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GALATEO DELL'AMBIENTE a cura di Luisa Persia
PER NON ANDARE FUORI STRADA
30/04/2018


FUORISTRADALa maggior parte di noi è talmente abituata a spostarsi con l’automobile, che pensa di farlo liberamente anche in campagna o in montagna. Ma attenzione! Il transito con i mezzi a motore non è ammesso ovunque, esistono limiti alla circolazione fuoristrada e il divieto di praticarla lungo la sentieristica. Quando si parla di circolazione fuoristrada, si fa riferimento al passaggio sulle praterie, nei boschi, nelle strisce di terra lungo gli alvei dei corsi d’acqua e nelle rispettive golene ed argini, con qualsiasi mezzo motorizzato, a due o quattro ruote: moto da cross o da enduro, quad, auto 4x4.

Il fuoristrada è sempre vietato nei parchi, ma anche nelle aree naturali in genere sulla base di leggi regionali o anche ordinanze sindacali. Le aree comprese nella Rete Natura 2000, Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS), sono tutelate dal D.M. 17/10/2007 che ha fissato i criteri minimi uniformi per la definizione delle misure di conservazione, e previsto che le regioni e le province autonome disciplinino il divieto di attività di circolazione motorizzata al di fuori delle strade. Fanno eccezione i mezzi agricoli e forestali, di soccorso, controllo e vigilanza, come pure l’accesso al fondo o all’azienda per gli aventi diritto, quali proprietari, lavoratori o gestori. Alcune regioni hanno provveduto ad adeguare le rispettive leggi per la tutela delle aree della Rete Natura 2000 regolamentando quindi anche il transito fuoristrada e individuando le sanzioni amministrative da applicare per i trasgressori.

Il fondamento della norma è dato dal fatto che la circolazione fuoristrada comporta sia i rischi di distruzione delle specie vegetali che la possibilità di innescare fenomeni erosivi del suolo in caso di piogge, con dilavamento del terreno superficiale, perdita di fertilità e affioramento della roccia sottostante. A causa dell’effetto “aggressivo” delle ruote dentate sul terreno, possono essere adottati limiti di transito ai veicoli fuoristrada anche su alcune strade bianche, ad esempio le strade forestali di molti complessi demaniali, al fine di salvaguardare la copertura di ghiaia e brecciolino e per contenere i costi di manutenzione della viabilità di servizio. Quindi, come si fa già in città, se c’è un segnale di divieto, va rispettato.

Inoltre, il Codice della Strada vieta di circolare con mezzi privi di targa e senza la dotazione dei dispositivi prescritti (frecce, specchietti, segnalatore acustico). Spesso, soprattutto i praticanti dell’enduro motociclistico, tolgono la targa dal mezzo per paura di perderla con le forti sollecitazioni sui percorsi più accidentati, risultando così in contravvenzione al codice. Vi è tuttavia anche chi ricorre a questo espediente per poter sfuggire ad un controllo senza essere identificato. Con la revisione del Codice, sarà consentito l’uso di una targa sostitutiva (un adesivo “leggero”), almeno in occasione di gare ufficiali dei campionati federali.

Il protocollo d’intesa tra la Federazione Motociclistica Italiana e l’Arma dei Carabinieri mira proprio a diffondere tra i praticanti la convinzione di concorrere concretamente, con l’impegno di ciascuno, alla tutela della natura.