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GALATEO DELL'AMBIENTE a cura di Luisa Persia
E PIANTALA! …LA TENDA
13/06/2019


FOTO TENDA -Simbolo di libertà per eccellenza, montare una tenda dove capita non è sempre e ovunque ammesso. Non esiste una normativa nazionale riguardo al campeggio libero, pertanto le regioni possono autoregolamentarsi. Lungo la Penisola le realtà sono molto diversificate, dal divieto assoluto al di fuori delle aree attrezzate al permesso temporaneo, sempre subordinato all’autorizzazione del Comune. Le regioni dove non è possibile fare campeggio libero sono il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e la Sardegna. Per questi motivi, è sempre bene informarsi sulle regole vigenti nelle zone dove si vuole piantare la tenda.

Se non espressamente indicato da apposita cartellonistica, il campeggio libero è in genere possibile. Alcuni Comuni sono tenuti ad emettere ordinanze con l’indicazione delle aree di divieto di sosta campeggistica e di quelle autorizzate. La maggior parte delle Amministrazioni, nel loro regolamento specificano che il campeggio è possibile previa richiesta o semplice notifica all’Ufficio del Sindaco, mentre molti Enti Parco chiariscono che è possibile il bivacco all’aperto, ad esclusione delle zone di tutela speciale, sottoposte a restrizioni di accesso.

È importante tenere conto che una cosa è bivaccare per la notte, un’altra è accamparsi. La sistemazione notturna all'aperto, detta appunto bivacco, è consentita. Questo vuol dire che con le luci del nuovo giorno si deve raccogliere tutto e andare via.

Se vengono montate tende e si rimane oltre le 48 ore si parla di campeggio, e la questione si fa più complicata. All’interno delle aree protette il campeggio libero è sempre vietato. Sui terreni privati occorre il permesso del proprietario, ma anche su quelli pubblici è sempre bene informarsi prima circa vincoli e normative locali. Rimanere più di 2 giorni in un luogo non attrezzato per il campeggio comporta una serie di complicazioni che riguardano l’accensione di fuochi, l’approvvigionamento di acqua, le necessità igienico-sanitarie e gli scarichi. Tutti questi aspetti sono fonte di problemi anche per la pubblica incolumità.

Inoltre, il campeggio libero effettuato in zone frequentate da animali selvatici come orsi o cinghiali, espone a notevoli rischi soprattutto se si lasciano in giro cibi o scarti alimentari. Questi attirano gli animali che si fanno molto audaci avvicinandosi all’accampamento per cercare da mangiare.

Le autorizzazioni rilasciate dagli organi preposti devono contenere indicazioni precise riguardanti eventuali vincoli ambientali, la distanza minima dagli specchi d’acqua, il permesso o il divieto di circolazione in auto o fuoristrada, l’accertamento dell’età dei partecipanti, la durata massima del campeggio, gli eventuali costi per l’ingresso nell’area interessata e l’indicazione delle sanzioni amministrative in caso di mancato rispetto delle norme.