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La storia di Oderico

C’era una volta un ragazzino di nome Oderico; molto disubbidiente e bugiardo, spesso marinava la scuola e faceva delle scorribande con ragazzi più grandi di lui.

I loro giochi preferiti erano quelli di fare dispetti alle vecchiette e alle persone indifese, rubacchiare dolci e giocattoli nelle botteghe artigiane e distruggere le bancarelle e i carretti del mercato.

Nel paese tutti avevano paura di Oderico e dei suoi amici, tanto che nessuno rivolgeva loro la parola. Anche i genitori erano disperati e non sapevano più cosa fare per riportarli sulla retta via.

Un giorno, mentre stavano rubando della frutta ad un povero contadino del mercato, passarono le guardie del re che, visto ciò che stava succedendo, cercarono di arrestarli.

Molti di loro riuscirono a scappare, ma Oderico fu fatto prigioniero e rinchiuso nelle prigioni sotterranee del castello. La cella di Oderico era particolarmente fredda e buia e nessuno andò a trovarlo: né i suoi amici né tanto meno i suoi genitori.

Preso dallo sconforto, Oderico cominciò a pensare alle conseguenze del suo cattivo comportamento. Solo nella sua disperazione e senza speranza di uscire, improvvisamente notò un topolino bianco camminare sul pavimento della prigione.

Oderico diventa amico di un topolinoIl topolino, vedendo Oderico, si fermò e cominciò a fissarlo esordendo: “Salve, mi chiamo Caciottino de Gruvieris e vivo anch'io con la mia famiglia in questa prigione da molto tempo. Se tu fossi più piccolo o la mia casetta un po’ più grande potevamo farci un sacco di scorpacciate di formaggio insieme! Che ne dici comunque di diventare amici?”.

Oderico, sorpreso ma contento, iniziò a frequentare il topolino. E fu così che passarono molto tempo insieme durante il quale Oderico raccontò la sua vita e i motivi della sua prigionia.

Il topolino, che era molto saggio, riuscì a rassicurare Oderico e nel contempo, oltre a fargli comprendere i suoi errori, lo rese consapevole delle sue buone qualità ... ed erano molte.

Oderico, ormai ravvedutosi, incominciò ad essere impaziente di uscire dalla prigione per chiedere scusa a tutte le persone a cui aveva fatto del male.

Una notte scoppiò un incendio ed un fumo denso ed acre avvolse tutto il castello. Oderico, chiuso a chiave nella cella, non sapendo come scappare iniziò a chiedere aiuto. Fu in quel momento che vide comparire Caciottino che gli urlò: “Non ti preoccupare, ho qui io le chiavi della cella che ho preso dalla giacca della guardia svenuta qua fuori!”

Oderico salva la sentinella portandola in spalla fuori dalla prigioneOderico, a quel punto, aprì la porta della prigione e proprio mentre stava scappando si ricordò della sentinella svenuta a terra. Senza neanche pensarci un attimo, tornò indietro e si caricò sulle spalle il pover’uomo salvandogli, così, la vita.

Arrivato fuori dalla prigione trovò una folla di persone accorsa per spegnere l’incendio. Tutti, vedendolo uscire vivo insieme alla famiglia dei topolini e alla guardia salvata, gli fecero un caloroso applauso per il coraggio e la lealtà dimostrate.

Da quel momento in poi, tutto il paese dimostrò a Oderico riconoscimento e ammirazione  perchè era diventato un ragazzo rispettoso e di sani principi.

E i topolini? Tranquilli!!! Caciottino e la sua famiglia trovarono alloggio a casa di Oderico e dei suoi genitori, tra la seconda e la terza mensola della cucina.