Comando carabinieri per la Tutela del Lavoro


SISLAV 2.0


Il progetto costituisce l’evoluzione del sistema informativo Sislav in dotazione al Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro dell’Arma dei Carabinieri per l’esercizio delle attività ispettive. Prevede la realizzazione di molteplici funzioni necessarie a potenziare la base informativa e previsionale dell’Arma, quali lo scambio dati tra soggetti diversi (AGEA, INPS, INAIL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Ministero delle Politiche Agricole...) e l’applicazione della business intelligence da cui desumere i settori a maggior rischio di fenomeni di sfruttamento lavorativo e caporalato ove indirizzare le attività ispettive.

Il progetto è stato finanziato con fondi P.O.N. 2014-2020 Asse 7 - Azione 7.2.1 Risorse Assegnate 5.824.988,08 € e con fondi P.O.C. Asse 3.2 - Azione Asse 3 Risorse Assegnate 4.456.310,91 €.

SISLAV

Cenni storici

Carabinieri Tutela LavoroNonostante l’attenzione già dedicata dall’Arma alla verifica della corretta applicazione delle Leggi Sociali, fu su “desiderio espresso dal Ministero dell’Economia Nazionale” che nell’ottobre del 1926 il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali – Ufficio Servizio – stabilì  “di istituire presso i capoluoghi di Divisione delle sedi dei Circoli dell’Industria e del Lavoro piccoli Nuclei di militari dell’Arma composti da un sottufficiale e di due appuntati o carabinieri  provetti, tratti dal totale della forza, per essere più particolarmente adibiti nel servizio di cui trattasi, secondo le direttive dei Circoli stessi”. I primi Nuclei furono così costituiti “presso le Divisioni di Trieste e Brescia nonché presso le Divisioni Interne di Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli e Catania”. Il 1° febbraio 1934 fu istituito un ufficio dell’Ispettorato corporativo anche a Cagliari presso il quale, conseguentemente, entrò in funzione un nucleo carabinieri reali per la vigilanza sull’applicazione delle leggi sul lavoro.

Nel dopoguerra, con la riorganizzazione centrale e periferica del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale (D.P.R. 19 marzo 1955, n.520), il contingente di militari fu elevato a 230 unità, articolate in Nuclei operanti presso gli Ispettorati del Lavoro. Dal 1964 i Nuclei furono coordinati da un Ufficiale Superiore addetto presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Il 1° ottobre 1997, in ottemperanza al decreto Ministeriale 31 luglio 1997, veniva soppressa la posizione d’impiego dell’Ufficiale Superiore addetto e istituito il Comando Carabinieri Ispettorato del Lavoro, ponendone i Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) – ad esso preesistenti – alle dipendenze gerarchiche.

Il 20 aprile 2006, in ottemperanza all’art.1 del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – datato 2 marzo 2006 – il Comando Carabinieri Ispettorato del Lavoro assumeva l’attuale denominazione di “Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro”.

Nel 2009 venivano istituiti 4 Gruppi Carabinieri per la Tutela del Lavoro, con dipendenza gerarchica dal Comando nelle sedi di Milano, Roma, Napoli e Palermo, mentre nel 2017 veniva istituito il Gruppo di Venezia. Dai predetti Gruppi, all’interno dei quali operano i Nuclei Operativi con competenza macroareale, dipendono gerarchicamente i 101 Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro (NIL) insistenti nei capoluoghi di provincia delle regioni di rispettiva competenza. Dal 3 settembre 2018 è stato istituito il Reparto Operativo Tutela Lavoro, con sede in Roma, con competenza sull’intero territorio nazionale ed impiegato esclusivamente in indagini di polizia giudiziaria di contrasto ai delitti più gravi in tema di lavoro. Il Reparto Operativo ha, inoltre, il prioritario compito di curare l’attività investigativa afferente al contrasto dei delitti contro la persona, in particolare quelli relativi alla tratta degli esseri umani e all’intermediazione illecita connessi allo sfruttamento lavorativo, nonché dei delitti contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio, con riferimento all’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato e alle truffe ai danni degli Enti Previdenziali e Assicurativi.

