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GALATEO DELL'AMBIENTE a cura di Luisa Persia
PASCOLO IN LIBERTÀ
18/10/2019


FOTO PASCOLOTempo di escursioni e tanti incontri inaspettati: paesaggi e fiori bellissimi, insetti colorati e curiosi, e tanto altro. Ma cosa fare quando, all’improvviso oppure annunciati dai campanacci, incontriamo una mandria o un gregge al pascolo? Ci può stare un certo imbarazzo, anche perché si tratta di animali di grossa taglia, peraltro imprevedibili. La regola più importante da osservare è che il sentiero potrebbe portarci all’interno di uno spazio che gli animali considerano loro, e magari vogliono difenderlo, direttamente o indirettamente, e quindi meglio “stare alla larga”.

Nel caso di pecore e/o capre, le greggi devono essere accompagnate da un pastore, che però si affida sempre ai cani: il più famoso, ed anche il più bravo, è senz’altro il mastino abruzzese, un tempo pastore abruzzese. Il cane abbaia oppure mette in atto finti attacchi. La cosa migliore è far finta di nulla, non dimostrarsi aggressivi e andare oltre, se serve con una piccola deviazione per evitare di entrare nella zona di pascolo. Si può stare tranquilli, questi cani non abbandonano mai il gregge. Il pascolo vagante senza custode, è consentito solo sui terreni liberi posseduti dal proprietario o affidatario degli animali, purché le proprietà confinanti e i terreni, anche dello stesso proprietario, dove il pascolo è vietato, siano adeguatamente protetti da sconfinamenti degli animali.

Per quanto riguarda mucche e cavalli, chi non ricorda il suono dei campanacci che riecheggia tra le montagne, una melodia che per molti è sinonimo di relax estivo, magari in cerca di qualche ottimo prodotto di malga. Anche in questo caso vale la stessa regola, a maggior ragione in presenza di vitelli o puledri, difesi dalle mamme, le quali possono attaccare per difenderli.

Se si hanno cani al seguito è importante tenerli al guinzaglio e sotto controllo. Soltanto nel caso in cui stia iniziando uno scontro, bisogna sganciare il cane che sarà in grado di mettersi al sicuro.

Attenzione a riconoscere bene i segnali di minaccia degli animali: abbassare il capo, grattare il terreno, grugnire e ansimare. In questi casi è bene allontanarsi evitando di dare le spalle all’animale. Nel caso limite di tentativo di aggressione da parte del quadrupede, ci si può difendere assestandogli un colpo di bastone sul muso.