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Comunicati Stampa

Contrasto alla criminalità nella provincia di Arezzo
Comando Provinciale di Arezzo - Arezzo, 31/08/2018 13:08
Compagnia Carabinieri di Sansepolcro e Spoleto - Sgominata la "Banda del Cayenne"
Ladri d’appartamento professionisti sfrecciavano con potenti auto sportive per le strade del centro Italia e mettevano a segno con metodica precisione anche più di tre furti in abitazione al giorno. 
I Carabinieri delle Compagnie di Sansepolcro, coadiuvati da quelli di Spoleto, a seguito di una brillante operazione, hanno tratto in arresto per furto in abitazione in concorso aggravato continuato, resistenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, ricettazione e  possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli, due giovani pregiudicati di nazionalità albanese di 26 e 22 anni, senza fissa dimora, che negli ultimi mesi hanno perpetrato circa 20 furti nelle provincie di Arezzo, Perugia, Pesaro Urbino, Ancona e Varese.
I militari dell’Arma hanno svolto un’attenta analisi del loro modus operandi, che prevedeva l’impiego di veloci macchine sportive rubate utili a raggiungere rapidamente i luoghi designati per i furti e, qualora scoperti, sfuggire repentinamente alle forze dell’ordine. Infatti, una volta individuata l’autovettura utilizzata con maggior frequenza dai malviventi, un Porsche modello Cayenne rubato a Jesi nei mesi precedenti e dopo l’effettuazione di diversi servizi, è scattata l’operazione durante la quale, i due pregiudicati, nel tentativo di sottrarsi all’arresto, hanno anche speronato due autovetture di servizio e dopo un rocambolesco inseguimento a piedi, sono stati fermati e assicurati alla giustizia. 
A seguito dell’operazione i Carabinieri hanno recuperato tre automobili di grossa cilindrata, già riconsegnate ai legittimi proprietari e parte della refurtiva che verrà riconsegnata nei prossimi giorni.
 
  
Compagnia Carabinieri di San Giovanni Valdarno - colpo ad una centrale dello spaccio: tre arresti e una denuncia. Sequestrati 180 grammi di cocaina. Carabinieri minacciati con un coltello.
I Carabinieri della Compagnia di San Giovanni Valdarno, al termine di attività investigativa, hanno fatto irruzione in una casa ubicata nella frazione Matassino del Comune di Castelfranco Piandiscò. Al piano terra, sono state trovate cinque persone, tra cui una donna, tutte di origine magrebina. 
Alla vista dei Carabinieri alcuni nordafricani,  mostrando segni di evidente nervosismo iniziavano a dare in escandescenza ed uno di essi estraeva un coltello e minacciando i militari che prontamente lo disarmavano traendolo in arresto. 
Approfittando della confusione generata dalla donna, che ha opposto viva resistenza tentando di colpire alla testa un Carabiniere con un oggetto contundente, due di questi, riuscivano a darsi alla fuga mentre gli altri venivano immobilizzati dai militari dell’Arma.
La successiva perquisizione consentiva di rinvenire 180 grammi di cocaina, in parte suddivisa in dosi, materiale utile al confezionamento, un bilancino di precisione, nonché 3.400 euro, ritenuti provento dell’attività criminosa e, pertanto, venivano tratti in arresto per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio e la donna anche per resistenza.
Successivamente la perquisizione veniva estesa al piano superiore dell’abitazione, occupata dal  proprietario dell’immobile e dall’anziana madre 88 enne. I militari si trovavano di fronte ad uno stato di assoluto degrado e disordine, con pavimenti ricoperti da indumenti, rifiuti, cibo per animali, nonché escrementi di cani e gatti, uno dei quali morto ed in decomposizione. 
Sul posto veniva fatto intervenire personale della ASL ed i servizi sociali di Castelfranco ed al termine delle operazioni l’anziana donna, per precauzione, veniva ricoverata all’ospedale di Montevarchi, per accertamenti del caso. Gli animali venivano invece affidati a persone di fiducia, giunte sul posto.
Il proprietario di casa veniva deferito in stato di libertà per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, detenzione di arma e maltrattamenti, per le condizioni di degrado in cui viveva la madre. Ulteriori indagini sono in corso.
Tutto il materiale ritenuto utile per le indagini, veniva posto sotto sequestro, mentre gli arrestati, dopo le formalità di rito, tradotti presso le Case Circondariali di Firenze ed Arezzo.