Il Decreto del Ministero dell’Interno 15/08/2017 “Direttiva sui comparti di specialità delle forze di polizia e sulla razionalizzazione dei presidi di polizia” affida la “Sicurezza in materia di lavoro e legislazione sociale” all’Arma dei Carabinieri attraverso il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro che opera – con le proprie articolazioni anche a sostegno e con il supporto dei reparti dell‘Organizzazione territoriale - in coordinamento con l‘Ispettorato Nazionale del Lavoro, come garante degli artt. 1, 35 e 36 della Carta Costituzionale.

Nel biennio 2024-2026 il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro è stato oggetto di importanti incrementi organici con l’inserimento di 50 unità, attraverso il D.L. n. 19 del 02/03/2024 “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, e di ulteriori 100 unità, con il D.L. n. 159 del 31/10/2025 “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”, che hanno portato la Forza Organica complessiva del Comaprto a 810 militari.



Inquadramento gerarchico funzionale

Gerarchicamente, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro dipende dalla Divisione Unità Specializzate Carabinieri ed opera alle dipendenze funzionali del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il personale dei Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro, in servizio presso gli Ispettorati Territoriali del Lavoro, dipende funzionalmente dal Dirigente preposto alla sede territoriale dell'Ispettorato e gerarchicamente dal comandante dell'articolazione del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro; il personale addetto ai Gruppi dipende funzionalmente dai rispettivi Ispettorati Interregionali.

Anche in Sicilia, in virtù di appositi Decreti, il personale del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro svolge attività di vigilanza per l'applicazione delle leggi sul lavoro, sulla previdenza e sull'assistenza sociale (Decreto Assessoriale 21 maggio 1996, pubblicato sulla G.U. Regione Siciliana del 20.07.1996). Il personale di questo Comando, operante nella predetta Regione, dipende funzionalmente da quell'Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro (Decreto Assessoriale 4 dicembre 2009).



Struttura organizzativa

Il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro è articolato in:

  • un Comando con sede a Roma, dove insiste anche un Reparto Operativo con competenza di polizia giudiziaria in ambito nazionale;
  • 5 Gruppi per la Tutela del Lavoro con competenza areale in più regioni allocati a Milano, Roma, Napoli, Palermo e Venezia, da cui dipendono altrettanti Nuclei Operativi;
  • 101 Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro insistenti nei capoluoghi di provincia di rispettiva competenza.

I compiti e i poteri ispettivi

Carabinieri Tutela LavoroIl Comando Carabinieri per la Tutela del lavoro, ai sensi dell’art.7 del D. Lgs. 124/2004, “vigila sull’esecuzione di tutte le leggi in materia di:

  • livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
  • tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione sociale ovunque sia prestata attività di lavoro a prescindere dallo schema contrattuale, tipico o atipico, di volta in volta utilizzato;
  • applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Al Comando sono affidati i compiti di vigilanza previsti per il personale ispettivo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (art.7 citato).
Per accedere al Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, a seguito di interpellanza a carattere nazionale, il Carabiniere, tra l’altro, deve superare un corso di formazione per conseguire la qualifica di “Ispettore del Lavoro”.
Al termine del corso, al personale dell’Arma in quanto ispettore del lavoro, vengono attribuiti nell’esercizio delle proprie funzioni:
  • i poteri ispettivi di vigilanza necessari all’espletamento di tutti i compiti di controllo e verifica affidati al Ministero del Lavoro e della previdenza sociale dalle normative vigenti in materia di lavoro (art. 3 D.M. 31 luglio 1997 – Decreto istitutivo del Comando);
  • la qualifica di Ufficiale di polizia giudiziaria (indipendentemente dal grado rivestito), come confermato dall’art. 6 c. 2 del D. Lgs 124/2004 nel quale è ribadito che “il personale ispettivo…. Opera anche in qualità di ufficiale di polizia giudiziaria”.

Gli Ispettori del Lavoro hanno, inoltre, la seguente prerogativa operativa: “facoltà di visitare in ogni parte, a qualunque ora del giorno ed anche della notte, i laboratori, gli opifici, i cantieri ed i lavori in quanto siano sottoposti alla loro vigilanza, nonché i dormitori e refettori annessi agli stabilimenti” (art. 8, c. 2, DPR 520/55).

