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L'ANGOLO DELLA POSTA a cura di Nicolò Giordano
L’ANGOLO DELLA POSTA n° 122
07/07/2021


Perché la Giornata della Biodiversità viene festeggiata il 22 maggio?

(Sabrina, Milano)

 

FOTO AL’International Day for Biological Diversity è stato proclamato e promosso dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1993 per celebrare il giorno in cui è entrata in vigore la Convenzione sulla Diversità Biologica, e in origine cadeva il 29 dicembre. Nel 2000 è stata spostata al 22 maggio, data in cui nel 1992 durante una riunione a Nairobi venne adottato il testo definitivo della Convenzione, poi aperta alla firma dei Paesi nel giugno seguente in occasione dello storico vertice ONU di Rio de Janeiro su Ambiente e Sviluppo. La nuova data è stata scelta per commemorare questo momento di particolare importanza ed anche per evitare la sovrapposizione con le numerose festività di fine anno e quest’anno sarà celebrata all’insegna dello slogan “Siamo parte della soluzione”. La biodiversità è sempre più messa a rischio da una serie di attività antropiche non sostenibili, tanto che secondo un rapporto IPBES del 2018 sugli 8 milioni di specie probabilmente esistenti, e solo in parte note, almeno 1 milione sarebbe a rischio di estinzione: il problema è simile in Europa dove l’IUCN stima in almeno il 10% il numero delle specie, animali e vegetali, che rischiano di scomparire.

 

I cinghiali sono una specie naturalmente presente in Italia?

(Paolo, Alessandria)

 

FOTO BIl cinghiale (Sus scrofa) è un animale originario anche dell’Italia, le cui razze tradizionali, quali la maremmana, vivevano nei boschi, soprattutto di latifoglie nelle zone mediterranee dove trovavano il loro habitat e cibo come ghiande, frutti del sottobosco, radici e piccoli invertebrati e dove le loro popolazioni venivano tenute sotto controllo dai grandi carnivori, in particolare dal lupo, e dalla stagionalità dell’alimentazione. Negli ultimi decenni la riduzione o scomparsa dei suoi predatori, accompagnata dall’incrocio a fini di caccia con specie centroeuropee più grandi e prolifiche, ha fatto sì che le popolazioni di cinghiale espandessero il loro areale includendovi sempre più zone antropizzate ed urbane, arrecando danni alle colture e preoccupazioni di varia natura (es. incidenti stradali). Sono in via di attuazione varie iniziative, che vanno da piani di cattura ed abbattimento a misure selettive e alla promozione del ritorno dei predatori naturali.

 

Ciao, ho 55 anni e da una vita cerco di diventare guardia ambientale, incontrando sempre mille difficoltà e una legislazione confusa e incompleta, con rimandi reciproci tra Stato e Regioni. Non potendo diventare un carabiniere forestale, vorrei consigli pratici e operativi per contribuire a costruire un futuro migliore.

(Corrado, Roma)

 

FOTO CNormato dalla “Legge quadro sul volontariato” n. 266 dell’11 agosto 1991 e, a livello regionale e locale, da una miriade di norme particolari, il volontariato è un settore di grande importanza ed in crescita. Per la sua natura spontanea, peraltro, tende a sfuggire a forme rigide di incasellamento. Accanto a grandi ONG che si occupano storicamente di tutela ambientale, si pensi a WWF, Legambiente, Lipu, FAI o Fare Verde, esistono anche piccole associazioni locali formate a seconda delle esigenze e degli interessi delle popolazioni.

Per far parte di un’associazione “verde” bisogna, quindi, vagliare con attenzione quanto in tal senso già esista sul proprio territorio e trovare quella giusta: ad esempio, Protezioni civili comunali, sezioni locali di grandi ONG o gruppi spontanei formati attorno ad aree protette, siti con danni ambientali o zone con progetti LIFE. Tre esempi nella Regione Lazio sono l’Albo dei volontari del verde, gli Amici di Torre Flavia o il gruppo riconducibile all’Università delle Tre età di Roma che gestisce l’oasi “NaturAntica” a Ostia.