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GALATEO DELL'AMBIENTE a cura di Luisa Persia
QUANDO LA NEVE FA PAURA
12/03/2021


FOTO NUOVA ANNASciare, camminare con le ciaspole o anche affrontare una discesa con lo slittino sono attività molto divertenti, che presentano al tempo stesso diversi rischi. Proprio per questo motivo il legislatore ha previsto nel codice penale alcune fattispecie di delitti contro la pubblica incolumità nel libro II, titolo VI. L’art. 426 punisce chi causa una valanga come delitto di comune pericolo mediante violenza contro la pubblica incolumità. Collegati ad esso ci sono gli artt. 427 e 449, ma la loro applicazione prevede l’introduzione dei concetti di incolumità (pericolo di vita/integrità fisica di un numero indeterminato di persone) e di comune pericolo (mediante un giudizio di probabilità che dal fatto possa conseguire pericolo per l’incolumità).

Quindi ci deve essere conseguenza tra lo scatenarsi dell’azione e l’insorgenza del pericolo. Pertanto, si può avere dolo specifico o generico se vi è coscienza o volontà di cagionare una valanga, anche per implicita accettazione che con la propria condotta si potrebbe verificare il conseguente pericolo per la sicurezza pubblica. Nel malaugurato caso del verificarsi di una valanga, può essere penalmente rilevante per chi l’ha provocata, a seconda che lo scenario dell’evento si verifichi in un’area antropizzata (definita dal dpcm 12/08/2019) o meno, ossia, se il verificarsi dell’evento abbia messo in pericolo un numero indefinito di persone o meno. Inoltre, per l’insorgenza di pericolo anche per l’ambiente naturale in cui la valanga si verifica, ne consegue che il tipo di reato sia qualificato come plurioffensivo. La giurisprudenza in materia sta, sostanzialmente, seguendo il criterio applicativo di perseguire penalmente chi, con la propria condotta, provoca una valanga mettendo in pericolo le persone.

Ad esempio, se in una vallata isolata senza abitazioni, infrastrutture e sentieri, e neppure itinerari innevati conosciuti e segnalati, un escursionista decide di organizzare il suo percorso su neve per salire sulla montagna e durante la salita provoca una valanga che più a valle travolge un gruppo di escursionisti a lui non visibili, può incorrere in una responsabilità penale specifica. Allo stesso modo, ove l’intera area fosse notoriamente non antropizzata, chi si avventura in un ambiente innevato accetta l’eventualità che una valanga lo colpisca, anche solo per cause naturali. In questo scenario l’escursionista più a monte non sarebbe penalmente perseguibile.

Per agevolare la decisione, l’app Meteomont mette a disposizione lo strumento Test go or not to go il quale, in base alla regola 3 X 3, fornisce elementi in merito alla opportunità di affrontare una gita sci-alpinistica. Non esime totalmente l’escursionista dalla decisione, ma è un valido aiuto per un percorso mentale di reale valutazione del pericolo.