Menu
Mostra menu
GALATEO DELL'AMBIENTE a cura di Luisa Persia
IN PUNTA DI PIEDI
02/07/2020
di Luisa Persia


PAG 75

Addentrarci in un bosco, o su un sentiero poco battuto, è un po’ come entrare nella casa degli animali selvatici e, quindi, sarà opportuno non arrecare disturbo.

Se scorgiamo qualche animale, sicuramente questo fuggirà per primo. In ogni caso bisogna mostrare un atteggiamento sicuro e allontanarsi lentamente. Non tentare di accarezzare o dare cibo, ma soprattutto lasciare sempre una via di fuga all’animale.

La legge 394/1991, cosiddetta Legge quadro sulle aree protette, all’art. 11 comma 3, vieta il disturbo delle specie animali, e all’art. 30 dispone la relativa sanzione penale consistente nell'arresto fino a 6 mesi o nell'ammenda da euro 103,29 a 12.911,42. Le pene sono raddoppiate in caso di recidiva. In ogni caso, le legge prevede che i Parchi emettano i loro regolamenti con le modalità di accesso ed eventuali restrizioni riguardo all’introduzione di animali. Inoltre, nei siti Rete Natura 2000, istituiti in base alla Direttiva europea Habitat, sono vigenti misure di conservazione specifiche che potrebbero essere più restrittive per dover tutelare alcune specie particolarmente delicate.

La diffusione di sport invernali come lo scialpinismo o la ciaspolata, ha aumentato la probabilità che le specie, in modalità “risparmio energetico” a causa del freddo e della scarsità di cibo, si sentano minacciate dalla presenza umana e attivino meccanismi di difesa, come la fuga, deleteri per l’animale causando stress fisiologico, riduzione delle difese immunitarie e maggiore vulnerabilità alle malattie.

Non dimentichiamo che i rapaci notturni passano gran parte della giornata dormendo o riposando. I pulli trascorrono fino a venti ore al giorno dormendo mentre gli adulti passano circa l’85-90% della giornata in dormiveglia o in roosting. I pulli dormono distesi similmente agli uomini mentre, una volta cresciuti, si riposano in piedi su una o due zampe.

In alcuni parchi è vietato portare il cane con sé per la preservazione dell'ambiente naturale. Se centinaia di cani transitassero nei parchi si creerebbe un serio disturbo per i suoi abitanti: cervi, daini, conigli, lepri ecc... Inoltre il cane può lasciare al suo passaggio delle tracce solide o liquide (da "predatore"), mentre un selvatico in genere cerca posti tranquilli privi di concentrazioni anomale di odori prodotti da potenziali predatori o concorrenti, insomma posti poco frequentati dall'uomo e dai suoi animali domestici. In nostro pet inoltre può contrarre facilmente malattie infettive e parassitarie venendo a contatto con animali selvatici e potrebbe, a sua volta, trasmettere varie malattie ai selvatici. Rischierebbe addirittura di perdersi seguendo le tracce di animali selvatici!

È importante ricordare di non prelevare i nidi o, peggio ancora, i pulli. Si incorrerebbe nella violazione dell'art. 21 della legge 157/1992 (cosiddetta Legge sulla caccia) sanzionata penalmente dall'art. 30, e nel reato di maltrattamento di animali, introdotto negli ultimi anni nel codice penale (art. 544-ter).