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GALATEO DELL'AMBIENTE a cura di Luisa Persia
PULITO È PIÙ BELLO
27/12/2018
 


FOTO GALATEOL’abbandono dei rifiuti è un gesto di grande inciviltà e disprezzo per l’ambiente. È molto importante non lasciare dietro di noi residui del passaggio in mezzo alla natura. Spesso accade anche ai più attenti di fare qualche errore di valutazione, ad esempio non tutti sanno che una buccia di banana impiega un mese per decomporsi e il doppio del tempo se viene gettata in mare.

Sarà bene fare chiarezza su cosa è biodegradabile: qualsiasi materiale che possa essere scomposto da batteri, luce solare e altri agenti fisici naturali, in composti chimici semplici come acqua, anidride carbonica e metano. La normativa europea stabilisce però che per essere definito biodegradabile un prodotto deve decomporsi del 90% entro 6 mesi.

Compostabile, quindi trasformabile in compost, concime naturale, si definisce un oggetto che non solo è biodegradabile ma anche disintegrabile e il cui processo di decomposizione avviene in meno di 3 mesi.

Quindi, in pratica, attenzione alle gomme da masticare e ai filtri di sigaretta che impiegano 5 anni per decomporsi. Ma il primato negativo va ai sacchetti di plastica: si va dai 50 anni fino agli 80 dei sacchetti delle patatine: sarebbe un vero scempio abbandonarli nel bosco o sulla spiaggia.

I rifiuti abbandonati possono causare danni alla fauna selvatica che può ingerire sostanze nocive scambiandole per cibo o rimanere intrappolata, come accade spesso ai pesci e alle tartarughe marine con la plastica.

Il buon senso dovrebbe bastare, ma se proprio qualcuno si ostina a lasciare i rifiuti nei boschi o nelle aree verdi, ci sono le sanzioni a fungere da deterrente.

Tralasciando infatti le conseguenze penali per chi, nell'ambito della propria attività lavorativa dovesse decidere di smaltire illecitamente i propri rifiuti, la normativa prevede anche alcune sanzioni pecuniarie e il conseguente obbligo di ripristino a carico di coloro che, in qualità di soggetti privati, abbandonano rifiuti di varia natura.

Purtroppo, muovendosi lungo le strade e i sentieri che attraversano le aree protette, capita spesso di imbattersi in elettrodomestici, mobili, materiali di risulta ed altre tipologie di rifiuti abbandonati o, peggio ancora, fatti rotolare giù dalle scarpate in mezzo al bosco.

È importante quindi sottolineare come tale comportamento, oltre ad essere del tutto condannabile sul piano etico ed ambientale è, appunto, passibile di pesanti sanzioni (fino a 3.000 o 6.000 euro a seconda che si tratti di rifiuti non pericolosi o pericolosi), oltre che ingiustificato dal fatto che molto spesso i servizi municipali di raccolta rifiuti mettono a disposizione il ritiro gratuito presso la propria abitazione ed il trasporto in discariche autorizzate.

Ma senza andare a “scomodare” l'abbandono di rifiuti pericolosi, particolari o voluminosi, ricordiamo infine che anche l'abbandono di un semplice sacchetto di rifiuti o quello di lattine, bottiglie ed altri piccoli oggetti fino al mozzicone di sigaretta o al fazzoletto di carta, comporta una sanzione di 50 euro.