo poi l’ingresso con lo zaino. Servono solo due bastoni alti circa fino all’anca, con forma ad Y, e un terzo palo abbastanza dritto e lungo almeno come la nostra altezza con il braccio disteso. Una volta incrociati i tre pali la struttura sarà molto stabile. Il telo si può fissare con dei picchetti improvvisati. Se ben fatto questo riparo non necessita di cordami e protegge ottimamente dal vento e dalla pioggia.

Per conservare il proprio calore bisogna indossare tutti i vestiti che abbiamo con noi e creare un materasso di foglie in modo tale da isolarci dal freddo terreno. Se non abbiamo la coperta isotermica d’emergenza e ci sono temperature rigide, bisogna riempire tutto il riparo con abbondante fogliame che creerà intorno a noi una sorta di sacco a pelo naturale. Se poi non ci fossero abbastanza foglie da poter riempire il riparo, la soluzione più calda sarà quella di mettere i calzini sopra i pantaloni e riempire l’interno di questi ultimi di più fogliame possibile; poi si rimboccherà la maglietta nei pantaloni e si riempirà anche questa completamente di foglie. All’inizio sarà un po' scomodo ma la sensazione di tepore non tarderà ad arrivare. Ricordo che si tratta pur sempre di una situazione di emergenza.

Se non si ha alcun equipaggiamento extra si può realizzare il cosiddetto Debris Hut. La struttura è analoga a quella sopra descritta ma al posto delle falde del telo si mettono rami trasversali che verranno poi coperti di abbondante fogliame secco che useremo anche per riempirne l’interno. In ogni situazione, usare legna secca ci permetterà di non danneggiare l’ambiente intorno a noi e nel contempo non avremo bisogno di un coltello o altro strumento da taglio.

Qualunque sia la scelta del riparo in cui dormiremo bisogna prima avere l’accortezza di verificare che ci sia la giusta quantità di materiali di cui abbiamo bisogno. Inoltre, vanno analizzati i pericoli che potrebbero incombere durante la notte. Dobbiamo tenerci lontani da piante o rami pericolanti, dai piedi di un pendio o da una volta rocciosa da cui potrebbero cadere sassi, da aree allagabili. E dovremo fare attenzione a non costruire il riparo inavvertitamente sopra a un formicaio!

Se faremo le cose per bene, senza panico, non avremo problemi a trascorrere la notte lì fuori e sarà anche questa una bella avventura da raccontare in futuro ai nipoti.