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Comunicati Stampa

Restituiti al Museo Diocesano di Arte Sacra di Volterra (PI), un reliquiario e un bacile
Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale Firenze - Firenze, 31/01/2018 12:36

Mercoledì 31 gennaio 2018, alle ore 11:00, presso il Museo Diocesano di Arte Sacra di Volterra (PI), alla  presenza del Vescovo, S.E. Mons. Alberto Silvani e delle Autorità locali, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze riconsegneranno un prezioso dittico reliquiario in legno e vetro del XIV sec., raffigurante “Madonna con Bambino” e “Crocifissione”, attribuito al Maestro dei putti bizzarri, nonché uno splendido bacile in terracotta smaltato con orifiamma di San Bernardino, del XIV sec., di produzione Pomarance - San Dalmazio, asportati, nel 1984, dal Museo Diocesano di Arte Sacra di Volterra.
Nella notte di Natale del 1984, dal Museo Diocesano di Arte Sacra di Volterra, furono rubati nove importantissimi oggetti devozionali. Le immediate indagini del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale consentirono di recuperare, nell’ottobre del 1985, nell'abitazione di un collezionista romano, due sportelli di un reliquario in rame e successivamente, nel 1997, in una mostra di antiquariato a Siena, una navicella, alla quale erano stati aggiunti degli elementi per renderne difficoltosa l'identificazione. Recentemente, nell'ambito di due distinte operazioni di servizio condotte dal Reparto Operativo del Comando TPC di Roma (per il recupero del bacile) e dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze (per il ritrovamento del dittico) volte a contrastare l'illecita commercializzazione di beni di natura ecclesiastica, venivano individuati anche  i due pregevolissimi beni di quest’oggi.
La cerimonia di restituzione dimostra come, anche a distanza di circa 34 anni dal furto, la catalogazione di un bene culturale, realizzata sempre con grande meticolosità ed impegno dalle Diocesi e dalle Soprintendenze, unitamente alla tenacia investigativa dimostrata dai militari dello Speciale Reparto dell’Arma,  che si avvalgono per l’attività di ricerca delle informazioni e delle immagini contenute nella Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, siano di fondamentale importanza, per risalire ai legittimi proprietari e riportare così, alle comunità di origine, le preziose testimonianze della loro storia ormai creduta dispersa per sempre.