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L'ANGOLO DELLA POSTA a cura di Nicolò Giordano
L’ANGOLO DELLA POSTA n° 119
20/03/2021


Quali sono le principali potenzialità delle Aree protette terrestri e marine per il presente e il futuro?

Federico (Città della Pieve - PG)

Riserve NaturaliLe aree protette possono concorrere efficacemente alla costituzione di un sistema forte ed efficiente attraverso la conservazione della biodiversità e la valorizzazione della stessa anche per fini socioeconomici compatibili. Inoltre incentivano lo sviluppo locale, la partecipazione delle popolazioni alla democrazia, la crescita civile e culturale e il recupero delle identità territoriali.

 



Che cos’è l’enrosadira?

Mariagrazia (Messina)

enrosadira-tre-cime-lavaredoIl termine deriva dal ladino e definisce il fenomeno per cui le cime delle Dolomiti, colpite dalla luce dell’alba o del tramonto, si colorano di rosso. È visibile quasi tutto l’anno ma diventa spettacolare in estate, quando il crepuscolo dura più a lungo. L’enrosadira è qualcosa di magico, tanto che da secoli si tramandano molte leggende per spiegarla. La più famosa è quella che vede protagonista il re dei nani, Laurino, che ricoprì queste montagne di rose per corteggiare la bellissima principessa Similde.

 

Perché la biomassa è considerata una fonte rinnovabile?

Enrico (Acqui Terme – AL)

Biomasse-legnose_05La biomassa è considerata una fonte rinnovabile di energia perché l'anidride carbonica che libera durante la combustione può essere riassorbita da altre piante nella fase di crescita, che impiega la luce del sole e consuma anidride carbonica, formando un ciclo a emissioni nulle. La CO2 che la legna emette bruciando, è la stessa che è stata assorbita durante la crescita dell'albero. Di fatto la legna accumula l'energia solare.

 

Anche i cacciatori contro il bracconaggio

Osvaldo Veneziano (Roma)

Con riferimento all’articolo di Fulco Pratesi “Storie di bracconaggio” pubblicato sul numero di settembre/ottobre 2020, vorrei sottolineare che, tra le associazioni che esprimono attenzione all’antibracconaggio, c’era e c’è anche l’ARCI Caccia. In particolare negli anni più critici eravamo insieme agli ecologisti a contrastare il deprecabile “fenomeno” del bracconaggio al falco pecchiaiolo, sul campo con la vigilanza volontaria. Nel 1987 promuovemmo un convengo che fece clamore, anche per la presenza congiunta del mondo venatorio e ambientalista. Così abbiamo operato anche a Ischia e in altre zone contro ogni pratica illegale come la cattura dell’avifauna con trappole e reti.