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NATURAL SURVIVAL
CORDAMI DI EMERGENZA
18/10/2019


IMG_0443La corretta pianificazione e l'uso di materiali di qualità riduce di molto le spiacevoli sorprese durante le escursioni. Nonostante tutto, possono capitare piccoli inconvenienti come rompere uno spallaccio dello zaino o la cinghia della borraccia. Potrebbe anche accadere che la suola della scarpa si scolli completamente nella parte anteriore, rendendoci impossibile proseguire.

Per queste evenienze sarebbe opportuno avere nel proprio zaino un cordino o del nastro adesivo telato, ma possiamo riuscire a trovare soluzioni estremamente funzionali anche grazie a ciò che la natura ci mette a disposizione.

I materiali naturali utili a realizzare una corda possono essere suddivisi principalmente in quattro categorie: fibre della corteccia interna del tronco di un albero, fibre di piante erbacee con stelo, rami perimetrali flessibili (vimini), radichette degli alberi.

Naturalmente, quando si realizza una corda bisogna progettarla in funzione del suo scopo. Per esempio, se si ha bisogno di qualcosa per legare una fascina di legni da portare al campo, sarà sufficiente una fettuccia di materiale vegetale resistente. Con lo stesso principio si può realizzare una cinghia per lo zaino o la cintura per i pantaloni. Per far sì che la suola scollata della scarpa resti compatta con la tomaia, possiamo avvolgere entrambe con una fettuccia di corteccia interna e annodare le estremità nella parte superiore della scarpa. Ottimi risultati si ottengono con piante di olmo, di tiglio e di pino.

Per raccogliere la corteccia interna di una pianta, ovvero la porzione fibrosa subito sotto alla parte rugosa (che è la corteccia esterna), si procede così: con una lama si eseguono due tagli verticali lungo il tronco a distanza di 4-5 cm, della lunghezza sufficiente al nostro scopo. Poi si solleva delicatamente con la lama la porzione appena tagliata. Una volta staccata tutta, si gratta via la corteccia esterna e la fettuccia è pronta. Tale pratica comporta comunque un danneggiamento della pianta e quindi va applicata solo in caso di reale necessità.

Se dobbiamo, invece, realizzare una piccola corda più che una fettuccia, dobbiamo avere una fibra tale da poter essere attorcigliata. Per creare una buona corda è necessario usare la tecnica chiamata di “doppia torsione”. In pratica, attorcigliando strettamente una fibra si ottiene una sorta di piccolo ginocchio che diventa il punto di partenza della nostra corda, da cui si originano due capi. Ruotando prima un capo e poi l'altro nella stessa direzione (diciamo in senso orario) e avvolgendoli uno sull'altro nella direzione opposta a come li abbiamo attorcigliati su se stessi (quindi in senso antiorario), si genera una tensione tra i capi tale da non farli sciogliere. Secondo questo principio venivano realizzate addirittura le enormi gomene con cui si ormeggiavano in passato gigantesche navi, prima dell'avvento della fibra sintetica.

In un bosco si possono raccogliere le radichette degli alberi che corrono poco al di sotto del piano campagna. Con un bastone è possibile estrarne una porzione e poi, per non danneggiare lo spezzone della futura corda, continueremo ad estrarla a mano. Questo materiale è sostanzialmente già pronto all'uso.

Saper realizzare alcuni strumenti utili con ciò che ci offre la Natura, ci permette dunque di vivere con maggiore tranquillità, consapevolezza e rispetto per l'ambiente le nostre escursioni.