Il metodo investigativo

Carabinieri Tutela LavoroIl Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro si fonda su una duplice anima che ne caratterizza l’azione: quella propriamente ispettiva e quella investigativa. L’anima ispettiva contraddistingue il Comparto fin dalle origini. Essenzialmente di natura amministrativa, si esplica attraverso l’esercizio dei “poteri ispettivi e di vigilanza” necessari per far rispettare le normative vigenti. Nello specifico, come previsto dal già citato art. 7 del D. Lgs. 124/2004, i militari vigilano sull’esecuzione delle leggi in materia di legislazione sociale, tutela dei rapporti di lavoro, garanzia dei livelli essenziali dei diritti civili e rigorosa applicazione delle norme di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Accanto a questa vocazione opera l’anima investigativa, grazie alla quale è stato possibile avviare centinaia di indagini di polizia giudiziaria per contrastare le più gravi forme di sfruttamento lavorativo.

L’esperienza maturata negli anni ha permesso di definire un efficace metodo d’indagine, che trae origine e forza proprio dal primo accesso ispettivo. È in questo delicato momento iniziale che i militari per la Tutela del Lavoro, grazie alla loro formazione specialistica, entrano nei luoghi di lavoro e avviano le prime attività di controllo.

Attraverso l’attenta osservazione e l’intervista diretta ai lavoratori, i militari-ispettori riescono a ricostruire la reale situazione lavorativa, evidenziando tempestivamente i cosiddetti “indici di sfruttamento lavorativo” o indicatori di altre manifestazioni delittuose.

Il Reparto Speciale è costantemente impegnato nel contrastare i fenomeni di maggiore allarme sociale, quali:

  • la mancata applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs. 81/2008);
  • l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (art. 603bis c.p.);
  • le nuove forme di sfruttamento lavorativo, come il caporalato digitale;
  • il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso l’uso fraudolento dei “Decreti Flussi”;
  • la tratta di esseri umani;
  • le truffe ai danni degli Enti Assistenziali e Previdenziali;
  • l’indebita percezione di finanziamenti pubblici.

Il 5 giugno 2026, nel corso delle celebrazioni del 212° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, la Bandiera di Guerra dei Carabinieri è stata insignita, per la seconda volta (la prima fu il 5 giugno 2021), della Medaglia d’Oro al Valor Civile per l’eccezionale e meritoria attività svolta da questo Comando nella gestione dei flussi migratori e nel contrasto ai crimini di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina finalizzata allo sfruttamento del lavoro.

La dimensione internazionale del Comando

A partire dal 2019 il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, in una sempre più accentuata proiezione internazionale, risulta inserito sia in qualità di Co-Leader che di participant in diverse azioni operative contemplate nella piattaforma EMPACT (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats), basata su intelligence e dati concreti per combattere la criminalità organizzata e grave. La predetta piattaforma, sotto l’egida EUROPOL, coinvolge Forze di polizia, agenzie UE e organizzazioni pubbliche e private, oltre a Paesi Terzi, con l’obiettivo di identificare, dare priorità e contrastare le principali minacce criminali, attraverso un ciclo quadriennale di valutazione delle minacce e l’attuazione di piani d'azione operativi.

Oltre alle partecipazioni in ambito EMPACT, il Comparto è coinvolto anche in alcune attività di carattere addestrativo organizzate da CEPOL (Collège Européen de Police, è l'Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle Autorità di contrasto).

A queste attività addestrative, a cui il Comando partecipa in qualità di audience, vanno aggiunte anche le più recenti attività di training organizzate in Messico, Cile e Argentina in collaborazione con l’IILA (Organizzazione Internazionale Italo-latino-americana) durante le quali militari specializzati hanno tenuto delle lezioni rivolte alle omologhe organizzazioni di quei Paesi, per il loro rafforzamento capacitivo.

Infine, da circa dieci anni, il Comando per la Tutela del Lavoro partecipa attivamente alle esercitazioni sul contrasto alla tratta degli esseri umani (simulation-based training) organizzate annualmente dall’OSCE presso il compound del CoESPU (Center of Excellence for Stability Police Units, ovvero Centro di Eccellenza per le Unità di Polizia di Stabilità) di Vicenza.